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I milanesi Boarders sono
band newcomer per la scena white metal, nella quale hanno irrotto
con lo splendido, testimoniante, "The World Hates Me", uscito da
appena un mese. Ma in realtà l'act ha diversi lustri alle spalle: la
svolta cristiana accadde a seguito di un evento di cui fu vittima,
ma anche protagonista, il cantante e chitarrista Egidio...ma
lasciamo a lui la parola.
Ciao Egidio! Prima
di tutto complimenti a te e alla band per il bellissimo album appena
uscito, "The World Hates Me", e un sincero
ringraziamento
da parte di tutto lo staff di WhiteMetal.it per averci citato nei thanks
del Cd! Bene, perché non presenti i componenti della band?
Ciao, grazie a voi
del supporto! Oltre a me, che mi occupo di strimpellare e urlare nel
microfono, ci sono Gigi, che fa qualche ritmica e tutti gli assoli,
Oscar il basso e Roby che picchia i tamburi. Abbiamo iniziato nel’88
circa e dei compagni di partenza non è rimasto alcun superstite tranne
me. Oscar mi ha raggiunto nel ’93, Roby nel ’97 e Gigi nel 2000. Questa
line-up è quindi stabile da sette anni, che sono comunque molti.
Ora parliamo della
vostra storia, partendo dagli inizi. Ormai è da quasi vent’anni che
suonate, com’è iniziato tutto? E come mai la scelta iniziale di fare
cover dei più famosi gruppi heavy/thrash come i Megadeth?
È iniziato tutto
tra i banchi di scuola, in particolare con un amico molto appassionato
di metal, in particolare di una band tedesca, i Running Wild. Da qui, in
effetti deriva il nome Boarders, ovvero è ispirato ad un album di RW
intitolato "Ready For Boarding"...avevamo 15 anni! Nessuno poi ha osato
cambiarlo, forse in onore della passione iniziale che ci ha mosso e che
continua a resistere oggi.
Le cover sono poi
il modo più naturale di iniziare a suonare; abbiamo sempre alternato
cover a brani
originali
fino a quando, intorno al 2001 diverse persone ci chiesero di orientare
la setlist verso un vero e proprio "tribute" ai Megadeth, ed essendo una
delle nostre band preferite (al tempo) l’abbiamo fatto.
È stato utile
perchè ci ha permesso di suonare tantissimo, prevalentemente nel nord
Italia e Svizzera. Diversamente, con molta probabilità, ci saremmo
sciolti a beve, per mancanza di opportunità di suonare live. È infatti
molto difficile suonare in posti decenti, spesso, solo con brani propri,
tanto che ancora oggi ci capita di fare qualche concerto come tributo
(ad esempio il prossimo 23 giugno alla Bkerfest di Udine, insieme a Paul
di Anno e Children of the Damned)
Si può dire che
con "The World Hates Me" avete abbandonato le cover (a parte la
riuscitissima "In my darkest hour" dei Megadeth) per proporre
invece canzoni vostre, con testi dalle tematiche cristiane. Cosa c’è
alla base di questo cambiamento?
Il motore di
tutto, e non solo della musica ovviamente, è stato il mio incontro con
Gesù nel 2003. È stato sconvolgente a tal punto da modificare
radicalmente la mia vita, quella della mia ragazza (oggi mia moglie) e
quella di diverse persone intorno a noi, tra cui anche – oggi posso
dirlo con non poca felicità - il resto dei Boarders. Il primo brano del
disco, True rebellion, è incentrato proprio sulla conversione, non come
gesto volontario, razionale, ma piuttosto come chiamata a cui non si può
rimanere sordi per sempre.
È
passato quasi un mese dalla vostra esibizione
all’Elements
Of Rock in Svizzera. Devo dire che siete stati grandiosi, davvero un
bellissimo concerto! Come
band vi ritenete soddisfatti della vostra prova e del successo ottenuto?
PS: ottima idea quella della birra o bibita in omaggio con l’acquisto
del cd!
È stata veramente
un esperienza fantastica! In genere le band della nostra età o si sono
già sciolte…o hanno avuto successo, e poi si sono sciolte! Quindi
capisci bene che arrivare dopo tanti anni a fare un disco, avere un
supporto fantastico dalla label (Weathertop e Quam Libet) e poter
suonare più all’estero che in Italia è una cosa fuori di testa; è il
genere di cose che ci interessano infatti!
Sinceramente non
saprei se la nostra esibizione sia così ben riuscita ma mi fido! L’idea
della birra è stata di Markus, l’organizzatore dell’EoR (e anche
executive producer del Cd): mi disse che
cosa
preferivo per battezzare il Cd, vino o birra. Pensavo scherzasse al
momento, in ogni modo gli dissi che in Italia abbiamo ottimi vini, ma
che più si sale al nord, più vale il detto "good wine still isn’t a beer"
e quindi abbiamo optato per la birra (che poi in gran parte finita sul
palco dell’EoR!)
Parliamo ancora
dell’Elements Of Rock. Probabilmente avrai avuto l’occasione di
incontrare pastor Bob Beeman.
Cosa ne pensi di lui? È un uomo che sta facendo davvero tanto per
promuovere il rock cristiano.
Si, è la prima
persona che ho incontrato ad Uster. Sconcertante la somiglianza con
Chuck Billy (dei Testament). Sinceramente non conosco molto di lui,
anche perchè non ho mai seguito il cosiddetto metal o rock cristiano.
Sperò di poterlo conoscere meglio al Rock on the Rock di quest’anno,
dove so che ci sarà.
Un altro festival
di musica cristiana a cui avete partecipato è stato il Rock On Christmas
a Roma (ero presente anche lì, ed è stato un vero piacere conoscerti di
persona) e so che quest’estate sarete anche al Rock On The Rock sul lago
di Garda. Ormai siete ospiti fissi di questo festival organizzato dal
mitico Denny Hurst. Ti chiedo un commento sul Rock On The Rock. È stato
utile per la band come mezzo per farsi conoscere di più tra il pubblico
cristiano?
Rock on the Rock è
stato l’inizio di tutto, e quindi dobbiamo veramente molto a Danny &
Maureen e la loro famiglia. Infatti tutto è cominciato l’anno scorso ad
aprile, quando per caso mi sono imbattuto sul sito del ROTR. Ho subito
notato la qualità del festival e la matrice internazionale, e ho visto
che c’era la possibilità di inviare il proprio materiale per essere
selezionati. Non credevo avremmo avuto la possibilità di poter
addirittura
suonare il sabato sera come ultimo gruppo, tra l’altro con un impianto
veramente eccellente (sia suoni che luci) è in un atmosfera bellissima.
Le opere secondo la volontà del Signore sono eterne, e come ho già detto
personalmente a Danny, so che raccoglieranno oltre ogni loro
immaginazione per il servizio che hanno fino ad oggi, e che
continueranno a svolgere ovunque il Signore li accompagnerà in futuro.
Vista la vostra
grande attività concertistica, penso che preferiate la dimensione live,
piuttosto che quella in studio, o mi sbaglio? Quali sono le canzoni che
amate di più suonare dal vivo? Mi riferisco sia alle cover che a quelle
dell’ultimo album.
No non ti sbagli,
e non potrei smentirti in alcun modo, visto che per fare un disco
abbiamo impiegato quasi 20 anni. Personalmente l’inizio del concerto per
me è la fase fondamentale e determinante, oltre che la più divertente!
In particolare mi piace curare – quando è possibile – anche la musica
diffusa pre-concerto, oltre che l’intro: entrambe devono accompagnare
con la giusta carica alla prima canzone,
che
in genere è sempre True rebellion. Questa è anche la mia canzone
preferita in assoluto, seguono Never alone, Jump for joy e
Schmertzgarden. Tra le cover che abbiamo sempre suonato con piacere c’è
gran parte della discografia degli Ac/Dc, oltre ovviamente ai Megadeth
(fino a "Youthanasia"), Testament, Annihilator ed Helloween.
Cosa ne pensi dei
generi estremi come il black o il death metal? Ti piacciono, oppure sei
un seguace incorruttibile del classico heavy metal?
Mi piace molto il
death anni ’90, su tutti i Carcass di "Heartwork" (che è uno dei miei
dischi preferiti in assoluto), anche nella loro dimensione death’n’roll
dell’ultimo album prima dello scioglimento e dei successivi
Black Star. Il black sinceramente non fa per me anche se in passato ho
apprezzato i primi Ephel Duath e gli Handful Of Hate. Per quanto
riguarda altri generi trovo che i Type 0 Negative siano stati una
grossa
ancora di salvezza per transitare indenni gli anni ’90. La
partecipazione all’EoR mi ha dato la possibilità di apprezzare molto gli
Admonish e la loro musica.
Oltre al metal,
quali sono i tuoi generi musicali preferiti? Quali gruppi sei solito
ascoltare?
La musica
classica, anzi classicissima, con Vivaldi, Mozart, Beethoven e Schuman
su tutti. Quasi tutto l’hard rock esistente, su tutti i Ac/Dc, Thin
Lizzy e i D.A.D. Battiato e Ivan Graziani per quanto riguarda la musica
italiana e infine tutta la musica pop rock anni ’80, come: Cock Robin,
Men at Work, Wall o Voodo, Police, Mr Mister, Supertramp, Survivor,
Toto, Boston e tanti altri.
Secondo
te
quali sono le migliori metal band in ambito
cristiano?
Devo dirti che
conosco ancora troppo poco il movimento per risponderti.
Quali sono i
vostri progetti futuri?
Fare un altro Cd,
questa volta senza metterci 20 anni! Riuscire a suonare in tutti i posti
che ci hanno proposto! Il tutto se e solo se nella volontà del Signore!
Grazie Egidio!
Grazie mille per questa intervista, sei stato molto disponibile! Lascia
un ultimo messaggio, un saluto ai lettori di WhiteMetal.it. Che Dio ti
benedica!
Una pioggia di
benedizioni su di voi, grazie del supporto continuo che ci date! Vi
lascio questo passaggio per ricordarvi una cosa che ci siamo detti ad
Uster e che spero ricorderete anche voi: 2 Corinzi 5:19!
Daniele Fuligno
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