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21/12/2009

 

Callisto in Italia

 

Sabato 17.12.2009: Callisto in concerto al Lazzaretto, Bologna (IT)

La serata inizia presto per noi. Neanche il tempo di timbrare il cartellino che Franz è già fuori dall'ufficio ad attendermi. Sono passate da poco le 18 e ci mettiamo subito in marcia; la destinazione è la fredda Bologna. Ebbene sì, la serata prevista a "La Centrale" di Pisa è stata spostata in un (a noi sconosciuto) Centro Sociale stabilmente occupato da quasi 20 anni.

Il posto non è dei più adatti per una christian band: sporco ovunque, bestemmie scritte sui muri, e ad una certa ora l'alcool ed il fumo iniziano a fare il loro effetto fra i presenti. Ma i Callisto non si fanno intimorire, l'organizzatore della serata ci dice che sono arrivati verso le 18:00, sono andati a cena e torneranno intorno alle 23:30, mezz'ora prima di iniziare a suonare. Al loro ritorno la serata è ancora nel pieno del suo svolgimento, e insieme allo staff i Callisto iniziano a montare l'attrezzatura. Assistono attoniti ma anche divertiti allo spettacolo degli ultimi due gruppi in programma; fanno anche qualche foto ed apprezzano qualche brano. Effettivamente le band di spalla non sono male e, anche se soffrono della tipica smania comune a tutti i giovani musicisti (chitarre sparate a mille, voce e basso sommersi nel caos totale), riescono a far respirare un'aria molto underground.

Sono le 25:00 circa (l'una del 18 dicembre) e finalmente i Callisto iniziano a suonare. Il sound è spettacolare e molto simile a quello proposto nel loro ultimo album (Markus più tardi ci svelerà che per i live usano esattamente la stessa attrezzatura usata in studio). Vengono eseguiti quasi tutti i brani di "Providence" più qualche brano dai precedenti album. Oltre al sound anche gli arrangiamenti sono identici agli originali. I Callisto sono una band "vera", nei dischi riescono a catturare l'essenza della loro musica, e questa non fatica a venire fuori anche dal vivo. Complice l'ampli di Markus sparato nelle orecchie, Jani nel cantato pulito non riesce ad intonare bene la voce, mentre offre un growl convincente e ricco di pathos. Dopo esserci scaldati con In session, Rule the blood e Covenant colours, parte Eastern era e poco dopo inizia il pogo efferato; io sono costretto a difendermi con i pugni mentre Franz rifila qualche spintone. Fortunatamente il brano cala subito di intensità e possiamo tornare ad ascoltare in pace. Jani ed i suoi non pronunciano nessuna frase o parola, solo qualche "thank you"; per il resto comunicano solo attraverso le loro canzoni. Il pogo riparte quando nella stanza inizia a risuonare il riff potente al centro di Limp, Diasporas ed in altre due o tre occasioni. La scaletta chiude con un outro bellissimo pieno di rumore e di feedback di chitarre, che si esaurisce pian piano. Un'ora ed un quarto di musica eterea e riflessiva, ma anche ruvida e potente: sono tentato di dire che è musica psichedelica aggiornata al nuovo millennio.

La serata si conclude con l'acquisto del doppio LP e qualche chiacchiera con i componenti della band, che sorridono quando chiediamo loro di firmarci il disco. Ci salutiamo e finalmente possiamo riprendere la via di casa, sono quasi le 2:30.

Curiosità: Markus indossava una maglietta degli Extol ed aveva un crocifisso affisso al suo ampli, mentre Jani indossava una maglietta dei Darkthrone.

Giacomo Manfredi

 

 

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