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MEMBERS OF GOD
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Members Of God

 

Direttamente da Salerno, i Members Of God, un altro gioiello della scena white metal italiana, autori di un maestoso e sinfonico progressive metal. Risponde alle domande di questa intervista il talentuoso chitarrista Alex "Uriel" Pinto.

Siete una band con un'unica release abbastanza recente, ma quand'è che siete nati come gruppo musicale?

Il progetto Members Of God nasce nel 2009 dal sodalizio di Jesus Of Nazareth (singer) e i fratelli Pinto. Il progetto decolla in una passione intramontabile che permea con serietà e accortezza il Verbo di Dio incarnato in un sound metallico che ne esprime la maestria e l’efficacia attraverso complesse architetture prog sinfoniche.

Sicuramente tra le vostre band di riferimento ci sono gli Shadow Gallery a cui avete dedicato il musical "The Lords Of The Spirit" in memoria di Mike Baker. Ci puoi parlare di questo progetto?

La musica degli Shadows da sempre ci ispira emozioni libere: l’arte, dopo l’ascolto di dischi come “Carved In Stone”, diventa liberante: il mio cuore si slaccia dagli handicap esterni e può volare, dissolversi e ricomparire, morire e risorgere, esprimersi in ogni regia fantasy che trasgredisca ogni legge fisica che schiacci ciò che ho da dire. Bene, abbiamo voluto restituire questo contenuto a Mike Baker, colui che, insieme ai suoi compagni, ci ha venduto per pochi spiccioli questo contenuto esatto dell’arte; un contenuto che ci ha conferito pieno diritto di parlare per assurdi, qualora corrisponda alla nostra vocazione. Di fatto quasi per chiunque è un assurdo che Dio possa incarnarsi in una metal band.

Che emozione vi hanno dato le parole di ringraziamento che Carl Cadden-James ha avuto per voi?

Un’emozione molto semplice, ma non per questo piccola: il contenuto è giunto pienamente a Carl. L’aver parlato in quel modo testimonia che lui ha riconosciuto, dietro i nostri sentimenti permeati in “The Lords Of The Spirit”, i suoi, a prova del fatto che le emozioni che proviamo all’ascolto degli Shadow Gallery corrispondano alle loro. Benissimo: dialogo tra artisti pienamente riuscito.

Quali altri gruppi vi hanno influenzato dal punto di vista musicale?

Abbiamo ascoltato davvero di tutto; ognuno di noi cerca di porre nella musica dei Members i più sterminati contenuti in modo semplice, netto, mai eccessivo. Il nostro ascolto ha amato Shadow Gallery, Dream Theatre, Fates Warning, Pain of Salvation, Marty Friedman, Testament, Alice Cooper, Sepultura. Nutriamo forte passione per i grandi della musica classica e romantica, ad esempio Mahler, Prokoviev, Ravel, Debussy, Satie. Amiamo grandi autori di musica da cinema come James Horner, John Williams, Trevor Jones. Spaziamo nell’ascolto del canto ebraico, salmodie e Jubilus palestinesi; amiamo i Dead Can Dance e Lisa Gerard, amiamo gruppi del vecchio progressive come Emerson Lake & Palmer, gli Sky… ma forse a questo punto è meglio fermarci.

Ho letto sul vostro sito che è stato grazie al vostro cantante e ai suoi studi teologici che avete deciso di usare il metal come portatore del messaggio di Cristo. Puoi fornire qualche dettaglio riguardo questo aspetto? In particolare, come mai la scelta di rappresentare in modo così diretto Gesù tramite il vostro cantante, che addirittura porta il nome d'arte di Jesus of Nazareth? Personalmente non conosco altri gruppi cristiani che si presentino in tali vesti.

L’esperienza cristiana del cantante che, oltre ad essere ben informato in materia, esercita con coerenza anche una certa attività umanitaria, ha decisamente segnato l’identikit della band e di ogni singolo musicista. Crediamo fermamente nella parola di Dio, ne abbiamo riscontrato gli aspetti profondamente liberanti, capaci di slacciare l’uomo da tutte quelle asfissianti manie arriviste e rivali. L’uomo non è fatto per affermarsi, per dominare, per atteggiarsi a leader, per celebrarsi, per sentirsi desiderato. Prova che tutte queste fisse (che ogni uomo onesto ammette di avere) siano una grande put***ata, è il fatto che fanno soffrire. Già! Questa me**a disintegra il cuore, tra fatiche sterminate, traguardi mai completi e un mare di solitudine. Cristo è il Solo che, da 2000 anni, sa dirti questo con sapienza e modernità bestiali, dandoti una grande password per lo sballo: qualcun altro, non te. Il mio fine sei tu, non io, capisci? In questa ottica, ognuno diventa una risposta a ogni domanda del mondo, semplicemente… perdendosi per trovarti. Mentre l’egoismo non è che parlare da soli, come fanno i pazzi, l’amore è parlare a qualcuno, darsi, frantumarsi per costruire te. Fallo e vedrai chi sei veramente: un gran medico, chiunque tu sia! Questo sono io, questo sei tu: un software di risposte per il mondo. Se questa non è gioia! Bene, non c’è lingua che questo messaggio non sappia parlare. Il metal è un ottimo slang per parlare di Dio e dei Suoi aspetti più polemici e possenti, che vanno oltre quel pietismo ipocrita giustamente ignorato dalle masse.

Perché il cantante si chiama Jesus of Nazareth? Semplice: perché ognuno dovrebbe incarnare questo nome in ciò che fa. La gente non si fida di chi chiacchiera. Vuol vedere, toccare, pretende la stessa evidenza di Cristo risorto che fa toccare le Sue piaghe a Tommaso. Con Dio a fianco, contiamo di compiere bene questa missione: incarnarLo nel nostro dialetto: il Metal.

Nella vostra musica usate anche strumenti tipici siropalestinesi. C'è un motivo particolare che vi ha spinti a questa scelta?

Viaggiare nella cultura storica del Nazareno, esaminare il Suo messaggio nel Suo contesto nativo e riportarlo a oggi. Un’idea che crea un buon plug-in: Metal e sonorità ebraiche. Tutto qua!

Come è stato il vostro ingresso nella scena metal italiana? Vi ha dato qualche ostacolo il pregiudizio nei confronti della fede cristiana che dilaga nella scena metal secolare?

Ci ostacola molto di più il dissenso di certe mentalità bigotte, il cui pietismo buonino, per così dire, con molta ipocrisia, non ammette che Cristo disturbi ogni tanto quella quiete assuefatta nelle pagelline tranquille e ascetiche che circolano nelle chiese. Buonismo, ecco cosa ci ostacola! Se Cristo fosse stato buonista non avrebbe certo frequentato bordelli e ambientacci con l’intento di andare ad amare qualcuno. La croce con cui l’hanno punito per questo scandalo, oggi tocca un po’ a noi. La trasciniamo volentieri, all’insegna di un pubblico metal che sembra molto propenso a confrontarsi con un messaggio in cui si riconosce nei suoi intenti anticonformisti, di protesta, di lotta al pregiudizio, di energia, di polemica, di un essere uomini autentici, non soggetti a quel vomitevole compromesso che ti da il benvenuto nel mondo in cambio dell’ipocrisia.

Avete in cantiere qualche progetto per il futuro?

Comunicare a più non posso il nostro messaggio, dare il nostro tributo a un credo bisognoso di pulizia; e un disco molto più violento e intenso, attualmente in corso.

Grazie per questa intervista. Vuoi lasciare un ultimo messaggio ai nostri lettori?

Chiunque vi abbia pubblicizzato un Dio dello sforzo, dei sensi di colpa e di una giustizia da quattro soldi è un bugiardo. Lasciatevi apprezzare per come siete: gente piena di dignità, grandi buongustai del Rock’n’Roll!

 

Andrea Monti
(con la collaborazione di Daniele Fuligno)

 

 

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