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13/11/2007

 

Mortification e Disobedience - Live in Dürnten

 

Sabato 3 novembre si è tenuta a Zurigo una tappa del tour europeo degli australiani Mortification, gli storici deathsters che dal 1990 diffondono il messaggio del cristianesimo suonando il loro death metal; il locale dove l'evento si è svolto si chiama Durnten Mortificatione parte dello staff di whitemetal.it era presente al concerto. A introdurre la serata si è presentata una band spalla, gli emergenti Disobedience, i quali si sono esibiti prima del suddetto gruppo con energia e grinta preparando l'atmosfera alla tanto attesa band australiana. Ma andiamo per ordine.

DISOBEDIENCE: Direttamente dall'underground del white metal svizzero si sono presentati sul palco i deathster emergenti Disobedience; scream-growl violenti, tempi veloci e riff tritaossa, è così che si esprime questo energeticissimo gruppo che a parere di chi ha potuto sentirlo anche dal vivo tende un po' a mescolare  le caratteristiche del death, del thrash e del black metal senza però forse dare una propria impronta precisa, Steve Rowecosa che probabilmente renderebbe più apprezzabile il lavoro della band. Nel complesso comunque l'esibizione è coinvolgente, e nonostante qualche caduta dal palco del singer, o qualche errore di partenza nei brani, la band soddisfa suonando bene e trasmettendo una buona dose di energia al pubblico in fibrillazione per l'attesa degli australiani.


MORTIFICATION: Dopo una breve pausa di un quarto d'ora i tanto attesi Mortification si fanno trovare sul palco, e il pezzo di apertura "Erasing the goblin" (titletrack dell'ultimo Cd) scalda subito il pubblico preparandolo a una carrellata di brani che spaziano dal più recente Lp al primo "Break The Curse", sorprendendo positivamente buona parte di quel pubblico che non si aspettava di sentire classici come "Scrolls of the megilloth", o "Brutal warfare". Nonostante si vedesse come la salute di Steve Rowe non fosse più quella di una volta, il singer-bassman è riuscito a trasmettere carisma e energia al pubblico, ed insieme al tecnico chitarrista Mick Jelinic ed alla veloce drum section di Damine Percy, hanno suonato per circa due ore divertendo il pubblico, soddisfacendo i propri fans e offrendogli un'esibizione impeccabilmente apprezzabile.

Inutile dire che non si può sperare di sentire nel 2007 una band che suoni come suonava nel 1990, l'età è pur sempre l'età, ma nonostante questo i Mortification hanno dato il meglio di loro, ed i risultati si sono visti in maniera evidentissima: concerto molto bello ed entusiasmante, non farei fatica a credere che anche le altre tappe del loro tour europeo non siano state da meno.

Francesco Romeggini

(foto di Attilio Rizzoli)

 

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