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02/5/2014

 

Stryer- Live Report

Venerdì 02.05.2014 - Trezzo sull'Adda (Italia)

 

Nonostante la notorietà e una lunga carriera musicale, gli Stryper non erano mai stati in Italia prima del 19 gennaio 2010 quando suonarono all’Alcatraz di Milano. Fu un evento speciale, si pensava unico e forse irripetibile. Ma la recente collaborazione con l’etichetta italiana Frontiers Records con la quale hanno pubblicato l’ottimo “No More Hell To Pay” ha di fatto aumentato le possibilità di rivederli in Italia. E così è stato, proprio in occasione del festival organizzato dalla label, il Frontiers Rock Festival tenutosi i primi tre giorni di maggio in una location di tutto rispetto, il Live Club di Trezzo sull’Adda (MI). Gli Stryper sono stati gli headliner della seconda serata e ovviamente noi non potevamo mancare.

Lo show è iniziato puntualissimo, alla 22 esatte come da scaletta, subito dopo quello dei danesi Pretty Maids (che spettacolo anche loro!), per una durata di quasi un’ora e mezza dove ovviamente non sono mancati gli storici cavalli di battaglia. Diversi quelli di “To Hell With The Devil” come Sing-along song, Calling on You, Free, More than a man e una versione rivisitata di Honestly di solo piano e voce. Spazio anche per All for one tratta da “Against The Law” e alcuni pezzi dell’ultimo disco: No more hell to pay, Legacy e Marching into battle.

Il top si è raggiunto con l’immortale Soldier under command, con il pubblico letteralmente in delirio. Un pubblico tra l’altro molto eterogeneo, sia dal punto di vista dell’età, che per la nazionalità, con diversi tedeschi, svizzeri e francesi. Anche questa volta come nel 2010, non è mancata la cover di Breaking di law, e avremmo voluto sentire qualcosa da “In God We Trust”. Poco importa, è stato comunque un live quasi perfetto, con una pulizia di suono impeccabile, fedelissima al Cd ma con in più il naturale coinvolgimento del pubblico, e in questo lo sappiamo, gli Stryper sono maestri: numerosi a botta e risposta, l’immancabile lancio di Bibbie, plettri e magliette. Soltanto una cosa è venuta meno: la leggendaria voce di Michael Sweet. Non fraintendetemi, potenza e pulizia sono sempre quelle di un tempo, ma se parliamo di estensione vocale, il calo fisiologico era inevitabile. Gli acuti spaccatimpani sono stati saltuari e mai ai livelli di quello che era in grado di fare a inizio carriera. Il live si è concluso con il bis To hell with the devil, un altro pezzo da mandare il pubblico in visibilio.

Due volte in Italia in quattro anni, speriamo che manterranno un ritmo simile. Vederli dal vivo è un sogno che si avvera per tutti i christian metalhead, e noi faremo di tutto per esserci nuovamente in caso di un altro live. Le api sono tornate, Glory, Glory Hallelujah!

                                                 

          

Daniele Fuligno
(foto di Daniele Fuligno)

    

 

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