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"UnBlack Metal":

origini, tematiche e diffusione

 

Il "black metal" nacque come genere ideologico anticristiano e satanico nei primi anni '80 per mezzo degli inglesi Venom, con l'album che gli conferì il nome - "Black Metal" (1982), musicalmente uno speed-thrash sporco e infarcito di elementi occulti -, e utilizzando costumi e simbologia che segneranno lo sviluppo di questa nuova corrente, nella quale entrarono ben presto Bathory, Celtic Frost, Mercyful Fate e Mayhem. Quelli prodotti negli eighties da questi act sostanzialmente sono album di thrash occulto: fu nella patria dei Mayhem, la Norvegia, e solo nei primi anni '90, che il black metal si caratterizzò anche come peculiare stile musicale per mezzo di Darkthrone (in primis "A Blaze In The Northern Sky", 1992), degli stessi Mayhem, di Emperor, Burzum e Immortal, ovvero l’oscuro Bleakwail"Inner Circle" noto, oltre che per l'entusiasmante produzione artistica, soprattutto per gli agghiaccianti fatti di cronaca nera ad esso inscindibilmente legati. La nascita del black avvenne dunque in due fasi, ma il genere si era comunque caratterizzato con l’associare a un sound estremo e sporco un credo e un ritualità sfacciatamente satanisti, prospettive acrimoniosamente anticristiane, oltre che con l’uso di un corpse-painting e di un vestiario da scena assai aggressivo e horrorifico. Lo sviluppo del genere fu progressivo e inarrestabile, e nei quasi cinque lustri di vita soltanto di rado ha perso le proprie ataviche peculiarità attitudinali che sono identificabili per lo più in culto di Lucifero (il cui simbolo più di frequente associato è il Capro), esoterismo, odio sociale e razziale, perversione etica, misantropia, tendenze suicide, ma anche (e ciò accade soprattutto in una fase di maturazione intellettuale avanzata) in più alte prese di posizione filosofiche, quali il nietzschianesimo, il tradizionalismo (Evola), il nichilismo, nonché  la riscoperta della mitologia nordica pagana attraverso il "viking", un genere lirico che generalmente mescola black, folk e melodia epica. AntestorNelle black band l'impronta satanista è rimasta onnipresente a livello di simbologia e di lyrics ma è va chiarito come poche siano invero le band effettivamente sataniche in senso "rituale", pochi blackster cioè credono in, e adorano, Lucifero; di più sono senz'altro i "satanisti razionalisti", ma la maggior parte dei membri di tali gruppi sono semplici atei affascinati dal male, inteso solo nel senso di esaltazione solipsistica e degenerazione ribelle agli schemi sociali; il loro esplicito occultismo resta così un, peraltro fondamentale, esteriore apparire a fini estetici, anche commerciali. Quello che è il credo guida di questi gruppi è invece spesso l’odio verso la società presente, ma soprattutto l’anti-Cristianesimo, credo, spiritualità, etica e istituzione che il blackster detesta visceralmente e contro il quale si sfoga con furioso, isterico, livore.

Tutto ciò è risaputo. Quello che di certo meno si sa è che in reazione alla nascita del nuovo stile sonoro associato a tale ideologia, si sviluppò una parallela corrente, Slechtvalkancora più underground e di nicchia, che utilizza il black metal, inteso come forma musicale - quindi dono di Dio, come tutte le scienze e le arti - di espressione di caos delle passioni e di profondo dolore, per cercare di esprimere col mezzo strumentalmente più estremo possibile la propria fede in Cristo, il proprio Cristianesimo vissuto, che si presenta qui molto più filosofico e sofferto di quello di un cristiano "tiepido" Crimson Moonlightche forse in modo se non culturale o superstizioso forse persino bigotto, tende a frequentare le pratiche religiose, più a favore di un'appartenenza sociologica a un gruppo stimato, a una tradizione, che per propria convinzione razionale o fideistica. La fede espressa dai gruppi "black cristiani" – che per uscire da questo evidente ossimoro, da questa aporia dialettica (parlare di "christian black" è in fin dei conti come dire "christian antichristian"), e per prendere le distanze dagli altri act a cui sono antitetici, amano sovente definirsi "un-black", secondo l'attributo terminologico creato dal gruppo fondatore di questo nuovo genere, Horde – è una fede talmente sentita ed emotivamente vissuta che per essere espressa appieno ha bisogno di un tale estremo stile sonoro. Il black spesso è finzione, l'unblack è sempre vita vissuta.

Le tematiche che tratta una unblack band sono generalmente incanalabili in quattro filoni: c'è spazio sì per riflessioni esistenzialistico-filosofiche in chiave cristiana, ma innanzitutto viene l’antisatanismo e il "crush evil". Satana, causa prima e attuale di ogni sorta di male terreno e Divine Symphonyspirituale, è l'Antico Nemico, colui che va combattuto e necessariamente distrutto, nella battaglia spirituale, dentro di sé, per il volere di Dio. Lo stile black metal con la sua estrema caoticità e i suoi sofferenti scream manifesta stati d’animo al limite: la maggior parte dei quali sono maligni e distruttivi, ma in questo caso - in questa prospettiva - diventano edificanti: il dolore della lotta è acuto, ma certa è, con lo sforzo della volontà della fede, la vittoria del bene, che è causa prima e scopo ultimo. Terzo filone tematico sono le lodi al Creatore, in particolare nella Sua straziante esperienza terrena nei panni del Cristo umile e bistrattato ma al tempo stesso Re e Signore assoluto ed eterno. Più nello specifico l'infinito sacrificio sofferto dall'Unico giusto, in tutta l’incensurata crudezza e violenza della Passione, è il tema ovviamente tema trattatissimo: la prospettiva con cui si vedono questi eventi è molto più oscura rispetto a quella che può essere la "predicazione ordinaria": l'ostilità e il rifiuto Deborahdel popolo eletto, il Getsemani, il tradimento di Giuda, la fuga e il rinnegamento degli Apostoli, la tortura del flagello, il sangue versato, la Via dolorosa, la Crocifissione, la Morte, la deposizione, e, finalmente dopo tanta oscurità, l'abbagliante luce del Sepolcro vuoto. L'unblackster tratta tutte queste tematiche (ma anche a volte tematiche cristiane successive come i martirii dei veri testimoni, le ritualità, ecc.) in maniera cupa, profondamente dark e convulsa nelle passioni suscitate: questo stile musicale plasma alla perfezione tutto questo turbinio intimista e dolore scaturito. Il predominante filone tematico è però, come ci si poteva giustamente attendere, quello apocalittico: la blasfemia e il peccato imperversano ovunque, la degenerazione, l'inganno e le tenebre sembrano aver ormai trionfato, ma finalmente la Parusia, l'esplosione gloriosa di Luce, l'annichilimento e il sigillo del Male, il Giudizio finale, la nuova Creazione, il Regno di Dio trionfante. Anche l'escatologia è quindi molto presente.

La band antesignana di tutta la corrente unblack (già esistevano comunque da svariati anni diversi gruppi cristiani dediti ad altri generi estremi, quali il thrash ed il death, Parakletose trattanti tematiche simili) furono gli Horde nel 1994 (a soli due anni da "A Blaze In The Northern Sky") con quello che divenne il leggendario "Hellig Usvart", che tradotto dal norvegese significa "holy unblack", in opposizione all'"unholy black" dei Darkthrone: stessa musica, ma opposta ideologia. Horde fu opera di un one man band, Anonymous, che successivamente emerse essere l’australiano Jayson Sherlock, ex batterista Hordedei Mortification di Steve Rowe e poi drummer anche dei doomster Paramaecium. Con l’ardire di un martire della fede il nostro, in un lavoro musicale di mera violenza darkthroniana scrisse delle infuocate lyrics vertenti su un crudo antisatanismo e su tematiche apocalittiche: ciò suscitò l’ira furente dell’Inner Circle che prese questa come una nuova sfida frontale dopo quella lanciata dagli Antestor, combo anch’esso norvegese (ex Crush Evil) che in un paio di demo del '91 e del '93 proponeva un doom/death esprimente straordinari atti di fede che nulla temevano nello scagliarsi apertamente contro il satanismo del genere; alcuni membri e fan delle black band arrivarono a minacciare seriamente di morte i cinque membri degli Antestor, che però evidentemente non si intimidirono affatto dato che subito dopo l’uscita di "Hellig Usvart" inserirono nel full-length in lavorazione, "Martyrium", moltissimi passaggi black che accompagnavano e spesso si sostituivano al consueto sound del gruppo, utilizzando per giunta lo screaming accanto al growling; l’album fu rilasciato Frosthardrai primi del a fine '94 inizio '95 ma ne circolarono pochissime copie. Nel frattempo, tra le altre, una nuova band norvegese di gran qualità era sorta accanto agli Antestor, i giovani Vaakevandring, i quali nel 1998 diedero alla luce uno splendido Ep di black atmosferico viking-oriented, che però non ebbe seguito in quanto il sodalizio si sciolse. Ma il Lengsel1998 fu l’anno di un’altra  super release, ovvero il notevole "The Return Of The Black Death" dove gli Antestor diedero forma ad un melodic black di intensissima atmosfera dark e doom dolorosa; questo album segnò in maniera netta l’inizio di un consistente filone di "unblack metal": così molte band forti di tale esempio nacquero piene di coraggio e zelo nel voler manifestare la propria fede attraverso il genere che a tutt’ora rimane nell'immaginario collettivo, ma anche al dato di fatto Sanctificaempirico, anticristiano e satanico per eccellenza. Nella sola Norvegia tra le band che sorsero di lì ad ora sono da citare Lengsel, Arvinger, Bleedience, Frosthardr, Drottnar, VIXIVI, Stronghold, Vardoger; rimanendo nella penisola scandinava nominiamo le svedesi Admonish, Crimson Moonlight, Sanctifica, Shadows Of Paragon e poi le finlandesi Mordecai, Bleakwail, Megiddon, From Ashes e Parakletos. Altre unblack band europee sono gli svizzeri Demoniciduth, gli olandesi Slechtvalk e Dormant, i polacchi Abdijah, Elgibbor e Firethrone nonchè gli ucraini Holy Blood, Angel 7 ed Evroklidon. Assai consistente è la colonia Usa con Frost Like Ashes, Dark Lay Still, Eulogium, AntestorGrim, Opus Majestic, Dark Endless, Horrific Majesty, Rising Hour, Cabalistic, Agathothodion, Light Shall Prevail, Glaciial e tanti one man project, ma soprattutto quella latinoamericana con i messicani Hortor, Exousia e Deborah, i panamensi SorrowStorm ed una pletora di brasiliani, tra cui Baraque’s Lord, Divine Symphony, Serenade In Darkness, Poems Of Shadows, Cerimonial Sacred, Devotam, Zurisadai, Amnos. Circa l'est del mondo troviamo oltre ai citati australiani Horde i compatrioti Synnove, gli indonesiani Kekal e Armageddon Holocaust. Anche l'Italia può proporre qualche realtà, ossia gli sciolti Getsemani e i due progetti di Azazel, Dusk e Suspiria Profundis. Nel complesso si tratta di una cifra stimabile sui 150/200 monicker.

Terminando è opportuno precisare che la definizione "unblack metal" non è ancora adoperata dalla totalità delle band in questione - alcune preferiscono definirsi "christian black", con un occhio alla commerciabilità del loro prodotto  - anche se è in rapida espansione (o meglio, un ritorno alle origini, e ciò soprattutto nel Sud del globo) proprio per il desiderio di questi gruppi di distinguersi senza troppa ambiguità dagli quegli altri facenti uno stile musicale speculare eppure veicolante un messaggio diametralmente opposto. Una forte spinta in tal senso c'è stata in seguito alla nascita di una label di trincea, la Son Of Man Records, Exousiadedita alla diffusione di soli dichiarati "unblack" project, e ora grazie allo splendido lavoro della statunitense E.E.E. Recordings, senza dimenticare la Extreme Records e la Veridon Music. Il movimento unblack si presenta ora assai compatto - questo è evidente a livello di label, festival, link dei siti ufficiali, myspace, ecc., anche tra band molto lontane tra loro geopoliticamente - ed è in piena fioritura se consideriamo che la maggior parte di questi monicker è al primo Ep o full-length: c’è da attendersi quindi in avvenire uno sviluppo fortemente espansivo e consistente date le straordinarie potenzialità di presa che il genere ha in sé, quantomeno tra i christian metalhead.

Vaake

 

 

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