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INTERVISTA
4/2/2006
 
 

Metatrone

 

Ormai sono passati parecchi anni dalla prima intervista e dall’ultima volta che li abbiamo incontrati all’Elements of Rock 2008. E’ stato perciò doveroso (e soprattutto un piacere) intervistarli una seconda volta durante l’Elements of Rock 2013 per farci raccontare se e come la band si è evoluta in questi anni. Ecco a voi i Metatrone.

La prima domanda penso che sia d’obbligo: che effetto vi tornare per la seconda volta all’Elements of Rock?

Tony: Sono passati cinque anni ed eravamo più giovani, ma fondamentalmente non è cambiato nulla. Quando noi suoniamo ritorniamo sempre giovani come venti anni fa quando ci siamo conosciuti e ritornare negli stessi luoghi rincontrando i vecchi amici che non vedi spesso se non in questi contesti, è ultra piacevole.

Dalla vostra prima partecipazione al festival svizzero, anche se eravate già conosciuti a livello locale e italiano, siete poi cresciuti molto non solo a livello tecnico, ma anche mediatico. Come avete vissuto tutto questo?

Tony: Beh, effettivamente l’ultima volta tu ancora non eri prete…

Davide: Si, ero seminarista. 

Tony: Ma come ti dicevo prima, effettivamente non è cambiato tanto. Con il nuovo disco abbiamo dato un’impronta decisa e netta di quello che facciamo, senza compromessi e senza metafore se così si può dire. Noi siamo quello e noi facciamo quello! Il tutto poi è venuto fuori e l’abbiamo vissuto con naturalezza, non è stata una cosa forzata.

Come vi confrontate con la scena secolare?

Tony: Recentemente a Catania abbiamo suonato in due manifestazioni musicali affianco ad altri gruppi metal estremi con un messaggio opposto al nostro. Non era come in questo contesto, che pur facendo death metal puoi portare un messaggio cristiano, lì era proprio l’opposto. Fondamentalmente i musicisti li conoscevamo già, perché comunque condividi gli stessi ambienti e con uno dei batteristi incontrati si suonava insieme anche funk o tutti gli altri generi. All’epoca mai avrei potuto pensare che oggi mi sarei trovato a fare metal cristiano e mai avrei potuto pensare che lui ora suona death metal con un messaggio, fammi dire tra virgolette, satanico. Ci siamo trovati però abbastanza bene, anche se i contestatori ovviamente non sono mancati. In questi ambienti ricevere applausi e al tempo stesso sentire il deficiente che sta bestemmiando, vuol dire che il nostro messaggio è chiaro, che stiamo evangelizzando e dando qualcosa: quindi è stato positivo.

Rispetto a "La Mano Potente" siete a mio parere cresciuti anche a livello del sound. "Paradigma" è più duro, più energico e più esplosivo. Come siete arrivati a questo risultato?

Stefano: In realtà il nostro sound cresce con noi. "Paradigma" riassume quello che abbiamo vissuto nel periodo trascorso prima della pubblicazione. Non è perciò una scelta a tavolino: si diventa più grandi, si passa attraverso delle fasi un po’ delicate della vita e quindi trasformiamo in musica questi sentimenti. Per questo il sound di “Paradigma” è particolare, riflette un momento altrettanto particolare della nostra vita.

Avete nuovi lavori in programma? Potete darci qualche news?

Davide: Stiamo preparando un singolo molto particolare. E proprio perché è particolare lo faremo uscire come singolo. Sarà politicamente schierato, non in senso di politica italiana, ma sarà schierato verso il popolo. Vi saranno delle sorprese. E poi stiamo preparando anche il nuovo full-length, sempre con il tema che ci viene più spontaneo:Gesù Cristo e la persona al centro.

Per finire un saluto a WhiteMetal.it, a tutto il popolo di Cristo che in qualche modo ha creduto in voi, che continuerà sicuramente a seguirvi e a quelli che crederanno in voi, in quello che fate e che vi permetterà di essere un tramite per il Signore.

Davide: Noi siamo grati al Signore perché voi di WhiteMetal.it ci siete. Non è una frase fatta, non è retorica: non è importante chi ascolta o chi suona, siamo tutti una grande squadra, una grande famiglia con Cristo al centro. Lo stesso nome di WhiteMetal.it lo dice: cerchiamo di essere bianchi, cerchiamo di essere in Cristo tutti uniti perché è Lui che ci unisce… poi sappiamo bene che se in più c’è la passione per il metal, allora veramente facciamo grandi cose insieme! Grazie WhiteMetal.it!

 

 

Giovanni Paolo Spanu

(con la collaborazione di Daniele Fuligno)


 


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