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Callisto in Italia
Sabato 17.12.2009: Callisto in concerto al Lazzaretto, Bologna
(IT)
La serata inizia presto per noi. Neanche il tempo di timbrare il
cartellino che Franz è già fuori dall'ufficio ad attendermi. Sono
passate da poco le 18 e ci mettiamo subito in marcia; la destinazione
è la fredda Bologna. Ebbene sì, la serata prevista a "La Centrale"
di
Pisa è stata spostata in un (a noi sconosciuto) Centro Sociale
stabilmente occupato da quasi 20 anni.
Il posto non è dei più adatti per una
christian band: sporco ovunque, bestemmie scritte sui muri, e ad una
certa ora l'alcool ed il fumo iniziano a fare il loro effetto fra i
presenti. Ma i Callisto non si fanno intimorire, l'organizzatore della
serata ci dice che sono arrivati verso le 18:00, sono andati a cena e
torneranno intorno alle 23:30, mezz'ora prima di iniziare a suonare. Al
loro ritorno la serata è ancora nel pieno del suo svolgimento, e insieme allo staff i
Callisto iniziano a montare l'attrezzatura. Assistono attoniti ma
anche divertiti allo spettacolo degli ultimi due gruppi in programma;
fanno anche qualche foto ed apprezzano qualche brano.
Effettivamente le band di
spalla non sono male e, anche se soffrono
della tipica smania comune a tutti i giovani musicisti (chitarre sparate
a mille, voce e basso sommersi nel caos totale), riescono a far
respirare un'aria molto underground.
Sono le 25:00 circa (l'una del 18
dicembre) e finalmente i Callisto iniziano a suonare. Il sound è
spettacolare e molto simile a quello proposto nel loro ultimo album
(Markus più tardi ci svelerà che per i live usano esattamente la stessa
attrezzatura usata in studio). Vengono eseguiti
quasi tutti i brani di
"Providence" più qualche brano dai precedenti album. Oltre al sound
anche gli arrangiamenti sono identici agli originali. I
Callisto sono
una band "vera", nei dischi riescono a catturare l'essenza della loro
musica, e questa non fatica a venire fuori anche dal vivo. Complice
l'ampli di Markus sparato nelle orecchie, Jani nel cantato pulito non
riesce ad intonare bene la voce, mentre offre un growl convincente e
ricco di pathos. Dopo esserci scaldati con In session, Rule
the blood e Covenant colours, parte Eastern era e poco
dopo inizia il pogo efferato; io sono costretto a difendermi con i pugni
mentre Franz rifila qualche spintone. Fortunatamente il brano cala
subito di intensità e possiamo tornare ad ascoltare in pace. Jani ed i
suoi non pronunciano nessuna frase o parola, solo qualche "thank you";
per il resto comunicano solo attraverso le loro canzoni. Il pogo riparte
quando nella stanza inizia a risuonare il riff potente al centro di Limp,
Diasporas ed in altre due o tre occasioni. La scaletta chiude
con un outro bellissimo pieno di rumore e di feedback di
chitarre, che
si esaurisce pian piano. Un'ora ed un quarto
di musica eterea e
riflessiva,
ma anche ruvida e potente: sono
tentato di dire che è musica
psichedelica aggiornata al nuovo millennio.
La serata si conclude con l'acquisto del
doppio LP e qualche chiacchiera con i componenti della band, che sorridono
quando chiediamo loro di firmarci il disco. Ci salutiamo e finalmente
possiamo riprendere la via di casa, sono quasi le 2:30.
Curiosità: Markus indossava una maglietta
degli Extol ed aveva un crocifisso affisso al suo ampli, mentre Jani
indossava una maglietta dei Darkthrone.
Giacomo Manfredi
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