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Uscita autostrada, direzione Molfetta, hinterland barese. Il
giardino di una sala ricevimenti è l’improvvisato scenario
d’incontro con l’uomo del momento, Padre Cesare Bonizzi, per tutti
Fratello Metallo. È venuto in Puglia per realizzare dei video per la
sua diocesi e noi, grazie alla Provvidenza, siamo riusciti a poter
scambiare quattro chiacchiere con lui, visto che ormai ogni
televisione (anche estera) lo cerca, lo desidera, brama di
conoscerlo. Per questo motivo, è stato anche costretto a creare un
ufficio stampa, che selezioni gli eventi, visto che da solo non
potrebbe.
Ieri
sera dov’ero? Ero lì a Padova al festival Metal of Art e c’era lì un
gruppetto di ragazzi che mi guardavano male, ma di un male… e c’era un
ragazza con la croce
al contrario, ah ah ah! Mi sono avvicinato e ne ha
sparate di idiozie, ma così stupide che "guarda non ti rispondo neanche,
non ha senso quello che hai detto!".
Inizia così, con il racconto dei suoi confronti
con quel popolo del
metallo che molto spesso lo denigra
- "Ma è una minoranza così risicata…", aggiunge.
Perché hai scelto il metal come mezzo di comunicazione?
Perché la musica ritengo che sia il linguaggio artistico più parlante,
quello che devi dire lo dici, e il metal è uno dei più visibilmente
intensi e profondi, soprattutto profondi. Anche musicalmente! Un colpo
di chitarra del metal è diverso dal rock. Io “tiro” basso, a me piace
andare in profondità.
Parlaci di te, come mai questa vocazione così tardiva?
Ritardata forse?
No,
no, tardiva!!
Ma
no, non è la vocazione a essere tardiva, ma la risposta. La chiamata sai
cos’è? È la vita! Noi siamo chiamati alla vita. Dentro alla vita siamo
chiamati a realizzarci pienamente. C’è quel primo principio che si
chiama disegno di felicità. Ho provato a rispondere e ho capito che il
mio modo poteva essere quello del frate. Quando mi sono trovato davanti
al convento a Milano mi sono sentito a casa mia.
Perché nessun religioso finora ha mai fatto o fa quello che fai tu?
Perché il popolo del metallo sembra essere stato abbandonato a se
stesso, escluso della missionarietà della Chiesa? Si ha davvero "paura"
del metal?
Tieni presente che io non sono lì per fare il missionario. Io sono lì
perché mi piace la musica metal e soprattutto perché mi sono piaciute le
canzoni metallare. Il primo incontro è stato in sala di
incisione, non
incidevo io, ero là per portare una cosa e stava registrando un gruppo
metal, c’era un ragazzetto di vent’anni, un armadio, faceva un growl
molto pesante, in sala di incisione fa al capo sala: Posso fare una
telefonata a casa? E sente lui che dice: Mammina sarà in ritardo
stasera? Ah ah ah ah… Mi son girato e ho visto negli occhi una persona
normale… E sai tante volte
mi è successo a Milano, mi si avvicinano, mi
toccano: Ma sei vero? Poi
è successo al primo concerto dei Metallica che ho visto, sai… i Metallica suonicchiano… (N.d.R. occhiolino complice). Mi hanno dato
pura
energia. Poi, ho celebrato il matrimonio di un tranviere che aveva un
“metalgruppè”, il quale
ci ha
messo un anno a darmi le sue basi, perché
diceva che il metal non faceva per me che ero religioso e perché il
metal diceva le parolacce… Quando lui me le ha date e
mi ha permesso di
fare il lato A con le loro canzoni, io invece ho fatto il lato B con
“Grazie”, che poi è stata modificata per “Droghe” (N.d.R. Il suo
penultimo album già tendenzialmente metal) e aveva
la stessa base di
una delle loro ed io dicevo “merda”, perché parlavo di droghe e quando
l’ho proposta alle mie “ragazze” (N.d.R. Frate Cesare anima feste
presso varie case di riposo. Il termine ragazze… beh provate ad
immaginare a chi si rivolge!), l’ho cantata e una viene a dirmi: Ah,
però, ha detto merda! E io: Nonna guarda che quella merda lì ne ha
uccisi a milioni e tu ti meravigli che abbia detto merda, ma lo è!
Secondo te, qual è rischio più grande che i giovani possano incontrare
ascoltando un certo tipo di metal? Ammesso che per te esista qualche
differenza…
Sì,
c’è distinzione tra gruppi e gruppi. Pochi sono esplicitatamene
satanisti, prendi per esempio il thrash, acido, negativo nei contenuti. È
chiaro che un ragazzino criticamente non può essere
pronto e quindi deve stare attento; io lo dico applicato a me al
contrario: se uno non è credente, non sente quello che dico, sente la
musica e basta. Certamente, la musica così intesa, velocissima e
intensa, ti carica e se ti dà dei contenuti negativi, ti carica
negativamente. Bisogna stare attenti, essere i più critici possibili e
mirare alla qualità della musica. Se la musica è fatta male, ti carica
male.
Tu
hai detto che non sei lì sul palco per evangelizzare.
Esatto! Io vado lì per cantare della vita, per la vita, con la vita.
Ma
secondo te, è quindi possibile una modernizzazione del messaggio
evangelico anche attraverso questo genere musicale?
Modernizzazione vuol dire che proclami il Vangelo così com’è, punto e
basta. Prendi la canzone “Fiducia” (N.d.R. del nuovo album
"Misteri"),
mi rivolgo ai metallari e dico che si devono spremere le meningi: la
fede è Dio che muore per te, fidandosi di te e mettendosi nelle tue
mani. Evangelizzare vuol dire, dire in maniera nuova l’attualità del
Vangelo. È il figlio di Dio, Gesù che dice a tutti, metallari compresi,
tu sei e devi essere amato. Anche San Francesco faceva così, non aveva
la basi musicali come ce le ho io, ma andava in giro a predicare il
Vangelo così com’è.
Restando in questo discorso: chi canta prega due volte, diceva
Sant’Agostino, anche con il genere metallaro è possibile?
Sì.
Contemplazione. Ad esempio nella canzone “Dio” (N.d.R. sempre
contenuta nel nuovo album), il rumore di fondo è esattamente il
rumore che sentono
gli astronauti quando escono dalle navicelle, è un
disco che mise in giro la Nasa anni fa, ho messo sotto questo rumore che
è il rumore del cosmo. E ho messo sotto una frase famosissima del primo
astronauta Yuri Gagarin che a una domanda stupida, diede una stupida
risposta: No, lassù in alto, Dio non l’ho visto non l’ho sentito. Lassù
in alto? Cosa fa l’astronauta? In “Dio” l’ho meditato, pensato e ho
fatto l’uso dell’intelligenza più grande,
che riguarda Dio. Non sarà
pregare? Pregare due volte. Anche se io prego tre volte: facciamo
musica, che è già pregare due volte, facciamo teologia, più pregare di
così? Perché chi ascolta si converta alla vita. Noi abbiamo un Padre che
è Padre della vita e che vuole che ciascuno l’abbia in abbondanza.
C’è
chi dice: se fossi frate non andrei a farmi insultare. Ti sei mai
sentito strumentalizzato?
Ma
stai parlando di quelli più cattolici del Papa? È inutile perdere tempo
con quei bigotti uguali e contrari ai quei deficienti di ieri sera
(N.d.R. è la storia che ci ha raccontato all’inizio dell’intervista).
Al limite domandati: perché è lì? Cosa vuol fare? Come lo fa? Tutto il
problema con la stampa è nato dal fatto che volevano usarmi come
fenomeno strano, ecco perché non vado in televisione. Faccio musica coi
contenuti giusti, a me interessa che faccia della qualità musicale e di
contenuti, non perché io sia una cosa strana. Non mi interessa la
posizione di certi cattolici perché è così idiota che non merita una
risposta. Perché io non sono lì come cattolico ma come metallaro. È una
domanda idiota perché un frate vero, un prete vero è proprio lì che deve
andare, ma siccome non ci sono andato lì per convertire, non mi
interessa.
C’è
chi ti accusa di disobbedienza, quando invece sappiamo che una delle tre
regole fondamentali del francescanesimo è proprio quella, come replichi?
Dicono così perché forse credono che i superiori non vogliano, ma è
impossibile! Come faccio ad andare lì se i miei superiori non vogliono!
L’unica disobbedienza che ho fatto è stata quella di andare in
televisione, ma mi ci hanno portato. Me l’ha chiesto anche il mio
Provinciale, purtroppo mi sono reso conto di essere su raidue, raitre,
canale 5, italia 1 e nella tv straniere, senza il mio volere però!
Che
differenza c’è tra un metallaro e un prete che canta e suona? Ne hai di
colleghi francescani anche famosi!
Beh
fare il prete o fare il frate oggi, significa avere delle basi
teologiche forti. Tieni presente che io non vado lì perché sono frate,
ma vado lì da metallaro, poi, è chiaro che essendo frate, sono un frate
metallaro, ma non faccio prediche. Poi, se è questo che pensano alcuni,
si finisce come con quel ragazzo di Lucignolo: la Chiesa non deve
venire qui! Ma prega te se la Chiesa è qui! Oltretutto non son lì come
Chiesa.
Ti
sei mai sentito solo in questa tua scelta?
Sono
sempre solo, assolutamente solo. Ho scritto una canzone che si chiama
“Amica solitudine”,
che non hanno mai voluto che cantassi in
televisione, una delle cose per cui ho deciso di non andare più in tv.
In quanto come persona ognuno di noi è una, anche nella vita di
coppia. Bisogna prendere atto che forse è un carisma, un dono. Non
pensavo di cantare al Gods of Metal. Lo chiesi
un giorno al mio amico
che organizza il Gods, dopo tanto mi diede il consenso. Mentre
salgo, la
direttrice del palco mi fa: Ma tu sei un frate vero? Sì, sono anche un
metallaro vero e canto. E così feci la canzone più corta che avessi,
“Viva la droga” che dura 40 secondi, anche per rispetto ai tempi che lì
sono ristrettissimi; ho una fotografia che
mi si vede in penombra dal
palco ma soprattutto si vedono i 15.000 ragazzi! Io
sono sempre solo, per questo mi sento il più relazionato possibile con
la realtà. Ognuno di noi è assolutamente solo, perché in me, nella mia
solitudine entra Dio in due modi, bussando e chiedendomi il permesso e
quando entra sparisce. Quando riconosci questa solitudine, non sei più
triste, non sei più arrabbiato, sei strafelice.
Qual
è stato il complimento più grande che hai ricevuto in questi anni di
Gods of metal?
È
sempre quello: che faccio cose vere. Sono musicalmente veridico, perché
faccio contenuti positivi e la gente se ne accorge. Ho visto un’ultima
mail prima di partire che diceva di aver ascoltato il disco e di essere
stati colpiti al cuore. Che il cuore biblico evangelicamente è
l’intelligenza, non è il sentimento, è la razionalità, è l’intelligenza
delle cose di Dio, di sé, degli altri, è la vita morale il cuore, non i
sentimenti.
Hai
mai pensato o ti hanno chiesto, di salire sul palco senza saio?
Lo
tengo sempre, l’ho smesso oggi per viaggiare o capita quando vado al
mare, sai andare al mare col saio è un po’ scomodo!
Chi
ti accompagna in questo viaggio musicale? Tutti riconoscono la tua voce
grintosa e i testi teologicamente completi, ma i musicisti chi sono?
Il
produttore artistico è Fabio Dalé, che è un ragazzino di 25 anni che
quattro anni fa ha vinto Sanremo Rock, è molto bravo musicalmente e già
mi aveva arrangiato il primo disco metallo (N.d.R. si riferisce a
“Droghe”), questo invece l’abbiamo deciso insieme. L’anno scorso le
mie “ragazze” hanno registrato un pezzo “Regina pudentissima”, gli ho
chiesto di farmelo in metallo, perché avevo deciso di fare un album
metallico. Me l’han fatta così bene che è divenuta “Maria Maiestatis” sul
disco nuovo; siamo andati avanti, ho preso tre canzoni del vecchio disco, le ho
fatte riarrangiare da lui. Andrea Rossi, il mio chitarrista che fa
dischi di sola chitarra, conosciutissimo in America; il batterista
[N.d.R. Andrea Zingrillo], è stato fino a poco tempo fa il batterista di
Grignani.
I
testi sono tutti tuoi…
Sì,
tutti. Sono miei perché voglio dire delle cose. Le mie canzoni dovremmo
definirle dei testi musicati.
E la
voce, è sempre stata così grintosa o l’hai scoperta?
Mah…
io ho una discreta voce, ma non ho mai imparato tre cose: il latino, la
musica e non mi ricordo la terza cosa! (N.d.R. Ride) Forse per
eccesso di interesse. Ho iniziato a cantare quando sono andato in
chiesa, da frate per la liturgia. Poi, ho cantato per i tranvieri,
perché anche lì c’era bisogno di dare messaggi forti e poi altre
esperienze qua e là. La mia voce è così.
Tra
i gruppi o gli artisti metal, hai qualche preferenza in particolare?
Io
li sento tutti. Uno dei più bei concerti che abbia visto è quello dei
Dream Theater ad Assago, due ore e mezza di musica da brivido e ho
comprato due dischi. Di non metallo, un gruppo che mi è piaciuto sono
stati gli Skunk Anansie, energia pura.
Skin andava sul palco e avevi due
ore di energia pura. E poi, il primo concerto che ho visto dei
Metallica. Come dicevo a Fabio (N.d.R. Dalé, il suo arrangiatore e
chitarrista, citato prima), io lo voglio forte e morbido, perché la
parte acida del thrash non mi piace. La velocità è importantissima!
Secondo te in Italia, il metal è poco valorizzato?
E
sì, perché è diventato qualcosa di nicchia che si è in qualche
modo
inacidito. Bisogna pensare al termine
"metallo", perché il metallo? Perché indica la spada lo scudo del
guerriero, che porta dei valori positivi, non me lo puoi ridurre solo a
sonorità forti e violente. Il metallo non può non piacere a tutti come
sonorità. Per cui il metallo deve diventare più bello e
profondo. Qualitativamente di nicchia, ma come udibilità e
come
accoglienza, se è possibile, aperto a tutto.
Devi
partecipare all’Elements of Rock…
Mi è
stata mandata una mail per questo motivo, poi non se n’è fatto più
nulla. Chissà…
Noi
ci occupiamo prevalentemente di metal cristiano, come hai potuto leggere
dalla mail che ti ho inviato.
Sì,
ma tieni presente che io non voglio farlo perché cristiano, ho voglia di
farlo in quanto metallo, poi è chiaro che ci metto i contenuti miei. Io
sono una persona di fede e voglio rispettare gli altri e gli altri
devono rispettare me.
Infine, a un gruppo di ragazzi come noi che ascolta
metal e sono cristiani cosa diresti?
Facciamo un buon metal, meglio se santo. Un santo metal. Bravi.
Roberta Cannone
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