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30/3/2006

 

Le false verità del fenomeno mediatico

"Il Codice da Vinci".

 

"Questo libro ha cambiato completamente la mia opinione sulla Bibbia e sulla Chiesa Cattolica". É solo uno dei tanti e preoccupanti commenti di alcuni lettori del più grande caso letterario degli ultimi anni. Pur senza arrivare a risultati così estremi ha spesso fatto dubitare le certezze culturali e religiose di molti. L’intento di Dan Brown sembra aver ottenuto i suoi frutti.

Risulta evidente come nelle intenzioni dell’autore "Il Codice da Vinci", 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo e imminente uscita della versione cinematografica, non sia un semplice romanzo. A causa degli argomenti trattati merita un attento e critico studio, studio che viene compiuto in maniera precisa, tagliente e impeccabile da José Antonio Ullate Fabo, giornalista spagnolo ne "Contro il Codice da Vinci".

In questo saggio l’autore, tralasciando la dubbia qualità letteraria del romanzo, esamina tutte le numerosissime inesattezze di stampo storico, geografico e artistico presenti in ogni singola pagina del best-seller, per passare poi, nella seconda e terza parte, all’analisi più strettamente ideologica. Il pericolo non è costituito da questi grossolani errori quanto piuttosto dalle tesi dello scrittore americano che arrivano a negare 2000 anni di storia in favore di uno gnosticismo moderno, edonista e amorale. Le menzogne ivi contenute, dalla totale umanità di Gesù, non più il Figlio di Dio incarnato, alla sua unione carnale con Maria Maddalena; dalla negazione che il Vangelo abbia provenienza divina ad un originario culto della dea madre soffocato da un colossale e maschilista complotto della Chiesa Cattolica, accendono nell’autore un’appassionata difesa della Rivelazione capace di riportare sulla retta via gli animi di coloro che si sono lasciati sedurre da queste teorie.

Se il fortunato e controverso libro in questione appartiene inequivocabilmente alla finzione (l’accusa di plagio da parte di Baigent, Lincoln e Leigh, autori de "Il Santo Graal", ne è un'evidente prova), i dibattiti e i dubbi che ha generato sono reali, e non riguardano il suo contenuto fittizio, quanto le rivoluzionarie affermazioni dei suoi personaggi in campo artistico, storico, e, in misura preponderante, in campo teologico che vanno a colpire la Chiesa e la fede dalle fondamenta: il racconto ha infatti la pretesa di narrare e citare fonti storiche che Dan Brown definisce addirittura verificabili.

La spinta a scrivere questo saggio è nata dalla volontà di Ullate Fabo di chiarire gli equivoci provocati dal best-seller pensando a quei lettori che, ponendosi di fronte alla fede in modo superficiale, sono rimasti perplessi, smarriti, stupiti, entusiasti o profondamente arrabbiati per ciò che in alcuni casi suggerisce e in altri afferma apertamente riguardo fatti religiosi e storici fino ad oggi considerati certi.

Dietro a questo astuto e a tratti avvincente thriller si nasconde la voglia di distruggere la dottrina cattolica e la storia della Chiesa. Tutto è affidato alle parole e alle spiegazioni senza capo né coda del professor Langdon e di Teabing, il milionario ossessionato dal Graal, che rappresentano la voce dell’autore; questi convincono senza troppa fatica Sophie, ovvero il lettore, del fatto che la versione degli eventi offerta della storiografia ufficiale, quella della Chiesa Cattolica, costituisce "la maggior cospirazione della storia per occultare la verità". Il lettore mantiene l’attenzione fissa sulle avventure e inseguimenti che si susseguono vorticosamente mentre, inconsciamente, viene spinto in un universo spirituale innovativo in cui viene scardinato il meccanismo della sua religione attraverso una serie di argomenti che implicano la falsità della Chiesa e della fede.

Il romanzo, spiega José Antonio Ullate Fabo, si fonda su credenze esoteriche, su una forma di panteismo gnostico che nega l'esistenza di un Dio trascendente, su un'etica libertina che inneggia alla libera sessualità - dotata di trascendenza religiosa - per raggiungere il massimo piacere. Insomma un modo di vivere che lascia ai margini qualsiasi forma di moralità. Nel Codice Gesù non ha natura divina, è adoratore del culto della dea (secondo il parere di Brown la religiosità originaria e primitiva dell’essere umano), è sposato con Maria Maddalena con cui ha avuto una figlia. La Chiesa viene invece considerata un’organizzazione maschilista con a capo Pietro che, geloso della posizione della Maddalena e dopo averne demonizzato la figura, avrebbe dato inizio ad una cospirazione per occultare il vero messaggio di Gesù, presentandolo come Dio ed esaltando la mascolinità a discapito della condizione femminile. Brown sembra essersi improvvisamente dimenticato, sottolinea Ullate, che Maria Maddalena, lungi dall’essere demonizzata dall’ortodossia, è onorata come Santa nel cattolicesimo e nell’Ortodossia e che un’altra donna, Maria, è nient’altro che la Madre di Dio, figlia del suo Figlio e Corredentrice. Non ne avete ancora abbastanza di queste storielle? Continuiamo allora. I Vangeli sarebbero stati fabbricati su ordine dell’Imperatore Costantino per mere questioni di potere, durante il Concilio di Nicea Gesù vede "innalzata la propria condizione" perché fu fatto Dio, intanto la discendenza carnale di Gesù e Maria sarebbe proseguita negli anni sfuggendo a delle persecuzioni e fondando addirittura la dinastia merovingia fino alla creazione del fantomatico Priorato di Sion, organizzazione segreta volta a mantenere e diffondere la verità sul culto della dea e sulla discendenza di Gesù e che ha avuto a capo grandi personalità dell’arte e della cultura, come Leonardo da Vinci, Botticelli, Goethe e Victor Hugo.

Nella prima parte del saggio Ullate Fabo si diverte a smontare una per una le affermazioni di Brown, circa una quarantina, in materia religiosa, storica, artistica e persino scientifica, dati che il nostro caro romanziere dichiara come rigorosamente attendibili… Questi non si rivelano altro che grossolani errori da dilettante o fantasie alquanto ardite, esaminate attentamente e con un tagliente sarcasmo. Ormai la dottrina di Brown è distrutta dalle fondamenta, tutte le sue tesi screditate. Ma nelle terza parte viene approfondita meglio l’analisi a proposito di Costantino, di Leonardo, del fantasmagorico Priorato di Sion, della teoria della vasta cospirazione mondiale per mettere a tacere la verità su Gesù e santa Maria Maddalena e del culto della dea. Questa, un po’ audacemente, si può definire come la religione del momento: rifiuta i dogmi religiosi, difende il femminismo, esalta la sessualità come via per unirsi intuitivamente con se stessi, con il mondo e con la dea, sfoggia un’esaltazione della natura che assume sfumature mistiche, è individualista, nega l’esistenza del peccato originale e la necessità di redenzione. Nell’ultima parte l’analisi si concentra appunto su come il Codice viene considerato la punta di un intero movimento spirituale femminista contemporaneo di notevoli dimensioni, una delle più grandi tentazioni gnostiche degli ultimi tempi.

Così conclude Ullate: "La prossima volta che qualcuno ci parlerà di religione, fermiamoci a pensare se siamo disposti ad allontanarci dai 'nostri vizi' per lasciare via libera alla nostra intelligenza (…) Dio, da parte sua, ha parlato chiaro, ci ha dato la Sua Parola e non ne ha un’altra. É Gesù Cristo. É venuto affinché possiamo avere una vita piena, per dare vita alla nostra vita. Anche se siamo infedeli, Dio è fedele. Anche se abbiamo sperperato l’energia che ci è stata data perché lo amassimo liberamente, Dio ha pazienza. Non permetterà che la menzogna passi per verità. Per conoscerlo bisogna rifuggire la menzogna. Il vero trionfo dello gnosticismo non risiede nel fatto che sempre più gente crede nelle sue fantasie grottesche riguardo a buoni e cattivi in lotta tra loro o a dee sensuali. Il suo terribile trionfo consiste nel fatto che le conseguenza di tali teorie siano state accettate in modo massificato". Ma "Dio è fedele e non patteggia con la menzogna: 'Non chiunque mi dice Signore! Signore! entrerà nel regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio, che è nei Cieli' (Mt 7,21)".

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento citiamo anche Bart Ehrman, "La verità sul Codice da Vinci", Darrell L. Bock, "Il Codice da Vinci. Verità e Menzogne", Andrea Tornielli, "Inchiesta sulla Resurrezione", Amy Welborn, "Decodificando da Vinci"

Ilaria Ricci

 

 

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