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26/6/2013

 

Theocracy- Live Report

Martedì 5 novembre 2013 - Blue Rose Saloon - Bresso (MI)

 

Quella milanese è la prima di due date italiane del tour che vede i Theocracy tornare in Europa dopo la pubblicazione del non più nuovissimo "As The World Bleeds", freschi anche della ristampa dell'omonimo primo album. In questa due giorni il programma li vede supportati dai Myriad Lights e dagli Sleeping Romance. L'inizio è previsto per le 21.00. Arrivo puntuale all'appuntamento di martedì ma l’esibizione inizierà dopo un'ora abbondante. La location non è il massimo. Forse non era lecito pretendere l'Alcatraz ma qualcosa di più proporzionato al valore della band… questo sì, il palco offre spazi alquanto angusti; un tastierista non ci sarebbe stato.  Intanto Matt "e soci" si rilassano su un divanetto ma non si sottraggono a qualche battuta e alle foto con i fan, tutto con molta cordialità e semplicità. Nessuna posa o atteggiamento da superstar. Alle 22.15 iniziano i Myriad Lights, seguiti dagli Sleeping Romance alle 22.45, circa mezz'ora di musica per entrambe le band.

Tocca ai Theocracy. Meno di 15 minuti per il soundcheck, durante il quale Val testa la sua ascia con il riff di Mouth for war dei Pantera. Dietro le pelli si scorge prendere posto un ragazzetto biondo, capelli corti. Effettivamente, la band aveva annunciato sulla propria pagina FB che Shawn non avrebbe potuto raggiungere i compagni a causa di altri impegni e sarebbe stato sostituito dal talentuoso Joshua Street.

Alle 23.30 Matt e gli altri membri della band si scambiano il pugno e parte l'intro di I Am, inizia lo show! Si sperava che il gruppo principale potesse godere di un suono migliore dei precedenti, ed invece la qualità sarà ancora scadente per tutto il resto della performance. Pazienza! Tutto questo impedisce di godere appieno del concerto ma non toglie la possibilità di apprezzare le grandi qualità della band. I primi tre pezzi corrispondono ai primi tre dell’ultimo "As The World Bleeds" e sono suonati nell'esatto ordine in cui si succedono sull'album, ma leggermente accelerati. Sempre esaltante la tiratissima The Master Storyteller; difficile star dietro al ritmo frenetico imposto da Matt e soci tanto che la strofa diventa quasi uno scioglilingua. Val si dimena nel poco spazio a disposizione nonostante che abbia tagliato i capelli e l'headbanging risulti quindi meno efficace; Jon invece è più statico. Nailed dal vivo si fa apprezzare soprattutto per il chorus melodico e arioso che tutti i (pochi) presenti, compreso il sottoscritto, non possono fare a meno di cantare a squarciagola. Segue un pezzo che non è presente in nessuno dei tre album. Delle note d'organo ci fanno capire che si va alle origini: da "Theocracy" viene proposta Mountain, della quale colpisce la ritmica tellurica durante il ritornello. Si va poi a pescare da "Mirror of Souls": Martyr e quella gemma preziosa di Laying The demon to rest: l’urlo iniziale di Matt è incredibile e dà modo di apprezzarne la grande estensione vocale. Il pubblico sembra scaldarsi un po' di più. Si torna ad ATWB con Hide in the fairytale e con The gift of music, vero e proprio inno alla gioia. Da qui alla fine si procede in ordine random con The writing in the sand e New Jerusalem. Matt è stremato e annuncia da "Mirror of Souls" il brano Drown, si tratta evidentemente di un errore. Se ne rende conto quasi subito, sorride e si corregge. C’è il tempo per la terza parte della suite Mirror of souls dove Matt fa un ultimo sforzo e dimostra di essere un grande cantante. Lo show si chiude dopo quasi un’ora e mezza senza pause. Non ci sono bis.

Mi piacerebbe poter raccontare di aver assistito ad un concerto destinato a diventare un live ufficiale… ma non sarà così (almeno spero) perché la qualità del suono non ha reso il giusto onore ai meriti di questi ragazzi, i quali già raccolgono meno frutti di quello che dovrebbero solo per il fatto di manifestare la loro Fede in Cristo. Rimangono le buone prove dei musicisti che salgono sul palco e si mettono a suonare senza tanti fronzoli, di un Matt che non perde occasione di incitare i presenti, che chiama “amici”, e soprattutto della grande semplicità e umanità dei cinque, la cui coerenza cerca di trasmettere quello in cui crede anche con piccoli gesti; dando il massimo, in qualsiasi condizione, per il rispetto che porta verso le persone che hanno di fronte. 

te il concerto abbiamo anche la fortuna di assistere all'esecuzione del percorso di evoluzione seguito fino adesso dalla band. (S.P.)                                                         

LiukBi

 

 

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