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9/5/2008

 

"Elements Of Rock 2008"- Live Report

 

Quello che è ormai il festival evento per i christian metal heads del cuore del Vecchio Continente giunge, sempre ad Uster e sempre nel mese di aprile, alla Line-upsua quinta edizione. Ci si sarebbe potuti attendere una line-up persino esagerata per la celebrazione del primo lustro di questa ammaliante creatura, anche considerando il fatto che negli anni il bill presentato è stato una ininterrotta escalation di monicker. Tuttavia, tra una qual certa diffusa sorpresa, non è stato così, anzi, tutt’altro: un malcelato senso di delusione serpeggiava all'annuncio di (quasi) ogni nuovo nome, in quei lunghi mesi preparatori della tre giorni elvetica. I Seventh Avenue - comeback per giunta - non si discutevano di certo, ma se i secondi big erano i Drottnar - idem, e con un solo vero album all’attivo - e i terzi i Deuteronomium - freschi di reunion dopo lo split del 2001 - be', senza nulla togliere a nessuno ma il confronto con gli anni passati risultava ben poco clemente, nonostante poi presenze di gruppi emergenti senz’altro accattivanti,  quali i nostrani Metatrone e gli olandesi Docile, quest’ultimi chiamati in extremis in sostituzione della defezione - causa impasse organizzativa - dei deathster Obed. Premesse quantomeno claudicanti dunque, alla prova dei fatti tuttavia completamente smentite. (V.)

Prima Serata

ARCANE LEGION: Ad inaugurare l’Elements Of Rock 2008 ci sono i "t.b.a."; non un combo punkettoso come tal acronimo lascerebbe sinistramente sospettare, ma semplicemente il "to be announced" della guida Arcane Legionufficiale, stampata mentre la puntualissima organizzazione era ancora indaffarata per la sostituzione degli impossibilitati Vindex, causa malore e ricovero di un membro della band. Il "t.b.a." sono risultati infine i giovani Arcane Legion, quartetto heavy teutonico dal sound epigono di – in versione ampiamente depauperata da talento e maturità artistica – Iron Maiden ed Hammerfall, ancora a secco di release, ma che tutto sommato ha tenuto la scena, strumentalmente per lo più, perché la voce del volenteroso Malte, anche chitarrista, è apparsa senza appello in modo abbondante sotto il par per il genere. Comunque i tedeschi non sono dispiaciuti, e così questo ancora poco inquadrabile festival è iniziato con una hall già densa di christian metallers e di ghiacciate deliziose bionde Feldschlösschen alla spina. (V.)

DBEALITY: Non conoscevo David Benson prima dell'Elements of Rock. La sua prestazione sul palco ha impressionato non solo me ad ogni modo! DBealityIl suo stile canoro ricalca (e secondo alcuni copia esplicitamente) la grande voce dell'heavy-hard rock, Ozzy "The Prince of Darkness" Osbourne! E c'è da dire DBealityche il risultato non è per niente male, sopratutto se alle spalle del voluminoso cantante ci sono due musicisti del calibro di CJ Grimmark e Andreas Olsson (rispettivamente chitarrista e bassista dei Narnia) in grado di sfornare dai propri strumenti non solo i riff da power metal a cui in genere si è abituati, ma anche veri e propri pezzi da old-school of rock con discreti assoli e tutto il resto. Due pollici ben bene in alto per la band del South Carolina che, a parte i gusti, ha saputo fornire una voce un po' fuori dal coro rispetto ai restanti gruppi della band list del festival. (A.C.)

DROTTNAR: Gli amanti dell’estremo erano qui soprattutto per loro, loro che questo palco lo avevano già calcato nel Drottnar2004, presentando al tempo che fu, in una fascinosissima tenuta industrial, i brani dell’ottimo unblack Ep "Anamorphosis". Stavolta tornano forti di un full-length, l’extreme progressivo "Welterwerk", acchitati in divisa militare (che sia di Soviet non ha alcuna rilevanza, dato che la divisa in senso ampio simboleggia il loro essere "soldati di Cristo" – così ci han dichiarato nel backstage), con megafono e sirene branditi dallo scatenato screamer Sven-Erik Lind. DrottnarLuci sempre basse, i vari pezzi sono eseguiti chirurgicamente e vengono interpretati con passione, ma pagano anche in sede live lo stesso scotto della versione Cd, ossia stufano presto, essendo tutti estremamente simili tra loro nel songwriting. A scindere il filo continuo di "Welterwerk" è posto un buon brano black riarrangiato di "Spiritual Battle", Cd raccolta del 2000 dei primi due demo della band. Come è risultata contraddittoria la loro ultima fatica studio, così – anzi, direi: di conseguenza – lo è stato il loro show dell’EoR ’08: tutto tecnicamente perfetto, simpatici i vari effetti militareschi, straripante carica, ma il succitato songwriting è ridondante, cattura subito l’attenzione ma riproposto per quaranta minuti perde moltissima efficacia. Tuttavia il molto pubblico presente in sala pare aver gradito, ad incessanti spire di headbanging, l’esibizione dei norvegesi. (V.) 

KREYSON: Dopo i blackster Drottnar, si torna ad ascoltare un po' sano hard & heavy old school. Salgono infatti sul palco i cechi Kreyson, una band storica Kreysoncon quasi vent’anni di esperienza alle spalle. Subito si raccoglie sotto il palco un nutrito numero di fans dalla Repubblica Ceca con tanto di teli con su il logo dei Kreyson, pronti a cantare e festeggiare insieme con l’immancabile birra in mano. Sebbene il singer Ladislav Křížek sembri un po' invecchiato e con qualche capello in meno rispetto ai primi anni, la sua esibizione è formidabile, perennemente concentrato, attento a non sbagliare nulla, e malgrado il più delle volte resti fermo, il suo volto e i suoi pochi movimenti trasmettono lo stesso molta energia, sia alla band che al pubblico. Vengono proposti diversi brani sia in inglese e sia in lingua madre. Davvero un’ottima prova dal vivo, ma non avevamo dubbi, i Kreyson sono ormai dei veterani. E poi a fine esibizione, una bel brindisi con i fans cechi! (D.F.)

EXAUDI: Gli Exaudi, gruppo gothic-doom, sono gli ultimi ad esibirsi nella prima giornata del festival. I ragazzi provenienti da Dresda, che hanno all’attivo due demo (l’ultimo dei quali risalente al lontano 2003) Exaudisi fanno attendere un po' prima di iniziare a suonare, tanta è la cura che riservano all’ottimizzazione del suono, e non solo. Ogni cosa è infatti curata in ogni minimo dettaglio, come le candele accese davanti al palco che contribuiscono a creare un’atmosfera Exaudidel tutto particolare. L’attesa sale, ed eccoli finalmente entrare: il tastierista e il bassista vestono dei sai bianchi, il colpo d’occhio è notevole, seguiti dalla bravissima violinista e dal cantante, vestito con una tunica nera. Ci addentriamo quindi nel loro sound, così intenso, sacrale e funereo che non disdegna però passaggi più tirati tipicamente black grazie soprattutto a dei notevoli passaggi tastieristici. Ottima anche l’alternanza tra il gutturale e opprimente growl e lo scream del tastierista. Non si può che essere soddisfatti della loro esibizione, speriamo di risentirli al più presto con un nuovo lavoro. (I.R.)

Seconda Serata

MORGARTEN: Apre alle 17, con svizzera puntualità, la seconda serata del festival, e ad inaugurarla sono gli sconosciuti francosvizzeri Morgarten. Giovanissimi Morgarten- appena ventenni - nessuna release per loro, una solo traccia mal registrata sul MySpace. Presupposti questi da "non ti curar di lor ma guarda (e odi) e passa", anche considerata la lunga serata che ci attende: ma invece con non poco stupore mi ritrovo ad assegnare la palma di rivelazione dell’EoR ’08 proprio al quintetto da Neuchâtel! MorgartenAd assoluta differenza del brano del MySpace, in sede live il bilanciamento dei suoni è perfetto, e perfetta è anche l’esecuzione. L’intensità emanata dai brani proposti convince senza riserve, complice anche un fascinosa attitudine in pieno stile black/folk; chiaramente i nostri mutuano abbondantemente da Eluveitie e Slechtvalk, ma personalizzano con grande talento: il sound è originale (nel senso di non clonato) ed incisivo, sia nelle partiture blastbeats e zanzarone che nelle ampie aperture melodiche epicofolkeggianti. Senza alcuna sbavatura ha ben graffiato lo screaming dell’anche chitarrista Pierric, una vera chicca la spadona piantata su un tralcio di tronco a formare una troneggiante croce! Band che mi ha davvero strabiliato, e di cui non vedo l’ora esca qualcosa. I Morgarten con questa prestazione si scoprono in tutta la loro reale caratura, autocandidandosi di conseguenza a divenire tra gli headliner della prossima generazione della scena unblack mondiale. (V.)

HORATIO: Salgono ora sul palco gli Horatio, gruppo hardcore/metalcore proveniente dalla Francia, nonché band più giovane dell'Elements Of Rock. Già durante il sound check la sala si riempie di un pubblico più giovanile rispetto a quello che era presente nelle precedenti esibizioni, ma non mancano anche coloro che prediligevano un Horatiotipo di sound differente. Comincia lo show e i ragazzi si lanciano in un hardcore grezzo e violento che trascina e coinvolge il pubblico che dopo poco si lancia in un pogo al quale partecipa anche la componente "giovanile". A dispetto della loro giovane età gli Horatio sanno tenere molto bene il palco e allo stesso tempo divertirsi a suonare con tanta passione. I ragazzi suonano tutte le canzoni del loro Ep "And Now, The Choir...". Particolare attenzione merita il frontman, una splendida prestazione la sua, sia per gli ottimi growl sia per il modo di coinvolgere il pubblico. Le uniche note dolenti vengono dal fatto che mentre il growler sia riuscito ad adattare benissimo la voce sia nelle partiture hardcore sia in quelle più metal-oriented, la batteria è rimasta sempre palesemente hardcore, risultando decisamente troppo ripetitiva (anche per l'assenza del doppio pedale) negli arrangiamenti metalcore, che comunque tutto sommato sono piaciuti ad una larga fetta del pubblico, che ringraziava con un selvaggio headbanging. (F.P.)

DOCILE: Terminati gli Horatio facciamo riposare un po' il collo prima dell'arrivo dei Docile. A giudicare dal nome e dalla scritta "LOVE" sulle magliette, qualcuno potrebbe Docilepensare che non siano poi così violenti, ma basta vedere l'ingresso del growler (un vero vichingo con barba e capelli lunghi) per capire che le apparenze ingannano. Sound pulitissimo e preciso, i riff violenti e azzeccati e voce gutturale profonda sono la Docilemiscela che rende la performance dei Docile veramente esplosiva. Il gruppo apre con canzoni di stampo death melodico ma dopo due tracce si passa a mera violenza deathcore che, grazie anche alle esortazioni del growler, lancia il pubblico in un pogo violentissimo; questo esalta ancor di più i Docile che continuano a dare delle prestazioni stupende sul palco, mentre giù nelle prime file la folla è in delirio, incitata anche dal growler che sfoggia un furioso headbanging durante gli intermezzi strumentali. Anche gli altri membri del gruppo sfoggiano sapienza tecnica e passione, dal batterista che non smette nemmeno per un attimo di mitragliare con fill velocissimi, al chitarrista solista che esegue assoli fantastici. Insomma davvero una bella prestazione e ottima anche la scelta di metterli tra le prime band della giornata per permettere a tutti di seguirli con la massima attenzione senza farsi sopraffare dalla stanchezza. (F.P.)

METATRONE: I partecipanti all'Elements of Rock di WhiteMetal si sono trovati d'accordo (quasi unanimemente) sul fatto che il gruppo di Catania sia stata una delle rivelazioni del festival. Questo Metatronea mio avviso è dovuto in prima battuta alla conoscenza che abbiamo fatto di loro fuori dal palco. I Metatrone si sono dimostrate persone eccezionali, di una straordinaria cortesia e di brillante umanità. Durante il seminario sull'amicizia hanno raccontato la loro storia (in particolare quella di Davide Bruno, il tastierista, che, dopo la sua conversione avvenuta qualche tempo fa, verrà ordinato sacerdote tra poco più di un anno) e in quell'occasione tra noi si è davvero stretto un legame (un'amicizia appunto!) che (credo di parlare a nome di tutti) speriamo si mantenga sempre vivo e fresco. In seconda battuta, ma non per Metatronequesto un fattore meno importante, è stata l'incredibile performance live della serata di sabato 26 a far risplendere le incredibili qualità dei Metatrone che hanno dimostrato di saper tenere il palco e di esaltare le folle di qualsiasi denominazione cristiana! Dei 9 pezzi suonati (nell'ordine: War is pain, The best way, Veni Creator Spiritus, Mirror city train, The song begins, One in a million, Free and forever, Salva l'anima, The Rock), tutti tratti dall'album "The Powerful Hand" tranne l'inedita Salva l'anima, possiamo dire che abbiano tutti centrato il bersaglio! Sotto il palco quasi sempre si Metatroneè generato un pogo frenetico, i cori e gli incitamenti piovevano a catinelle e alcuni ragazzi tedeschi si mettevano a gridare formule in latino! (quest'ultima non si sa se fosse una presa in giro o un complimento ma ad ogni modo manteniamo la buona fede!). Considerato poi il quantitativo di gente accorsa a sentirli non possiamo far altro che essere orgogliosi del risultato ottenuto del gruppo rappresentativo della madrepatria! Dopo uno spettacolo così non si può fare altro che attendere impazienti la prossima produzione studio che si vocifera sarà anche in spagnolo oltre che in inglese e italiano. Aspettiamo inoltre conferme della presenza dei Metatrone alla GMG '08 a Sydney in Australia e nel mentre facciamo a loro le nostre più sentite benedizioni per il loro progetto. (A.C.)

THY BLEEDING SKIES: Subito dopo la strabiliante ed eccezionale esibizione dei nostrani Metatrone, è toccato ai tedeschi Thy Bleeding Skies scaldare il palco dell’Elements of Rock con il loro death melodico infarcito da riff molto thrash oriented. Ancor prima che la band fosse Thy Bleeding Skiessul palco, ritornava in mente l’esibizione dei Sacrificium nell’edizione del 2007. Questo perché il cantante delle due band è lo stesso (Claudio Enzler), ma soprattutto perché l’anno scorso l’esibizione dei Sacrificium fu furiosamente trascinante. Tra il pubblico ci si chiedeva se anche l’esibizione dei Thy Bleeding Skies sarebbe stata simile. E tutto sommato ci siamo andati vicino! Lasciata da parte la venatura più melodica, sul palco anche loro sono stati brutali e trascinanti, Claudio non stava fermo un attimo (quasi come il cantante dei Drottnar la sera precedente) incitando il pubblico ad un headbanging selvaggio soprattutto nelle prime file. Esibizione apprezzata da molti dei presenti al festival, anche se diversi fan dei Seventh Avenue (headliner di questa edizione), non vedevano l’ora che i Thy Bleeding Skies finissero per assistere invece allo spettacolo dei loro beniamini. (D.F.)

SEVENTH AVENUE: Finalmente! L’attesa si era fatta ormai snervante, molti tra i presenti al festival non aspettavano altro se non di assistere al concerto dei Seventh Avenue. Ancor prima che iniziassero a suonare, i fans più sfegatati prendevano posto Seventh Avenuein prima fila proprio sotto il palco e i ragazzi con la t-shirt di "Terium", l’ultimo album della band, erano numerosissimi. La tensione saliva, il sound-check pareva interminabile… e poi, finalmente buio in sala, i Seventh Avenue danno le spalle al pubblico, e in sottofondo si sente l’intro Under the surface per creare la giusta atmosfera e cominciare quindi con i pezzi del nuovo album come Crown in the dark e Terium. Energia allo stato puro, Herbie e compagni, abbandonata Seventh Avenuel’atmosfera solenne dell’intro, si lasciano andare continuando a rincorrersi sul palco e a cercare contatti con il pubblico sporgendosi completamente in avanti. E il pubblico come risposta intona cori e potenti coreografie di headbanging mentre i fans sotto il  palco perdevano la voce per cantare insieme ad Herbie. Ma questo è ancora nulla. Il culmine viene raggiunto quando viene proposta Infinite King, ed ecco che Herbie coinvolge tutti i presenti dell’Elements of Rock, dal primo all’ultimo, ad urlare a squarciagola Seventh Avenuel’inizio del refrain, una volta, due volte, tre, poi quattro, innumerevoli volte, aumentando sempre di più il volume come se volesse far cadere i muri del locale. Semplicemente strabiliante ed emozionante, e da quel momento in poi l’esibizione è migliorata sempre di più anche se sembra quasi impossibile da descrivere. Davvero una prestazione superlativa da parte di tutta la band. Impeccabili sotto ogni aspetto, Herbie con i suoi acuti e in tutti gli assoli, Flo nelle sue velocissime impalcature ritmiche, Markus con i suoi giri di basso, il furioso Mike alla batteria e infine il terzo chitarrista turnista in questo concerto, precisissimo in tutti i brani. Durata dell’esibizione, un’ora e un quarto, ma tanti volevano ancora sentire il potentissimo e grintoso power dei Seventh Avenue. Complimenti, ruolo da headliner eseguito alla perfezione. (D.F.)

DEUTERONOMIUM: Sarò sincero: "Street Corner Queen" non mi aveva entusiasmato per nulla. L'album mi sembrava troppo differente da traccia a traccia e molto Deuteronomiumframmentario. Questa impressione è stata spazzata via non appena ho sentito i Deuteronomium suonare dal vivo! Compatti, pesanti, esplosivi e incredibilmente trascinanti! Forse questa differenza è dovuta al recente comeback della band che si era divisa nel 2001 ed è tornata poi assieme nel 2006. Ad ogni modo Miika Partala, cantante e chitarrista della band, ha affascinato tutti quanti per la sua potenza vocale, il suo carisma e il suo largo sorriso che risultava stranamente adatto malgrado sia un death singer. A quanto pare lui assieme a noi si godeva parecchio l'incredibile atmosfera del festival! Durante la performance sono stati eseguiti due brani inediti che appariranno sul nuovo album, in commercio a partire dall'estate. Non sono mancati invece grandi classici come Spell of hell, Northern praise e Crosshope. Aspettiamo con ansia la nuova opera del gruppo finlandese nella speranza che in essa trasudi maggiormente quell'incredibile carica, potenza e solidità della quale siamo stati testimoni in quel grandioso week end. (A.C.)

MONOBLOCK: A chiudere questa intensissima due giorni sono i Monoblock, Monoblockgruppo gothic tedesco che ha all’attivo ben quattro full-length. Ascoltando le tracce presenti sul MySpace, mi sarei aspettata veramente qualcosa di più. Sarà stato forse per l’ora tarda, erano oramai le 2 di notte e dopo otto ore di festival di fila eravamo tutti un po' stanchi, resta però il fatto che mi sono sembrati davvero troppo confusionari. La voce di Stefanie era poco incisiva e il dimenarsi dell’altro cantante strideva abbastanza con la musica da loro proposta. Rimandati alla prossima. Peccato però, questo bel festival avrebbe forse meritato una conclusione migliore, in un altro stile sicuramente. (I.R.)

Eventi Correlati

Anche quest’anno abbiamo avuto l’immenso piacere di incontrare nuovamente pastor Bob Beeman, come al solito sempre disponibile e instancabile nel portare la Parola in tutti i festival come l’Elements of Rock. Affianco a lui, anche Jim La Verde, bassista degli storici Barren Cross, ma in questa occasione nelle vesti di chitarrista acustico e worship leader nella lode e adorazione worshipmattutina. Pastor Bob e Jim sono ormai una coppia affiatata, e non esagero nel dire che se l’Elements of Rock è un festival così eccezionale, gran parte del merito va a loro. Grazie a Dio per aver messo nei loro cuori l’instancabile zelo di annunciare il messaggio della salvezza solo in Gesù Cristo! (D.F.)

Tra i vari seminari proposti dall’organizzazione dell’Elements of Rock, decidiamo di seguire quello sull’amicizia tenuto dai Metatrone. Davide Bruno, aiutato nella traduzione in inglese da Stefano Calvagno, ci ha parlato del suo percorso di fede, di quanto era lontano da Dio e di come si è avvicinato a Lui, cominciando ad ascoltare la Sua voce. Questo suo cammino personale, sfociato poi nell’entrata in seminario, ha inevitabilmente coinvolto il gruppo di cui faceva parte, ed è grazie a questo che i Metatrone, sono diventati quello che sono oggi. Sono stati quindi toccati molti argomenti, dalla musica, all’amicizia e al rapporto con Dio e con chi ci è vicino, seguiti poi Seventh Avenueda un interessante dibattito, il tutto intramezzato dall’esecuzione di alcuni brani (ad esempio I colori del sole) in versione acustica cantati dallo stesso Bruno accompagnato alla chitarra da Stefano. (I.R.)

Interessante infine il seminario di chitarra elettrica tenuto dai Seventh Avenue, in particolare da Herbie e il chitarrista turnista. Proprio quest’ultimo ha preso in mano la situazione fornendo consigli ai presenti, riguardanti ad esempio la posizione corretta delle mani, oppure l’inclinazione migliore del plettro rispetto alle corde durante gli assoli e tanti altri preziosi suggerimenti. Oltre a tutto ciò i due chitarristi ci hanno deliziato suonando alcuni pezzi tratti dall’ultimo album, cadendo però nel pallone quando è stata proposta Tale of the forgotten dreams, brano del 2003 di "Between The Worlds", suonato infine alla perfezione da uno dei presenti (il nostro Francesco "demonicida"!). Per concludere, bellissima l’atmosfera che si è respirata in quelle due orette scarse, sempre caratterizzata da un dialogo molto aperto con i due chitarristi, che con molta semplicità e disponibilità hanno accontentato le richieste dei partecipanti al seminario. (D.F.)

Conclusione

Tra abbandoni, chiamate dell’ultima ora e line-up complessiva non certo altisonante - anzi, direi quanto a background forse la più modesta della storia del festival - ammetto si era partiti per la Svizzera senza l’adrenalina dello scorso anno. Se tendenzialmente circoscritte erano le aspettative, tuttavia poi questo pregiudiziale scetticismo si è dissolto come nebbia al vento alla prova del palco, dal quale quasi tutti i 13 act hanno infiammato un pubblico già di per sé incandescente, oltre che sorprendentemente numeroso date le premesse (a tal proposito: non si è raggiunta forse la cifra della scorsa edizione, ma direi che non la si guarda poi da così lontano. Molto incoraggiante inoltre la folta presenza di nuove, giovanissime e scatenate leve). L'EoR in definitiva si è rivelato ancora un gran successo, trascinato in ciò però grazie ad alcune prestazioni superlative quanto inattese che hanno incendiato la hall. Sperando che il sogno del "Wacken cristiano" non  tracolli in utopia, nel frattempo complimentoni alla lungimiranza dell'organizzazione, che con molti meno soldi delle edizioni passate è riuscita ad ottenere sostanzialmente lo stesso successo. (V.)

Vaake - Ilaria Ricci - Daniele Fuligno
Francesco Pellegrino - Andrea Ciceri 

 

 

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