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HORDE
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Alive In Oslo
 
INTERVISTA
25/11/2007 (RE-EDIT)
 
 

Horde

 

Il decimo anniversario dell’Elements of Rock ha coinciso anche con l’ultimo concerto di Jayson Sherlock in veste Horde, l’unblack per eccellenza. Lo staff di WhiteMetal.it è stato presente all’appuntamento e ha ovviamente colto l’occasione per incontrare e scambiare due parole con questo coraggioso musicista che per primo ha portato il messaggio del Vangelo nel black metal.

 

Daniele: Quali sono le tue impressioni dopo lo show di ieri? Sei contento della risposta del pubblico?

Sì sono molto contento del pubblico e mi sono divertito tanto! È sempre grandioso suonare in Europa, la gente è sempre molto calda e accogliente e penso che il risultato dello show sia davvero positivo, ne sono davvero contento!

Daniele: Per tantissimi sei una legenda, il pioniere dell'unblack. Perché hai scelto un sound black metal per un messaggio cristiano?

Credo che la ragione principale è perché tornando indietro agli inizi degli anni novanta c'erano moltissimi eventi negativi, chiese bruciate, omicidi e cose di questo tipo. Ho creduto importante per tante persone, anche in Australia, legare questa musica a qualcosa di positivo, mostrare una luce e un punto di vista alternativo rispetto alla prospettiva goth, con lo stesso sound, lo stesso look e la stessa potenza, ma con liriche del tutto diverse, con contenuti positivi. È stata una reazione a tutte le cose negative di cui dicevo prima.

Daniele: Perché hai scelto di rimanere Anonymous (anonimo)?

Beh, molti musicisti black metal utilizzano uno pseudonimo per circondarsi di un alone di mistero. Anonymus suonava un po' come Euronymus dei Mayhem, ma al contempo sottolineava che non era importante la mia identità ma il messaggio di Cristo nella musica e nei miei testi. Ho scelto di non indossare facepainting perché non mi dona (risate, N.d.R.), sembro più un pagliaccio quando sono truccato, con il cappuccio ho anche il vantaggio di non dovermi struccare dopo lo show, quindi è decisamente meglio!

Daniele: Hai suonato anche con i Mortification, perché hai lasciato la band? Continui a mantenere i contatti con Steve Rowe?

Steve e io viviamo molto distanti, quindi a volte è davvero difficile tenerci in contatto. Ma siamo ancora molto amici, ci sentiamo ogni tanto ma non più così spesso. Credo che il motivo principale della mia dipartita dai Mortification sia il fatto che avevo bisogno di concentrarmi di più sui miei studi di grafica, che mi impegnavano a tempo pieno. Purtroppo suonare in una death metal band non ti dà il pane, quindi avevo bisogno di pensare al mio futuro e trovare un lavoro per cui potessi essere felice. Dedicandomi completamente allo studio non avevo più tempo per la band, per suonare in giro.

Daniele: Non ci saranno altre release firmate Horde?

No no! Giusto il disco da studio e il live.

Francesco: E quello di ieri è stato l’ultimo concerto?

Si, anche perché mia moglie è in dolce attesa, quindi avrò bisogno di tanto tempo da dedicare alla mia famiglia. Inoltre mi sto concentrando sulla mia nuova band death metal, i Revulsed. Suoniamo un brutal death molto tecnico, alla Suffocation, Cannibal Corpse, che è la mia prima vera passione, adoro quello stile.

Francesco: E’ una christian band?

Sì assolutamente. Ho una grandissima responsabilità, perché credo nella verità di Dio e credo che sia importante condividerla con gli altri.

Francesco: Come vedi scena christian metal odierna? Cosa ne pensi delle christian metal band di oggi?

Penso che le christian band di oggi siano molto più in linea con i gruppi secular, quindi non so se si può parlare di due scene separate, ma piuttosto di un'unione ed è una cosa grandiosa, perché i cristiani condividono la propria vita e le proprie esperienze con gli altri, ognuno gode della compagnia del prossimo, ed è proprio quello che faceva Gesù, quello che ci ha mostrato, l'essere cristiani non necessariamente a parole ma nelle azioni. Per cui è davvero bello che le due correnti convergano in una grande comunità metal.

Francesco: Sei attivo in una qualche chiesa?

Sì, certo! Mia moglie guida la lode nella nostra chiesa di 1500 persone, è impegnata con la musica e lavora a tempo pieno, e io ovviamente condivido questa vita. Ed è fantastico!

Daniele: Hai un ultimo messaggio per i nostri lettori?

Grazie mille per il supporto dimostratomi nel corso degli anni, state vicini a Dio e non vi allontanate mai, Lui è il motivo per cui creiamo musica. Stay brutal and stay hard! Spero di vedervi presto, Dio vi benedica!

 

 

 

Daniele Fuligno, Francesco Romeggini

(con la collaborazione di Sara Passannanti)

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