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26/6/2013

 

Rock For The King- Live Report

Sabato 01.06.2013: Rock For The king– Prato (Italia)

Il 2012 è stato l'anno di debutto del Rock for the King, il primo festival italiano completamente dedicato al Christian metal che iniziò a colmare il vuoto lasciato dopo l'ultima edizione del Rock on the Rock della famiglia Hurst. Se il primo Rock for the King partì un po' in sordina, quest'anno le cose sono andate di sicuro diversamente. La pubblicità (soprattutto via Facebook) è stata molto efficace, le band sono passate da tre a quattro, con l'ulteriore sorpresa finale della presenza di un certo frate Cesare, che per l'occasione è tornato nelle vesti di Fratello Metallo, che tutti conoscono. Anche la location ha dato il suo contributo alla buona riuscita del festival. Tutto si è svolto al Keller Platz di Prato, famoso locale che ospita regolarmente anche artisti di fama internazionale. Ed ecco a voi come è andata! (D.F.)

FRATELLO METALLO: Quest'anno opener d'eccezione. Metal never dies! griderebbe qualcuno con cognizione di causa. Fratello Metallo torna e ci dimostra che non è venuta meno né la vitalità, né la voglia e la motivazione di fare “metallo ben suonato” come egli stesso grida raucamente dal microfono con un vocalizzo sporcato all’interno di un saio francescano. Si inizia con Dio, la track più significativa, per passare poi dopo i primi problemi di audio (e di memoria per queste canzoni ormai messe da quattro anni nel cassetto) ad una rischiosa Maria maiestatis, appannaggio cattolico puro. Grande ripresa del palco con Bacco, tutt’altro che sfumata paternale sulla moderazione nell’alcool. Ultima traccia da overture, Vita, trascinante e dal retrogusto vagamente power metal. Torna poi per la conclusione della serata, accompagnato dagli S91 per il suo testamento spirituale e a mio parere la più energica dei suoi lavori, la nitroglicerinica Vaffannate, che strizzando l’occhio ad un thrash senza pretese, ha saputo comunque farci spellare le mani a fine festival come si conviene a una kermesse più che riuscita come questa! (G.P.S.)

INSIDE MANKIND: Ospiti più che mai degni di nota di questa edizione del Rock for the King sono stati senza dubbio gli Inside Mankind. Fratello Metallo aveva già scaldato il palco, e allontanandosi aveva lasciando un vuoto colmo di attesa... loro sono riusciti a riempirlo lodevolmente! Il gruppo symphonic prog ha lasciato intendere attraverso le loro note anche delle leggere sfumature death, il che ha reso la loro performance ancora più variegata ed interessante. Chitarre veloci, percussioni notevoli, e soprattutto il sorprendente cantato della vocalist sono i principali ingredienti per la loro ricetta musicale, assolutamente gustosa. Oltre ciò, c’è da rilevare anche la loro gradevole presenza scenica, e i convulsi quanto trascinanti movimenti continui della vocalist sul palco, rivolta una volta verso il pubblico, un’altra verso i fotografi, ma sempre rimanendo immersa nella melodia che stava regalando a tutti. Insomma, questa band è stata una piacevole scoperta per la sottoscritta e un grande regalo che il Rock for the King ha voluto fare al suo pubblico. (C.)

GEN MARRONE: Arrivare a festival iniziato, salire sul palco senza soundcheck e avere la lucidità di suonare bene per coinvolgere il pubblico (che a loro riesce in maniera a dir poco fantastica) non è una cosa da poco. Sono stati costretti a tutto questo perché durante il viaggio da Verona a Prato hanno lottato contro il tempo alle prese con la foratura di uno pneumatico del loro pullman. Dopo questa doverosa introduzione, del loro show si può dire che è stato uno spasso. Le interpretazioni church'n'roll di canti come Passeranno i cieli, Benedici o Signore, Alleluia ed oggi ancora, hanno fatto divertire tutto il pubblico, che infine si è ritrovato addirittura a ballare la spassosa Gioca Gen. Tra l'altro, e mi fa piacere ricordarlo, proprio in quest'ultimo brano è comparsa una dedica al white metal. Esilaranti, simpatici e nonostante gli imprevisti, impeccabili sul palco. (D.F.)

BOARDERS: Dalle sonorità più morbide e orecchiabili dei Gen Marrone, si passa a quelle più robuste e granitiche dei Boarders. La band di Milano ha portato in scaletta i cavalli di battaglia True rebellion, Jump for joy, Deliver you back to hell, ma anche pezzi dell’ultimo disco come Lightbringer e The agony of life, tanto per citarne alcuni. La reazione del pubblico è stata molto positiva, con il solito gruppo di fans più sfegatati sempre sotto il palco per un headbanging furioso. Questo live verrà però anche ricordato come l’ultimo di Luigi Civardi con i Boarders. Proprio così, il chitarrista conclude qui il suo impegno con la band dopo più di dieci anni di attività. In ogni caso lo conclude nel migliore dei modi, un live potente, trascinante e senza sbavature dall’inizio alla fine. (D.F.)

S91: Ci sarebbero tanti motivi per parlare bene degli S91, e per l'ottima organizzazione della serata, e per la generosità e, non ultimo, per l'amicizia che da sempre li lega a Whitemetal.it. Tuttavia, per descrivere l'esibizione del Rock for the King 2013 tutte queste ragioni non hanno necessità di esistere in quanto nulla aggiungono a quello che ci sarebbe già di positivo da dire. Lo spettacolo si apre con la strumentale Golgota, ma è con Memories che esso acquista intensità grazie all'intreccio tra le voci di Maria e Sefora: le due paladine del palco sorprendono non solo per il cantato (che ha raggiunto la sua configurazione più equilibrata con questa formazione), ma anche per la sintonia mostrata. In effetti, una delle qualità che colpiscono degli S91 è il senso di squadra e l'intesa tra i membri, anche quando i pezzi si fanno più duri e ricchi di tensione (vedi per esempio l'aggiunta del cantato ruvido di Francesco in The seal of the living God). Durante il concerto abbiamo anche la fortuna di assistere all'esecuzione del percorso di evoluzione seguito fino adesso dalla band. (S.P.)                                                         

Daniele Fuligno, Sara Passannanti
ChildrenOfBodomForever, Giovanni Paolo Spanu

 

 

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