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Caul è un nome semileggendario nella microcosmica scena dark ambient,
ma poco è risaputo come questo progetto altro non sia che il riflesso
artistico dell'io spirituale dello statunitense Brett Smith; una
plumbea
manifestazione sonora dell'inquietudine della sua vita cristiana in
un tortuoso viaggio verso l'approdo ultimo, che è infinito porto di luce.
Riuscire ad intervistare Brett non è certo pratica da nulla!, ma dopo diversi mesi
di rincorse finalmente possiamo conoscere meglio l'enigmatico mastermind che si
cela dietro il fascinoso monicker Caul.
Caul nasce nel lontano 1993, in quindici anni di musica e
numerose
release si è affermato come una delle migliori espressioni del dark
ambient mondiale. Perché si sceglie di comporre dark ambient? Quanto
Caul riflette il tuo Io?
Come
prima cosa, grazie per il complimento! Non sono sicuro di essere la
miglior espressione del dark ambient. Sono solo uno dei tanti che ama il
suo lavoro, e sono grato per questo.
Non sono stato io a scegliere questo genere
di musica: ero nel mondo della musica da parecchi anni, suonando
una varietà di diversi stili. Una notte, mentre mi cimentavo con un nuovo
strumento, la musica mi si è presentata davanti in un
modo che non avevo mai neppure immaginato. Sapevo che era qualcosa di
speciale ma mi ci è voluto un po' per capire cosa stava accedendo, ovvero che Dio
stava guidando le mie mani. Era una cosa molto diversa da ciò che avevo
fatto in passato.
Caul è il mio audio-diario della mia relazione
con Dio. Non posso dire di essere un bravo cristiano e molte volte non
mi sono sentito nemmeno tale, dato che
per molti aspetti mi reputo
contro la religione
organizzata. Credo che la mia musica rifletta tutto questo.
Nonostante non vengano proposte lyrics, essendo tutti i tuoi lavori
per lo più strumentali, tuttavia il tema portante è sempre quello
della fede cristiana. "Apophasis" ad esempio tratta di teologia
negativa, "The Sound Of Faith" pare proporsi
come una colonna sonora della vita di fede, fatta di oscurità,
nebbia, ma anche di intensi bagliori. Puoi spiegarci quali sono i concept che segnano dunque tutte le tue release?
Non c'è
mai stato un vero e proprio concept durante la registrazione. Il tema
vero e proprio nasce dopo, quando il Cd è finalmente completo. E' a
quel punto che comprendo cosa sta succedendo.
Si può
dire che si tratta di un processo nascosto che, lentamente, emerge alla
luce.
Chi
può capire Caul?, e come si può capire Caul?
La
musica
è abbastanza aperta ed ognuno può leggerci dentro ciò che vuole. E io
credo che questa sia cosa buona, l'ascoltatore può essere più
coinvolto nella mia musica di quanto ne sarebbe ascoltando un brano pop.
Per me Caul è semplice: è solamente
l'espressione di un viaggio
non
ancora finito.
La musica di Caul è composta di solo keys-synth, ma ad esempio in
"The Sound Of Faith" fai ricorso anche alla chitarra. Tu in origine,
nel pre-Caul, eri proprio un chitarrista nei Trust Obey. Perché poi
hai abbandonato questo strumento?
Non l'ho
abbandonato. In realtà c'è parecchia chitarra su "A Golden Epiphany",
anche se non sembra. All'inizio ero scarsamente equipaggiato, così
dovevo utilizzare quello che avevo a disposizione. E, stranamente, la
chitarra su "The Sound Of Faith" è in realtà una tastiera.
Molti tuoi lavori sono usciti per label, anche piuttosto importanti
per il genere, tra cui l'italiana Eibon Records. Quanto vende un
lavoro di dark ambient?
Non molto
purtroppo! Desidererei vendere più copie,
sarebbe fantastico vivere della mia musica. Però è il lavoro a venire
prima, quindi se fosse stata una questione
di
soldi, non avrei più registrato come Caul.
Essendo
un one man band la tua espressione musicale è molto introspettiva,
molto legata alla tua vita di fede. Caul per te è stato ed è tuttora
anche un percorso spirituale?
Sì, ed è
molto cambiato invecchiando. Quando si è giovani si pensa alle
cose in un modo più definito. Mentre si invecchia, si capisce, in molte
maniere, che le cose non sono poi tanto semplici. Quello che prima definivi come mentalità
chiusa ora è il risultato della fine del tempo, dell'esperienza e del
pensiero. Questo non vuol dire passare da una mentalità liberale a mentalità conservatrice, non mi piacciono quelle
due etichette.
Io ho passato un periodo
nel quale mi è risultato molto problematico mantenermi un Credo. Ho
perso entrambi i genitori l'anno scorso ed è stato difficile
confrontarsi con la morte in una situazione dove non
ci sono vere risposte, a meno di non accettare, appunto, un Credo.
A quali lavori ti senti più legato?
Ho un
grande
legame
con "The Golden Section", "Crucible" e "Reliquary". "The Golden Section"
fu un grande cambiamento per me, aveva
molta più musicalità aggiunta,
mantenendo
il
rumore,
suoni
strani e drone. "Crucible" è stato
il
primo lavoro uscito per una casa
discografica
che non
fosse la mia, ed
era stato creato con nuovo equipaggiamento, un campionatore Esoniq
EPS. "Reliquary" fu poi un altro grande cambiamento, dato che c'era molta
melodia bilanciata con suoni esoterici aggiuntivi.
Caul significa sacco amniotico, una sottile membrana che avvolge il
neonato nel momento in cui viene rilasciato dal grembo materno e
donato alla Terra. Caul, la membrana che soffoca il nascituro se non
viene rimossa o la membrana che protegge e garantisce la vita?
Perché hai scelto questo affascinante nome?
E' stata una
scelta fortunata in realtà. Stavo cercando un nome e ho trovato quello
prendendolo da un libro. Mi piaceva il significato della parola, ma
pensavo anche che poche persone oggi sanno cosa significhi, quindi avrebbe avuto un'aura
misteriosa.
Nelle recensioni ho definito Caul i Raison d'Etre in chiave
cristiana. I due progetti sono sorti praticamente in contemporanea.
Ti piacciono i loro lavori?, e quanta influenza reciproca c'è stata a
tuo avviso?
Mi piace
Raison d'Etre,
non
ho
ascoltato gran parte del materiale, ma quel che ho sentito mi è piaciuto.
Non
posso dire che lui mi abbia mai
influenzato,
dato che ero già
Caul prima di aver mai sentito la sua
musica. E non ho idea
se
lui abbia mai sentito la mia.
Quali dischi di dark ambient ci consigli in assoluto?
Non ne
sono sicuro, ce ne sono moltissimi di buoni. Lustmord è sicuramente un
ottimo inizio.
Cosa ascolta solitamente Brett Smith? C'è anche del
metal nella tua playlist quotidiana?
Io
ascolto tutti gli stili di musica. Di sicuro ascolto del metal, uno dei
miei gruppi preferiti rimangono i Rush. Mi affaccio ad una grande varietà di musica, e di solito
continuo a sentire ciò che mi rende felice durante
l'ascolto.
Segui il movimento del christian metal? Cosa ne pensi?
Non lo
seguo e non so nulla a riguardo.
Il prossimo lavoro di Caul?
Spero
quest'anno. Il tempo stringe in questo periodo, anche se dal prossimo autunno
la situazione cambierà, credo.
Che Dio benedica la tua vita e la tua musica. Lascia un ultimo
messaggio ai nostri lettori: perché ascoltare Caul?
Vi
potrebbe piacere!
Valerio Mei
(con la
collaborazione di Christopher Warman)

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