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Storica band
milanese presente all'ultimo Rock On The Rock, sta sempre più
evolvendo il proprio sound dal prog rock al prog metal, favorita in
ciò anche dal recente innesto del singer Celso De Freyn, ex
Stauros. Ci racconta gli Altripercorsi il tastierista
Gianfranco Bruno.
Ciao Gianfranco, grazie per averci concesso
questa
intervista!
Bene, allora ti chiedo di cominciare a presentare i componenti della
band.
Ciao a tutti i
lettori, ciao Daniele e grazie per qu esto spazio. Ti rispondo subito
con l’ormai consolidata formazione ufficiale che vede Tony De Crescenzo (guitar),
Luigi Schirru (bass), Celso De Freyn (vox), Eddie Gomez (drums) e
infine io, Gianfranco Bruno (keyboards).
Parlando ancora della vostra line-up, so che nel 2006 è entrato
nella band l’ex cantante del gruppo prog metal degli Stauros,
appunto Celso De Freyn. Come siete venuti in contatto con lui?
Nel modo più
semplice possibile. Con l’uscita di Giuseppe abbiamo fatto un po’ di
provini e Celso è stato uno dei candidati. Era già in Italia da
qualche anno per ragioni professionali e vocazionali e questa è una
delle ragioni per cui aveva lasciato la band in Brasile, ma tutte
queste cose noi non le sapevamo, o meglio, sapevamo che aveva già
cantato rock ma niente di più. Si è presentato per il provino come
gli altri e non si è mai sognato di mettere il palmares in piazza.
Molto umilmente è venuto portando i pezzi che gli avevamo chiesto,
aspettandosi più che altro di fare amicizia con dei musicisti
italiani cristiani che facevano rock, ma senza
alcuna
tensione tipica di quando si va a farsi "esaminare" da qualcuno. Ci
ha colpito subito la
sua umiltà ma, dopo averlo sentito cantare,
devo dire che ci ha colpito un bel po’ anche la sua grinta.
Poco più di un mese fa ho avuto l’opportunità di ascoltarvi al Rock
On The Rock. Siete stati davvero grandi, mi è piaciuto molto il
vostro concerto! Voi vi ritenete soddisfatti di come avete suonato?
Considerando
che solitamente è abbastanza normale non essere del tutto
soddisfatti per quel senso di sana autocritica che ti porta a voler
fare sempre meglio, devo anche dire che al ROTR ci siamo divertiti di
brutto! Sono passati circa 9 mesi dall’innesto di Celso e cambiare
il frontman non è un fatto banale per nessun gruppo: in questi 9
mesi abbiamo fatto alcuni concerti per rodare la line-up in cui
Celso ha lavorato sul vecchio repertorio e il risultato è stato una
specie di surrogato tra la vecchia e la nuova band. Il festival è
stata invece la prima vera performance completa dove Celso ha smesso
i panni del "nuovo cantante" diventando a tutti gli effetti uno
della band. Molti tra il pubblico e tra gli addetti ai lavori ci
hanno fatto notare proprio questo ritrovato spirito di gruppo e devo
dire che è proprio così che lo abbiamo vissuto. Oggi, rivedendo le
riprese video, noto le sviste, le cose da migliorare, ecc. ma,
onestamente, al festival siamo scesi dal palco con la netta
sensazione di esserci divertiti tra noi e con la gente. Credo siamo
stati l’unica band nella storia del ROTR che abbia addirittura
tirato dentro a cantare anche il fonico di palco!
Parlando ancora dell’esibizione all’ultimo Rock On The Rock, mi è
sembrato che il vostro sound si stia indirizzando sempre di più
verso il prog metal. C’è lo "zampino" di Celso?
Si e no. Come
Altripercorsi abbiamo sempre lavorato in squadra fin dall’esordio e
ancora oggi è così, quindi, si, Celso contribuisce alla stesura e
all’arrangiamento
dei
brani come ognuno della band anche se, ovviamente, essendo in
squadra da poco, non ha avuto ancora modo di esprimersi al massimo.
Riguardo allo stile va detto che il cambio si sente maggiormente se
si paragona il nuovo repertorio al nostro primo Cd ma, chi ha avuto
modo di ascoltarci dal vivo può darsi che non abbia notato troppe
differenze o, perlomeno, le abbia notate progressivamente nel tempo.
Hai ragione a dire che il sound ha preso una certa direzione ma io
credo sia fisiologico: non credo si tratti di sperimentazione di
nuove sonorità, credo sia un naturale cambiamento che riflette il
fatto che la squadra è cambiata nel tempo e che i singoli membri,
essendo uomini e non macchine, si evolvono (o involvono? :p) col
passare degli anni. Non so se possiamo considerarci "prog" perchè ho
rispetto del livello tecnico superiore di coloro che si identificano
in pieno nella definizione. Di certo è mia convinzione (e qui si
potrebbe dibattere a lungo) che ogni musicista in crescita, col
tempo finisce per essere un po’ "prog-qualcosa" altrimenti resta
legato ad un ruolo stereotipato! Per quanto riguarda noi, forse i
nuovi pezzi con Giuseppe avrebbero avuto un sapore più "prog-rock"
mentre con Celso sanno più di "prog-metal" e questo fa capire quanto
lo stile del singer influenzi comunque il risultato finale.
Ascoltando il Cd "Storie Vissute" si avvertono a mio avviso molti
spunti in stile Dream Theater. Quali sono i vostri gruppi di
riferimento?
La lista
sarebbe incredibilmente lunga per il semplice fatto che è da circa
12 anni che non riusciamo a metterci d’accordo su quali siano i
nostri gruppi di riferimento! Sia nella vecchia formazione, sia
nella nuova abbiamo sempre avuto influenze molto diverse e sono
convinto che questo determini in parte quella vena "prog" che ci
attribuisci. Tony ama molto King’s X e Led Zeppelin ma anche tutta
una certa scuola più vintage, Luigi spazia dai Deep Purple fino a
Elio e le storie tese, Celso è più legato alle classiche icone del
metal tipo Iron Maiden, ma so che ha un debole per Coverdale e
Barren Cross; Eddie è di una camaleonticità esasperata spaziando su
tutto fino al latin jazz e all’RnB. Io sono nato in mezzo alla new
wave nel periodo dark
(Cure,
Bauhaus, Siouxies) per poi diventare sfegatato fan di Pink Floyd,
Jethro Tull, Yes e poi da li, un passo alla volta verso sonorità più
dure ma con le stesse tensioni: Fates Warning, Savatage,
Transatlantic, LTE e, immancabilmente, Dream Theater che ho seguito
fin dall’inizio e che forse è l’unica band che un po’ mette
d’accordo tutti noi. Nonostante tutti ‘sti nomi però, se devo essere
sincero, ad oggi trovo solo in Neal Morse un "modello" di
ispirazione (se così si può dire), probabilmente perchè, alla musica
eccezionale si uniscono testi che condivido e che, in diverse cose,
mi rappresentano.
Oltre al sound del vostro album, trovo davvero molto belli proprio i
testi. Sono molto diretti, e secondo me questo è un pregio. Quanto
sono importanti per voi le liriche? Cosa volete comunicare con le
vostre canzoni?
Beh, i testi
del Cd sono in effetti molto lineari e diretti. Credo che questa
immediatezza abbia lasciato il posto a una introspezione un po’ più
marcata negli ultimi lavori ma di sicuro non è cambiato il fatto di
scrivere testi che non nascondano quello che noi siamo come persone.
Siamo cristiani consapevoli di aver scoperto la relazione con Dio; i
nostri testi non promuovono una religione ma parlano di "storie
vissute" sulla pelle di qualcuno di noi, oppure parlano di cose che
crediamo profondamente e che, in questo senso, ci appartengono. I
testi sono fondamentali proprio in questa ottica e questo è anche il
motivo per il quale da subito abbiamo voluto cimentarci con pezzi
nostri invece che cover. Come Altripercorsi non abbiamo la pretesa
di cambiare la vita di nessuno ma, avendo scoperto la "relazione
personale" con Dio, non riusciamo ad esimerci dall’invitare il
nostro pubblico a fare altrettanto e le nostre canzoni parlano
appunto di questo.
Vi ritenete
soddisfatti del successo ottenuto in Italia
in
questi anni? Ormai siete conosciuti un po' ovunque e le vostre
canzoni girano spesso su CRC (Circuito Radio Cristiane); giusto
un
po' di tempo fa, ascoltavo "Musica & Parole" di Paolo Jugovac,
quando è stato mandato in onda il vostro brano Disperato bisogno.
Effettivamente
la scelta di mettere in piedi una rock-band quando ancora il rock
era molto ostacolato nell’ambito "religioso" ufficiale, e il
coraggio di andare avanti in tutti questi anni ci ha fatto spesso
essere additati come coloro che hanno iniziato un ciclo e,
probabilmente, ci ha fatto guadagnare stima da parte di alcuni
addetti ai lavori. Devo ammettere che il "successo" di cui parli
oggettivamente esiste nella misura in cui, quando si parla di
Altripercorsi, spesso la gente (quella appassionata del genere) sa
di chi si sta parlando e la cosa umanamente non può che far piacere.
Personalmente
però non mi sento soddisfatto o appagato perchè credo che non si
debba confondere la notorietà col successo. Il successo gli
Altripercorsi lo ottengono quando riescono ad essere presenti
stabilmente tra i tossici, nelle carceri, nelle strade e in tutti
quei luoghi dove le persone possono piacevolmente distrarsi con la
nostra musica ma, soprattutto, essere accolti e sapere che, se ne
hanno voglia, possono trovare relazione ed amicizia con Dio. Quando
riusciamo a fare questo attraverso un gesto, una parola, del tempo
speso assieme o anche attraverso una canzone, allora possiamo
parlare di "successo" con la consapevolezza che si tratta comunque
di un episodio e non di un traguardo.
In che
rapporto
siete con CRC? Se non mi sbaglio, il vostro bassista Luigi Schirru
conduce il notiziario, vero?
Si, dici bene,
Luigi conduce alcune rubriche in CRC ma, oltre a questo, è anche
consulente artistico e credo che ci abbia conosciuto, anni fa,
vagliando il materiale discografico che circola nel circuito
radiofonico. Poi, 3 anni fa, una piacevole coincidenza ha voluto che
noi fossimo alla ricerca di un bassista proprio nello stesso periodo
in cui lui stava riprendendo a suonare dopo un lungo periodo di
inattività. Qualcuno li chiama "appuntamenti divini".
Il progetto Altripercorsi si può dire sia una vera e propria
missione evangelistica. Avete fatto concerti in molti posti (tra cui
anche carceri), cercando di raggiungere persone molto distanti da
Dio. Bene, come risponde di solito questo tipo di pubblico?
Sai, più che
di "persone distanti da Dio" parlerei di "persone con maggiore
bisogno di Dio". Se le vedi in questo modo ti rendi conto che si
tratta di persone che, per i motivi più disparati, sono venute a
contatto con situazioni di vita che hanno portato ferite in
profondità anche se all’esterno si mostrano spesso come persone dure
e forti. Se sei consapevole di questo, oltre che delle conseguenze
visibili del loro life-style, finisci per accostarti a loro con
rispetto per il loro vissuto e non solo con spirito critico. Nella
stragrande maggioranza dei casi sono persone che hanno fatto scelte
molto sbagliate in conseguenza di gravi problemi familiari, sociali
o personali. Questo non li assolve dalle responsabilità ma mostra il
loro profondo bisogno di Dio. Per rispondere alla domanda posso dire
che generalmente questo "tipo" di persone risponde bene perchè
quando ti accosti in questo modo dubito che qualcuno ti rifiuti.
Credo che il rifiuto arrivi nel momento in cui tu ti poni come
moralizzatore oppure come falso-benefattore, ma il nostro compito
come cristiani, prima che come band, è semplicemente quello di
sensibilizzare la gente a ritrovare o a cercare una relazione con
Dio. Fatto questo, ti assicuro, il resto lo fa Lui.
So che siete di Milano. Avete mai pensato di collaborare in qualche
modo con i Boarders? Anche loro sono di Milano.
Si, li abbiamo
incontrati per la prima volta al Rock On The Rock dello scorso anno
e poi ci siamo rivisti al Rock on Christmas di Roma, oltre che
questa estate sempre al ROTR. Devo dire che, fin dal primo momento
in cui si sono incontrati, i nostri rispettivi chitarristi (Tony ed
Egidio) hanno iniziato a tramare nell’ombra e non escludo che prima
o poi qualcosa salti fuori. Forse più "prima" che "poi"!
Siamo quasi
giunti
alla fine. Potresti anticiparci i vostri
progetti futuri?
Musicalmente
ormai non è più un segreto che stiamo lavorando al
nuovo repertorio e, naturalmente, il desiderio è di vederlo
concretizzato in una produzione al più presto possibile ora che
abbiamo riconsolidato la line-up. A questo proposito, se tra i
lettori ci sono etichette o realtà di produzione, sappiate che la
nostra porta è sempre aperta eh eh eh!
Per il 2008
abbiamo ricevuto delle proposte di tour da valutare sia in Italia
che fuori. Ma il progetto che più ci preme è quello di incrementare
il giro dei concerti principalmente nelle strade, tra gli emarginati
e in quegli ambiti più "problematici" dove, purtroppo, spesso le
persone non sanno di avere un’altra opportunità.
Concludi lasciando un messaggio ai lettori di whitemetal.it. Ti
ringrazio ancora per l’intervista, e che Dio benedica gli
Altripercorsi!
Non ho molto
da aggiungere se non un grazie per esservi interessati alle nostre
attività e alla nostra musica. Vi raccomando di fare di tanto in
tanto un salto sul nostro sito
www.altripercorsi.it per tutte le novità, per contattarci, per i
concerti o per chiedere informazioni di qualsiasi tipo. Abbiamo
anche aggiunto un piccolo spazio video dove sono visibili alcuni
estratti del recente Rock On The Rock per chi vorrà rivederlo (o
vederlo). Se poi volete fare due chiacchiere ci trovate anche su
www.myspace.com/altripercorsi . Ci vediamo on stage al più
presto e che Dio vi benedica e vi ispiri in ogni cosa!
Daniele Fuligno
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