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Steve Rowe, una testimonianza eroica
La scienza ci insegna che esistono solo rimedi naturali a
ciò che di male accade, la Bibbia, invece, che niente è impossibile
a chi crede in Dio; è la fede infatti che molte volte ci fa
raggiungere obiettivi che con le forze umane non riusciamo ad
arrivare.
Potremmo citare tanti esempi biblici (e non) che
testimonino ciò, ma è ancora più interessante raccontare cosa è
successo a Steve Rowe.
Per chi non conoscesse questo carismatico personaggio,
Steve è il cantante, bassista e leader di una delle più prestigiose e
importanti band death metal nell’ambito cristiano, ovvero i
Mortification, il gruppo australiano che per la prima volta ha usato
questo estremo genere di musica per testimoniare la propria fede in Dio,
affinché il messaggio del Vangelo potesse raggiungere anche quelle
persone che si sentono rigettate dal Cristianesimo a motivo di come si
vestono o della troppo violenta musica che ascoltano. Questa band è
attiva dal 1990, l’anno in cui si presentò sulla scena con il primo
disco ufficiale intitolato "Break The Curse", e da allora non si
è fermata un attimo, lo
testimonia il fatto che al 2007 conta pubblicati a proprio
nome ben 13 album studio, 3 album live e 3 raccolte, per la media
travolgente di più di un disco l’anno!
È
doveroso comunque chiarire che se dietro alla parola
Megadeth c’è Dave Mustaine, o dietro alla parola Kreator c’è
Mille Petroza, analogamente dietro alla parola Mortification c’è
proprio Steve Rowe, ovvero la colonna portante di questa band, colui che
l'ha fondata e che, rimanendo ad oggi l’unico della line-up
originaria, ha sempre sostenuto e portato avanti il progetto, nella
gloria ma anche nella sofferenza; e quando si parla della sofferenza
passata da quest’uomo non si parla di una sofferenza da poco, ma di un
cancro. Avete capito bene, Steve ha passato una prova micidiale, e la
sua altrettanto micidiale fede in Dio lo ha salvato dalla morte.
Era il 1996, i Mortification erano già reduci da ben
7 album e con grande entusiasmo tornavano da un tour negli Stati Uniti:
tale entusiasmo precipitò quando da analisi mediche venne fuori che
Steve era malato di leucemia. L’alquanto
terrificante notizia era accompagnata dalle ancor meno
incoraggianti parole dei dottori, i quali sostenevano che quasi
sicuramente il nostro non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. La continua
assunzione di morfina terapeutica peggiorò totalmente le cose, e anche
se la malattia si placò Steve soffrì molto a causa di collassi che lo
costrinsero a rimanere fermo su una sedia a rotelle per lunghi periodi;
e non appena cominciò la cura di disintossicazione dalla morfina cadde
in coma e fu costretto a tornare in quell’ospedale che aveva appena
lasciato. La continua sofferenza fisica era oltretutto accompagnata da
una forte pressione psicologica, non mancarono infatti anche in quel
periodo
coloro che minacciavano di morte il singer, ovvero quei
metallari ai quali non va molto a genio si usi il metal per comunicare
un messaggio cristiano, ed essendo Steve Rowe uno dei più carismatici
"predicatori" nel settore, i metalheads che odiano il cristianesimo e
chi lo predica, avevano, di conseguenza, in odio anche lui.
Ma questo non è affatto bastato a fermarlo. Le incessanti
preghiere che i fans mondiali dei Mortification hanno innalzato
per il loro amato singer, hanno avuto il potente effetto di sostenere la
fede di quest’uomo, il quale non ha mai cessato di guardare avanti, ma
soprattutto di guardare
in alto, sapendo che c’era Qualcuno lassù che era con lui,
e che lo avrebbe tirato fuori dalla drammatica situazione che stava
vivendo.
E fu il trionfo della misericordia!! Questo infatti il nome
che i Mortification diedero all’album su cui stavano lavorando;
"Triumph Of Mercy", ed è proprio nella title-track che il nostro
racconta la sua vicenda con grande energia, descrivendo come, proprio
mentre stava per morire, l’impossibile avvenne: la guarigione arrivò
come un dono dal Cielo e davanti agli occhi increduli dei dottori Steve
Rowe era ancora vivo!
Inutile dire che dopo questa dura vicenda la testimonianza
del musicista è stata ancor più potente ed efficace di prima: i
Mortification hanno continuato a girare molto e hanno pubblicato
ancora dischi su dischi. E ora questo avvenimento è divenuto conferma di
ciò che loro predicano, ovvero di affidarsi a Dio e di non dubitare mai
di quello che Lui può fare.
Francesco Romeggini
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