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Le false verità del fenomeno mediatico
"Il Codice da Vinci".
"Questo libro
ha cambiato completamente la mia opinione sulla Bibbia e sulla
Chiesa Cattolica". É solo uno dei tanti e preoccupanti commenti
di alcuni lettori del più grande caso letterario degli ultimi anni.
Pur senza arrivare a risultati così estremi
ha
spesso fatto dubitare le certezze culturali e
religiose di molti. L’intento di Dan Brown sembra aver ottenuto i suoi
frutti.
Risulta evidente
come nelle intenzioni dell’autore "Il Codice da Vinci", 20
milioni di copie vendute in tutto il mondo e imminente uscita della
versione cinematografica, non sia un semplice romanzo. A causa degli
argomenti trattati merita un attento e critico studio, studio che viene
compiuto in maniera precisa, tagliente e impeccabile da José Antonio
Ullate Fabo, giornalista spagnolo ne "Contro il Codice da Vinci".
In questo saggio
l’autore, tralasciando la dubbia qualità letteraria del romanzo,
esamina tutte le numerosissime inesattezze di stampo storico, geografico
e artistico presenti in ogni singola pagina del best-seller, per passare
poi, nella seconda e terza parte, all’analisi più strettamente
ideologica.
Il pericolo non è costituito da questi grossolani errori quanto
piuttosto dalle tesi dello scrittore americano che arrivano a negare
2000 anni di storia in favore di uno gnosticismo moderno, edonista e
amorale. Le menzogne ivi contenute, dalla totale umanità di Gesù, non
più il Figlio di Dio incarnato, alla sua unione carnale con Maria Maddalena; dalla
negazione che il Vangelo abbia provenienza divina ad un originario culto
della dea madre soffocato da un colossale e maschilista complotto della
Chiesa Cattolica, accendono nell’autore un’appassionata difesa della
Rivelazione capace di riportare sulla retta via gli animi di coloro che
si sono lasciati sedurre da queste teorie.
Se il fortunato e
controverso libro in questione appartiene inequivocabilmente alla
finzione (l’accusa di plagio da parte di Baigent, Lincoln e Leigh,
autori de "Il Santo Graal", ne è un'evidente prova), i dibattiti e i dubbi che
ha generato sono reali, e non riguardano il suo contenuto fittizio,
quanto le rivoluzionarie affermazioni dei suoi personaggi in campo
artistico, storico, e, in misura preponderante, in campo teologico che
vanno a colpire la Chiesa e la fede dalle fondamenta: il racconto ha infatti
la pretesa di narrare e citare fonti storiche che Dan Brown definisce
addirittura verificabili.
La spinta a
scrivere questo saggio è nata dalla volontà di Ullate Fabo di chiarire gli
equivoci provocati dal best-seller pensando a quei lettori che, ponendosi
di fronte
alla
fede in modo superficiale, sono rimasti perplessi, smarriti, stupiti,
entusiasti o profondamente arrabbiati per ciò che in alcuni casi
suggerisce e in altri afferma apertamente riguardo fatti religiosi e
storici fino ad oggi considerati certi.
Dietro a questo
astuto e a tratti avvincente thriller si nasconde la voglia di
distruggere la dottrina cattolica e la storia della Chiesa. Tutto è
affidato alle parole e alle spiegazioni senza capo né coda del professor
Langdon e di Teabing, il milionario ossessionato dal Graal, che
rappresentano la voce dell’autore; questi convincono senza troppa fatica
Sophie, ovvero il lettore, del fatto che la versione degli eventi
offerta della storiografia ufficiale, quella della Chiesa Cattolica,
costituisce "la maggior cospirazione della storia per occultare la
verità". Il lettore mantiene l’attenzione fissa sulle avventure e
inseguimenti che si susseguono vorticosamente mentre, inconsciamente,
viene spinto in un universo spirituale innovativo in cui viene
scardinato il meccanismo della sua religione attraverso una serie di
argomenti che implicano la falsità della Chiesa e della fede.
Il romanzo, spiega
José Antonio Ullate Fabo, si fonda su credenze esoteriche, su una forma
di panteismo gnostico che nega l'esistenza di un Dio trascendente, su
un'etica libertina che inneggia alla libera sessualità - dotata di
trascendenza religiosa - per raggiungere il massimo piacere. Insomma un
modo di vivere che lascia ai margini qualsiasi forma di moralità. Nel
Codice Gesù non ha natura divina, è adoratore del culto della dea
(secondo il parere di Brown la religiosità originaria e primitiva
dell’essere umano), è sposato con Maria Maddalena con cui ha avuto una
figlia. La Chiesa viene invece considerata un’organizzazione maschilista
con a capo
Pietro
che, geloso della posizione della Maddalena e dopo averne demonizzato la
figura, avrebbe dato inizio ad una cospirazione per occultare il vero
messaggio di Gesù, presentandolo come Dio ed esaltando la mascolinità a
discapito della condizione femminile. Brown sembra essersi
improvvisamente dimenticato, sottolinea Ullate, che Maria Maddalena,
lungi dall’essere demonizzata dall’ortodossia, è onorata come Santa nel
cattolicesimo e nell’Ortodossia e che un’altra donna, Maria, è
nient’altro che la Madre di Dio, figlia del suo Figlio e Corredentrice.
Non ne avete ancora abbastanza di queste storielle? Continuiamo allora.
I Vangeli sarebbero stati fabbricati su ordine dell’Imperatore
Costantino per mere questioni di potere, durante il Concilio di Nicea
Gesù vede "innalzata la propria condizione" perché fu fatto Dio, intanto
la discendenza carnale di Gesù e Maria sarebbe proseguita negli anni
sfuggendo a delle persecuzioni e fondando addirittura la dinastia
merovingia fino alla creazione del fantomatico Priorato di Sion,
organizzazione segreta volta a mantenere e diffondere la verità sul
culto della dea e sulla discendenza di Gesù e che ha avuto a capo grandi
personalità dell’arte e della cultura, come Leonardo da Vinci,
Botticelli, Goethe e Victor Hugo.
Nella prima parte
del saggio Ullate Fabo si diverte a smontare una per una le affermazioni di
Brown, circa una quarantina, in materia religiosa, storica, artistica e
persino scientifica, dati che il nostro caro romanziere dichiara come
rigorosamente attendibili… Questi non si rivelano altro che grossolani
errori da dilettante o fantasie alquanto ardite, esaminate attentamente
e con un tagliente sarcasmo. Ormai la dottrina di Brown è distrutta
dalle fondamenta, tutte le sue tesi screditate. Ma nelle terza parte
viene approfondita meglio l’analisi a proposito di Costantino,
di Leonardo, del fantasmagorico Priorato di Sion, della teoria della
vasta cospirazione mondiale per mettere a tacere la verità su Gesù e
santa Maria Maddalena e del culto della dea. Questa, un po’ audacemente,
si può definire come la religione del momento: rifiuta i dogmi
religiosi, difende il femminismo, esalta la sessualità come via per
unirsi intuitivamente con se stessi, con il mondo e con la dea, sfoggia
un’esaltazione della natura che assume sfumature mistiche, è
individualista, nega l’esistenza del peccato originale e la necessità
di
redenzione. Nell’ultima parte l’analisi si concentra appunto su come il
Codice viene considerato la punta di un intero movimento spirituale
femminista contemporaneo di notevoli dimensioni, una delle più grandi
tentazioni gnostiche degli ultimi tempi.
Così conclude
Ullate: "La prossima volta che qualcuno ci parlerà di religione,
fermiamoci a pensare se siamo disposti ad allontanarci dai 'nostri vizi'
per lasciare via libera alla nostra intelligenza (…) Dio, da parte sua,
ha parlato chiaro, ci ha dato la Sua Parola e non ne ha un’altra. É Gesù Cristo.
É venuto affinché possiamo avere una vita piena, per dare
vita alla nostra vita. Anche se siamo infedeli, Dio è fedele. Anche se
abbiamo sperperato l’energia che ci è stata data perché lo amassimo
liberamente, Dio ha pazienza. Non permetterà che la menzogna passi per
verità. Per conoscerlo bisogna rifuggire la menzogna. Il vero trionfo
dello gnosticismo non risiede nel fatto che sempre più gente crede nelle
sue fantasie grottesche riguardo a buoni e cattivi in lotta tra loro o a
dee sensuali. Il suo terribile trionfo consiste nel fatto che le
conseguenza di tali teorie siano state accettate in modo massificato".
Ma "Dio è fedele e non patteggia con la menzogna: 'Non chiunque mi dice Signore! Signore!
entrerà nel regno dei Cieli, ma chi fa la
volontà del Padre mio, che è nei Cieli' (Mt 7,21)".
Per ulteriori
approfondimenti sull’argomento citiamo anche Bart Ehrman, "La verità
sul Codice da Vinci", Darrell L. Bock, "Il Codice da Vinci.
Verità e Menzogne", Andrea Tornielli, "Inchiesta sulla
Resurrezione", Amy Welborn, "Decodificando
da Vinci".
Ilaria
Ricci
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