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6/9/2007

 

Steve Rowe, una testimonianza eroica

 

La scienza ci insegna che esistono solo rimedi naturali a ciò che di male accade, la Bibbia, invece, che niente è impossibile a chi crede in Dio; è la fede infatti che molte volte ci fa raggiungere obiettivi che con le forze umane non riusciamo ad arrivare. Potremmo citare tanti esempi biblici (e non) che testimonino ciò, ma è ancora più interessante raccontare cosa è successo a Steve Rowe.

Per chi non conoscesse questo carismatico personaggio, Steve è il cantante, bassista e leader di una delle più prestigiose e importanti band death metal nell’ambito cristiano, ovvero i Mortification, il gruppo australiano che per la prima volta ha usato questo estremo genere di musica per testimoniare la propria fede in Dio, affinché il messaggio del Vangelo potesse raggiungere anche quelle persone che si sentono rigettate dal Cristianesimo a motivo di come si vestono o della troppo violenta musica che ascoltano. Questa band è attiva dal 1990, l’anno in cui si presentò sulla scena con il primo disco ufficiale intitolato "Break The Curse", e da allora non si è fermata un attimo, lo testimonia il fatto che al 2007 conta pubblicati a proprio nome ben 13 album studio, 3 album live e 3 raccolte, per la media travolgente di più di un disco l’anno!

È doveroso comunque chiarire che se dietro alla parola Megadeth c’è Dave Mustaine, o dietro alla parola Kreator c’è Mille Petroza, analogamente dietro alla parola  Mortification c’è proprio Steve Rowe, ovvero la colonna portante di questa band, colui che l'ha fondata e che, rimanendo ad oggi l’unico della line-up originaria, ha sempre sostenuto e portato avanti il progetto, nella gloria ma anche nella sofferenza; e quando si parla della sofferenza passata da quest’uomo non si parla di una sofferenza da poco, ma di un cancro. Avete capito bene, Steve ha passato una prova micidiale, e la sua altrettanto micidiale fede in Dio lo ha salvato dalla morte.

Era il 1996, i Mortification erano già reduci da ben 7 album e con grande entusiasmo tornavano da un tour negli Stati Uniti: tale entusiasmo precipitò quando da analisi mediche venne fuori che Steve era malato di leucemia. L’alquanto terrificante notizia era accompagnata dalle ancor meno incoraggianti parole dei dottori, i quali sostenevano che quasi sicuramente il nostro non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. La continua assunzione di morfina terapeutica peggiorò totalmente le cose, e anche se la malattia si placò Steve soffrì molto a causa di collassi che lo costrinsero a rimanere fermo su una sedia a rotelle per lunghi periodi; e non appena cominciò la cura di disintossicazione dalla morfina cadde in coma e fu costretto a tornare in quell’ospedale che aveva appena lasciato. La continua sofferenza fisica era oltretutto accompagnata da una forte pressione psicologica, non mancarono infatti anche in quel periodo coloro che minacciavano di morte il singer, ovvero quei metallari ai quali non va molto a genio si usi il metal per comunicare un messaggio cristiano, ed essendo Steve Rowe uno dei più carismatici "predicatori" nel settore, i metalheads che odiano il cristianesimo e chi lo predica, avevano, di conseguenza, in odio anche lui.

Ma questo non è affatto bastato a fermarlo. Le incessanti preghiere che i fans mondiali dei Mortification hanno innalzato per il loro amato singer, hanno avuto il potente effetto di sostenere la fede di quest’uomo, il quale non ha mai cessato di guardare avanti, ma soprattutto di guardare in alto, sapendo che c’era Qualcuno lassù che era con lui, e che lo avrebbe tirato fuori dalla drammatica situazione che stava vivendo.

E fu il trionfo della misericordia!! Questo infatti il nome che i Mortification diedero all’album su cui stavano lavorando; "Triumph Of Mercy", ed è proprio nella title-track che il nostro racconta la sua vicenda con grande energia, descrivendo come, proprio mentre stava per morire, l’impossibile avvenne: la guarigione arrivò come un dono dal Cielo e davanti agli occhi increduli dei dottori Steve Rowe era ancora vivo!

Inutile dire che dopo questa dura vicenda la testimonianza del musicista è stata ancor più potente ed efficace di prima: i Mortification hanno continuato a girare molto e hanno pubblicato ancora dischi su dischi. E ora questo avvenimento è divenuto conferma di ciò che loro predicano, ovvero di affidarsi a Dio e di non dubitare mai di quello che Lui può fare.

Francesco Romeggini

 

 

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