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Judith, è un’artista già nota nell’underground metal italiano con
il progetto progdoom Raving Season, con il quale ha registrato il
promettente Ep "The Brightness Of My Disaster". "The Path" è un disco
coraggioso e molto emozionante, lontano anni luce da mille luoghi comuni
concettuali e musicali, molto grossolanamente definibile come un lirico
e gotico dark ambient.
Ciao Judith, come definiresti la tua musica, aldilà delle
etichette, ma per aiutarci a capire?
Ho sempre
l'impressione che la visione che ho io della mia musica sia diversa da
quella di chi ascolta, ma proverò comunque a definirla. Direi che le mie
canzoni si basano su melodie molto semplici e dirette con cui vengono
costruite atmosfere gotiche e
molto
malinconiche, ma senza essere opprimenti. L'evidente influenza della
musica classica non è stata programmata, penso sia successo perché è il
tipo di musica che ho più ascoltato e incamerato durante gli anni
passati. Per il resto posso solo dire che la composizione è stata del
tutto naturale, diretta e oserei dire in totale onestà con quello che
provavo.
In che modo ti senti legata alla scena metal, cristiana in particolare?
Mi sento molto
legata alla scena metal, è stata ciò di cui mi sono nutrita per
moltissimi anni, mi ha fatta crescere come musicista e mi ha fatto
incontrare le persone più importanti della mia vita. Riguardo la scena
cristiana ovviamente le sono particolarmente affezionata, perché non si
tratta di condividere solo gli stessi gusti musicali, ma anche la
propria fede, camminando insieme anche grazie al grande potere che ha la
musica. Ai concerti e raduni a cui ho partecipato ho avuto davvero la
sensazione di stare in famiglia, e questo mi è capitato molto raramente
nella vita!
I
tuoi testi fanno riferimento, spesso, al concetto di "innocenza" e
"purezza"? Vuoi delucidarci?
La purezza di cui
parlo è lo stato in cui risiedevano la mia anima e la mia mente prima
che alcuni eventi influissero molto negativamente su di me portandomi a
odiare me stessa, gli altri e la vita in generale. Ma un giorno ho
capito che mi ero trasformata in qualcosa che non mi rappresentava
davvero, che ero stata crudele con me stessa, ancora più di quegli
eventi. Ed è stato in quel momento della mia vita che ho incontrato Dio.
Ho capito quanto fossi debole, persa e profondamente assetata di
amore...Senza dilungarmi troppo, aggiungo che solo nel rapporto con Dio
ho trovato quella purezza, solo nell'amore disinteressato
quell'innocenza, e solo nel Vangelo qualcosa che potesse davvero
rappresentarmi. Nel periodo in cui ho composto "The Path" mi sembrava
tutto molto chiaro e semplice, poi la mia vita è cambiata moltissimo, ma
riascoltando queste canzoni ho l'impressione di avere ancora dentro un
po' di quella purezza che ho cercato di cristallizzare nella mia musica.
Ci diresti qualche parola su ogni song?
Dark garden
parla di quando mi sono resa conto di aver perso le uniche cose che
contavano davvero, ritrovandomi a un punto morto, senza sapere che
strada prendere. Innocence inside rappresenta la canzone della
rinascita, di quando ho capito che niente era davvero perso, ed ho
iniziato a seguire una nuova direzione. Con Sigillo ho tentato di
esprimere la mia sete di vero amore, un amore per il quale dare la vita.
Eden lost è molto difficile da spiegare per me. Dirò solo che è
l'emblema della malinconia che porto dentro. The door parla del
totale cambio di prospettiva di vita e della serenità che ho provato a
sentire di fare finalmente
qualcosa
di giusto per me. Il primo verso del testo spiega tutta la canzone:
"Cosi oscura è la porta per il posto più luminoso dentro di me". Ho
potuto aprire quella porta dopo un cammino molto tortuoso, abbandonando
il passato, ovvero "la mia casa piena di cenere", per poter essere
quello che sono davvero. My everything è una preghiera recitata
in un momento di totale adorazione, in cui mi sono sentita abbracciata e
protetta. Infine Thirsty for ever è la canzone cristiana più
esplicita, in cui dico che avrò sempre sete di Dio, lo continuerò a
cercare e prometto a me stessa di non perdermi di nuovo nel 'Dark
garden' di cui ho parlato nella prima canzone.
Canterai ancora in inglese o sceglieresti, che so ,l’italiano, o il
latino? Quali sono I tuoi prossimi progetti?
Continuerò
sicuramente con l'inglese, forse aggiungendo qualcosa in italiano.
Alcune canzoni erano state scritte in italiano ma poi ho deciso di
tradurle tutte in inglese, che per questo tipo di canto è molto più
fluente e appunto musicale, per la lirica vera e propria invece mi trovo
molto meglio con l'italiano, e dato che il prossimo album sarà
probabilmente più maestoso e tragico lo userò maggiormente insieme alla
lirica. Il latino mi piace molto a livello estetico ma non credo abbia
senso per me utilizzarlo in questo momento. Per quanto riguarda i miei
progetti in questo periodo sono impegnata con il nuovo album dei Raving
Season, e quando ho tempo scrivo qualcosa per il mio prossimo lavoro,
per il quale ho già qualche pezzo pronto, ma darò la priorità alla band
fino all'uscita dell'album.
Cosa esprimi con il tuo curatissimo, semplice ed evocativo artwork?
L'artwork vuole
esprimere la ricerca della perduta innocenza attraverso le tetra foresta
della vita. In copertina è rappresentato il sentiero, simbolo della
nuova direzione intrapresa, ed in lontananza una bambina che lo
attraversa, ovvero la mia anima fragile e piccola. Inoltre la foto sul
libretto rappresenta pienamente come mi sento,
una persona che
seduta nell'oscurità cerca di concentrare la sua attenzione sull'unica
cosa ancora candida che ha vicino.
Come è avvenuto il processo
di composizione e registrazione in "The Path"? So che sei una pianista,
suoni tu nel disco?
Le canzoni hanno
avuto una lunghissima gestazione. Ho
iniziato molti
anni fa scrivendo piccoli pezzi al piano. All'epoca non cantavo neanche,
studiavo pianoforte e solo successivamente ho intrapreso la via del
canto.
Poco prima di registrare i pezzi sono stati arrangiati con le tastiere
ed hanno assunto la forma che avete sentito. Ma in fase di composizione
continuo a scrivere per piano e voce, è sicuramente il metodo più
conforme alla mia impostazione.
Quali sono i dischi cristiani e secolari che ami maggiormente?
"The Return Of The
Black Death" degli Antestor è il disco che mi ha cambiato la vita; ce ne
sarebbero moltissimi altri da nominare, ma i primi che mi vengono in
mente sono sicuramente "Requiem - Mezzo Forte" dei Virgin Black e "New
Dawn" di Metus. Per i secolari "October Rust" dei Type o Negative, per
sempre il mio gruppo preferito in assoluto e che continua a parlarmi
come la prima volta che li ho ascoltati 10 anni fa! Poi sicuramente i My
Dying Bride di "The Angel And The Dark River" e infine pari merito "The
Morning Never Came" degli Swallow The Sun e "Beyond The Veil" dei
Tristania.
Oltre alla musica quali sono i tuoi principali interessi ed attività?
Dopo la musica
l'architettura e la letteratura sono i miei maggiori interessi, inoltre
mi piace molto visitare posti nuovi, soprattutto quelli immersi nella
natura.
Un saluto agli amici di whitemetal.it...che già conosci.
Un grande
abbraccio a tutti, e un ringraziamento speciale per interessarvi alla
mia musica, è molto importante per me.
Daniele E.
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