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14/3/2010

 

August Burns Red in Italia

 

21.2.2010: Estragon Club, Bologna

Finalmente grato per la clemenza del tempo dopo un febbraio gelido, armato di armi e bagagli e di una buona dose d’ottimismo mi avvio per un lungo ed estenuante viaggio di ben 10 minuti da casa mia fino all’Estragon, per andare ad assistere alla prima performance bolognese dei miei paladini August Burns Red dopo l’uscita dell’ottimo "Constellations". I nostri sono in tour di supporto ai Lamb of God, insieme a Between The Buried And Me e Job For A Cowboy (mi chiedo seriamente su cosa vertano le conversazioni nel backstage con quest’ultimi).  Arrivo stranamente puntuale, giusto in tempo per vedere l’esibizione dei BTBAM, che scaldano a dovere l’atmosfera e danno ottima prova di sé. Devo ammettere che comunque è la prima volta che mi capita di assistere ad un’esibizione di 25 minuti durante la quale vengono eseguite due (!) canzoni solamente. Suppongo che ciò mi marchierà a vita per la mia ignoranza in materia di progressive (non che la cosa mi distrugga emotivamente). Giusto il tempo di un cambio palco piuttosto celere e prorompono sulla scena i cinque ragazzotti della Pennsylvania, con un Jake alla voce un po’ più barbuto del solito, un Matt alle pelli un po’ più tosato e tutti nel complesso che abbandonano l’uso delle infradito. I suoni sono ottimi ed i nostri non si risparmiano, instaurando subito un gran contatto col pubblico e sudando le proverbiali sette camicie. Lo show è serratissimo, di una fisicità brutale e si rivela in assoluto il più apprezzato dalla platea fra quelli in programma per la serata, escluso comprensibilmente quello degli attesissimi headliner. Ho gradito in particolare l’introduzione delle seconde voci del bassista Dustin, innovazione che ha permesso un’esecuzione live ancora più devastante delle canzoni. Fra i brani proposti nel ridotto tempo a disposizione figurano tracce estratte dalle ultime due fatiche discografiche, fra i quali: Backburner, Up against the ropes, Mariana’s trench, Meddler e Thirty and seven. A conclusione di un grande show propongono la classica Composure, introdotta da un mastodontico “God bless you” rivolto ai presenti, frase che poi ho notato con piacere essere inclusa anche negli autografi rilasciati dai ragazzi. Alla faccia di chi gli vuol male. E quale modo migliore per salutarvi fino al prossimo concerto se non proprio: GOD BLESS YOU!!!

PS In questo link un mio video dello show: http://www.youtube.com/watch?v=kcyuXd7QNaQ

Daniel Djouder

 

 

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