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12/10/2013

 

Fratello Metallo- Live Report

Sabato 12 ottobre 2013 - Gorizia

 

 

Cari amici lettori di WhiteMetal.it,

sono davvero contenta ed entusiasta di scrivere questo report sulla serata a cui ho partecipato il 12 ottobre. Dovete sapere che a Gorizia, la mia città, si stanno svolgendo due settimane di Missione Popolare, in cui vari frati cappuccini provenienti da varie parti d’Italia organizzano incontri, catechesi, celebrazioni, eventi musicali, confessioni e chi più ne ha più ne metta. Indovinate chi ha tenuto ieri un evento intitolato "Il LA cristiano: riflessioni e provocazioni sulla fede in musica e canto"? Frate Cesare Bonizzi, il nostro Fratello Metallo!

Sono andata a salutarlo dicendo che l’ho visto a Prato al Rock for the King e lui ha risposto abbracciandomi: "Grande Prato!". Ebbene il suo è stato un intervento di più di un’ora e mezzo tra catechesi, musica e catechesi in musica, in cui ha fatto interagire l’ampio pubblico di tutte le età e di vari gusti musicali ("Ci sono anche dei metallari tra il pubblico!") facendoci cantare con lui alcuni brani, tra cui il ritornello di "Jeshuah", definito da lui "il ritornello dello stupore, importante nella fede è lo stupore". Ha esordito, il nostro cappuccino, affermando che la sorta di concerto che avrebbe tenuto non voleva essere una provocazione, bensì un modi di propagare le cose della fede che si danno talvolta per scontate. Ad un certo punto ha preso una lampada a tre gradazioni di luce, e attraverso questa lampada "una e trina", una lampada sola con tre gradazioni di luce, ha spiegato il Mistero della Trinità. Abbiamo poi potuto ascoltarlo cantare "Dio, non droga". "Stiamo parlando di Dio – ha detto - ma quale Dio avete in mente voi? Noi frati e suore siamo stati mandati in questa Missione da questo Dio che è uno e trino per condividerlo con voi". Nella sua catechesi in musica ci sono sicuramente delle frasi degne di nota, tra cui: "Dio ti ama, Dio è amore"!, "Ama, ama, ama, Dio ti ama fino a morire", oppure la frase di "Dio non droga" molto incisiva: "Dolce e cara domenica, dal tuo letto tu senti le campane, ma non puoi tu venire a Messa, devi continuare a dormire". Se dovessi continuare a trascrivere tutti gli appunti che ho preso, più che un report verrebbe fuori una tesi di laurea, per cui mi soffermerò su alcuni punti fondamentali che mi hanno colpito. Anzitutto la spiegazione in musica dell’Icona del Cristo Pantocrator.

Fratello Metallo ha spiegato, cantando, l’icona, mentre alle sue spalle veniva proiettato un video che immortalava i particolari della bellissima icona. Così, cantando, Frate Cesare ha spiegato che l’oro di fondo è Dio, la gola del Cristo è una2 mammella da cui bere il puro latte spirituale", l’abito rosso è segno che "Dio è amore", mentre la parte blu dell’abito, "blu cielo e mare", indica Dio vero uomo. Se si osserva la mano benedicente di Cristo (se non avete in mente il Pantocrator cercatene un’immagine), si noteranno due dita che indicano la doppia natura di Gesù, mentre la disposizione a triangolo indica Dio trino ed uno. Il libro che tiene in mano, tempestato di pietre, indica che "la prospettiva è ognuno di noi, il contenuto è per ognuno e per tutti. Gesù ci apre tutti i lacci. Dio in se stesso è una relazione, e vuole che l’uomo sia in comunione con se stesso, con gli altri e addirittura con il suo Dio". Mi avvio a conclusione riportando l’affermazione che ogni uomo è a Gloria di Dio, la Gloria di Dio è ognuno di noi, e poi l’osservazione che il sole non sorge, ma è la terra che si inchina, si piega sul suo asse in verticale ed in orizzontale e riceve la luce dal sole. Così noi quando andiamo in Chiesa e ci rechiamo dal Sole della fede non dobbiamo chiedergli di alzarsi, perché Lui è già lì, sta a noi chinarci e girare intorno a Lui, lasciandoci abbracciare e riscaldare. Il nostro francescano ci ha poi ricordato che la Chiesa Cattolica è "apostolica", come si proclama nel Credo, e ciò vuol dire che essa è mandata, e deve dire a tutti gli uomini che Dio li ama. In conclusione, cantandoci il brano "Dio piange", dalle toccanti parole "E’ il grido del Padre che il figlio non sente, ma il Padre è presente e soffre con lui", il grande cappuccino ha detto (testuali parole): "Quando soffri, non smadonnare soltanto, ma rivolgiti a Dio", perché Lui non è stato a guardare indifferente il Figlio che moriva in Croce, "dicendo chissenefrega tanto dopo c’è il Paradiso", ma era lì a sorreggere la croce.
E alla fine di "Dio piange" non ha voluto applausi: "Queste canzoni non si applaudono, si tengono dentro e basta".
Il suo saluto finale? Un invito diretto del Padre: "Ma io voglio che la gioia sia con te!"

Ora immaginatevi tutto questo in un contesto di gioia e allegria, laici e frati a cantare assieme, battendo le mani, "alzatevi in piedi, battete le mani sopra la testa! Ehi tu cos’hai, sei paralitico?". Insomma, una serata magnifica, alla fine della quale ho potuto non solo avere un album di frate Metallo con offerta libera ma, ne ho avuto uno in regalo direttamente da lui!

   'ene del percorso di evoluzione seguito fino adesso dalla band. (S.P.)                                                         ChildrenOfBodomForever

 

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