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GETSEMANI
Dreaming To Fly
 
GETSEMANI
Under The Light
 
 

Getsemani

 

Girando e rigirando il web come un guanto riuscii infine (con somma meraviglia... anzi, quasi gridando al prodigio) a trovare usato l'oramai rarissimo "Under The Light" degli italici Getsemani, e, fattane la recensione, ho subito approfittato della grande disponibilità mostrataci per intervistare la mente creatrice di questo gruppo assolutamente cult - in quanto pioniere - per tutti white metallers del belpaese, ossia Roby Sora.

La prima christian metal band italiana, una delle prime black band cristiane in assoluto e di quest'ultime l'unica dichiaratamente cattolica. Roby, viene da sé che i tuoi Getsemani siano per noi leggenda! Vorresti raccontarci come ti è nata l’idea di formare la band? Quali artisti ha coinvolto? Tutti guest? Siamo davvero curiosi di conoscerne una breve storia.

Beh troppi complimenti in una volta. Son da sempre un ascoltatore di heavy metal e cattolico praticante, non ho mai capito perché le due cose non potessero andare d’accordo e così feci nascere questo progetto; il primo lavoro "Dreamin To Fly" fu registrato da una vera  propria band: eravamo io, Manuel Sciarra (che ora fa musica d’autore Italiana ed è "spinto" da nientedimeno che Omar Pedrini), e una nostra amica comune di nome Silvia (che oltre la voce pulita faceva pure i growl).

Loro poi presero altre strade e quindi per il successore "Under The Light" utilizzai tutti guest tra cui Manuel "Manny" Merigo che i metallari "più vecchi" ricorderanno come grande chitarrista dei thrasher IN.SID.IA; gli altri erano amici, conoscenti e qualche studente di conservatorio.

Perché poi però il progetto è morto dopo due soli Ep? C’entra qualcosa la tua dichiarata cattolicità? La rigidità gerarchica poco si addice allo "spirito metallaro" forse, dato che le white band sono per la gran parte protestanti: come era visto il tuo progetto dal movimento?

I motivi della fine sono davvero tanti e svariati, sicuramente uno dei principali fu il vero proprio "muro" che alcune fanzine (per carità non tutte) innalzarono nei miei confronti perché cattolico; ti dirò che sono stato trattato con più obiettività da persone dichiaratamente "black", questo fu un atteggiamento che proprio non mi aspettavo, mi colse completamente im-preparato e vista la mia  visione molto (forse pure troppo, non so) ecumenica fu proprio un bel colpo per me.

In più si sono aggiunte altre mille cose, impegni di lavoro, tempo sempre più tiranno, altri interessi oltre la musica, la difficoltà di trovare persone interessate a partecipare attivamente al progetto: insomma è stato un insieme di cose che mi ha fatto mollare…anzi in realtà non mollai mai completamente, le intenzioni erano di andare comunque avanti ma purtroppo morì da sè…

Finalmente dunque qualcosa anche in Italia si sta muovendo. Stranamente eravamo forse l’unico paese metalloso completamente intaccato da questa corrente, perché secondo te? Quali possono esserne i motivi?

Mi duole moltissimo dirlo ma in Italia il metal è strettamente legato al satanismo soprattutto per colpa della chiesa a cui siamo geograficamente legati; non si può non ammettere che è la chiesa stessa che continua ad additare al metal come fenomeno satanista e alla fine la gente e i metallari stessi ci credono davvero ^^

Oltre a tuoi Getsemani altri due gruppi italiani sono incanalabili nel genere: i Magnifiqat ed i Doomenicus; li conosci? Ti piacciono?

I Doomenicus ammetto di non conoscerli, i Magnifiqat si ma francamente mi sembrano decisamente più professionali dei Getsemani sia tecnicamente che a livello di produzione e si, li trovo davvero bravi.

Il metal è satanico? E invece: è anticristiano? Perché risulta tanto strano possa esistere il "metal cristiano"? L’uomo loda il suo Creatore attraverso quella musica adrenalinica e passionalmente energica che Lui gli ha donato: è tanto inconcepibile questo?

Vado ben oltre alla possibilità di "giustificare", se cosi si può dire, il metal cristiano. Pensa a Gesù quando scaccia i mercanti oppure proprio a Gesù nell’orto del Getsemani: sono situazioni in cui il metal nelle sue sfaccettature è l’UNICA COLONNA SONORA POSSIBILE.

E poi per un cristiano non penso che le cose vadano bene nel mondo, ingiustizie, guerre, disparità sociali: ritengo che un buon cristiano, o almeno uno che ci prova ad esserlo, deve come minimo indignarsi di fronte a tutto ciò e questo sentimento penso che possa essere ben rappresentato dal metal.

Cosa disse dei Getsemani la stampa metal all’epoca delle tue releases? Subisti sfottò o vessazioni da qualche sedicente true grim? Sentivi "eroica" la tua testimonianza?

Addirittura eroica??? No decisamente no, gli eroi sono altri, gli operai che cercano di fare arrivare a fine mese la propria famiglia sono eroici, io ho fatto solo ciò che mi sentivo di fare, gli sfottò dei blackster erano linfa vitale per andare avanti; come ho già detto invece furono gli sfottò di alcune fanzine/gruppi del giro a farmi decisamente più male.

Quali christian band conosci ed ami? A quali ti sei ispirato? Hai seguito il movimento anche nei recenti sviluppi in fatto di nuovi gruppi?

Su tutti Believer e Paramaecium. I Believer in particolare oltre a essere tecnicamente "mostruosi"  furono dei veri e propri pionieri in certe scelte musicali, furono tra i primissimi ad accostare strumenti tipicamente della musica classica al death metal.

No, ammetto di non avere seguito più di tanto quello che succede di recente nei nuovi gruppi. Ai tempi adoravo i Kekal, avevo anche molti contatti con il chitarrista, e poi rimasi letteralmente sconvolto dai Vaakevandring, fecero un mini Cd pazzesco, ero già in contatto con il batterista per via della sua distro la Nordic Mission; non ho più saputo nulla di questa band finchè non ho letto proprio sulle pagine di whitemetal che si erano sciolti, davvero un peccato.

I Getsemani di "Under The Light" suonano black sinfonico: è stato già un mezzo miracolo trovare usato questo Ep, e credo sia chiedere troppo sperare di venire in possesso anche del primo "Dreaming To Fly"…così dicci tu, che stile proponevi lì?

Lo stesso, ma prodotto pure peggio, l’unica differenza era che anche i growl provenivano da voce femminile.

Di recente impazza nel christian metal tale diatriba: la band cristiane che suonano black metal devono continuare a definirsi black, ignorando totalmente che il black nasce e si sviluppa con una precisa ideologia anticristiana, proprio per restituirlo a Dio; oppure: occorre usare la definizione di unblack, appunto per distaccarsi teoricamente di netto da quella corrente perversa e maligna, e chiarire subito si sta esprimendo tutto l'opposto, nonostante il sound speculare. Tu personalmente quale delle due "etichette" preferiresti per i Getsemani?

Bah, mi sembrano diatribe futili e marginali, c’erano già ai miei tempi comunque; a me è sempre stata "simpatica"  la definizione di unblack, ma francamente non ci perderei il sonno per questa cosa, non sono mai stato molto amante delle etichette musicali.

Getsemani è un nome bellissimo a mio avviso dato che esprime e concettualizza appieno la filosofia unblack: perché lo scegliesti?

Esattamente per il motivo che hai detto ^^, concettualizza appieno la filosofia della musica e anche dei testi che volevo proporre.

La band cristiane secondo te possono testimoniare meglio Cristo disperdendosi e confondendosi tra la massa dei gruppi, oppure stringendosi compatte tra loro, anche ghettizzandosi un po' ma mostrandosi forti nella loro unione?

Uno non esclu-de l’altro, mi spiego: essere uniti e compatti può solo fare bene, ma va da sè che ghettizzandoti non farai altro che propagare il tuo messaggio solo a chi già la pensa come te. Bisogna seguire entrambe le strade secondo me, io personalmente facevo cosi: i miei demo li spedivo sia a fanzine  "normali" che quelle cristiane, in questo modo feci conoscere anche a molte persone la scena  del metal cristiano (avevo pure una piccola distro).

Del resto pure Gesù Cristo stava sempre con quelli che venivano "additati" come peccatori perché come diceva lui stesso è per loro che era venuto.

La produzione di "Under the light" è abbastanza lacunosa: ti è mai venuto in mente di rimasterizzare l'Ep e reimmetterlo, dopo tanti anni, sul mercato?

Bhe si è innegabile, è stato prodotto tutto in casa con hard disk recording sia "Under The Light" che "Dreaming To Fly", ora lo fanno tutti, allora era decisamente meno di moda e anche i mezzi erano ben diversi, ma non lo rimasterizzerei mai, mi piace così perché posso dire di aver fatto tutto io e soprattutto perché lo trovo assolutamente "genuino" e sincero insomma.

In fin dei conti era un demo, mi rendo conto che oggi giorno si sentono delle demo con produzioni esagerate, ma sinceramente a me va bene così.

Nel tuo lavoro trasuda grande emozione, che viola, violoncello, flauto e soprano esaltano ancor più: quali sentimenti vuoi esprimere attraverso i Getsemani? Di cosa parli nei testi? (io lo so ma raccontalo tu a chi non troverà mai "Under The Light"!)

Dio è Amore ed è inutile cercarlo chissà dove o in chissà quali miracoli, statuette che piangono o cose simili, Dio esiste dentro di noi, nelle nostre emozioni appunto, il nostro amore, la nostra gioia ma anche il nostro dolore: qualcuno vorrebbe ridurli a semplici formule chimiche, lo faccia pure se vuole ma non con me, non con le mie emozioni; per me questi sono veri e propri miracoli che vanno ben oltre a una statuetta che piange, il fatto che accadano normalmente non ne deve sminuire la grandezza e l’importanza. Il nostro stesso respiro è la prova dell’amore di Dio.

In sostanza i miei testi, che comunque non sono mai diretti (fui parecchio criticato pure per questo), vertono su questo.

Attualmente suoni ancora con qualche gruppo? Risorgeranno mai i Getsemani?

Si suono in un gruppo di death metal melodico, dopo un pò di cambiamenti di line-up si sta assestando abbastanza bene e inizia a fare anche qualche bella cosa.

Per i Getsemani, bhe mai dire mai, a me piacerebbe ma vorrei trovare elementi e soprattutto il tempo.

Un appello finale che ti senti di fare a tutti i white metallers italiani che ti leggeranno? (Ascoltatelo perché lui è un pioniere e la sa lunga!)

Troppi complimenti decisamente, che dire che non ho già detto…al massimo ribadisco il concetto di non ghettizzarsi, stare uniti si, ma non ghettizzarsi:  non avrebbe senso; piuttosto cercare con estrema umiltà di portare avanti il messaggio cristiano con la musica e con la propria vita in maniera coerente (e questa è la parte più difficile secondo me).

 

 

Vaake

 

 

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