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MONOTHEIST
Unforsaken
 
 

Monotheist

 

Mancava nella scena del metal cristiano qualcosa di simile agli Opeth o agli Arcturus?Sì, e la risposta finalmente è arrivata: In Vain e Monotheist, questi ultimi ancor più sorprendenti perché autoprodotti, ma ciononostante il loro debut è sensazionale. Ne parliamo col mastermind del progetto, l'ispiratissimo Prophet.

Allora Prophet, i Monotheist per quanto mi riguarda sono stata la band rivelazione del 2007 per la scena cristiana: siete entrati direttamente nel mia top band scalzando nomi molto più celebri! Siete tutti giovanissimi eppure avete sfornato un debut full-length memorabile, di cui tu sei l’unico compositore ma in cui fondamentale risulta il fantastico growl di Jake Rice. Qual è la storia, musicalmente parlando, tua e di questo progetto?

Be' innanzitutto grazie per i complimenti, li apprezzo molto!

Questo gruppo ha iniziato come solo project nel 2004, e soltanto più tardi ho deciso che doveva diventare qualcosa di più serio, una vera band. Originariamente ci chiamavamo Beneath The Flesh, ma ho poi cambiato nome in Monotheist, perché i nomi dei gruppi con una sola parola suonano meglio. Ho trovato Elyssa grazie ad uno dei miei migliori amici e poi ho incontrato Jake e il nostro secondo chitarrista, Isaac, grazie ad internet. E’ così che siamo ora.

La drum machine è programmata egregiamente, ma il lavoro di un vero batterista darebbe più lustro al progetto. So che è molto che lo state cercando, ma niente da fare, anzi, ci sono stati diversi problemi di gestione della line-up.

Sì, abbiamo trascorso un  periodo difficile cercando un batterista adatto per il nostro gruppo, ma recentemente abbiamo provato diverse persone e forse fra queste potremmo trovare qualcuno, vedremo cosa accadrà. E’ tutto nelle mani di Dio. Comunque il prossimo album sarà sicuramente con un vero batterista. Anche se questo significa dover affittare un drummer-studio.

"Unforsaken" è un lavoro di avantgarde ed extreme metal ricco di influenze, in cui si notano principalmente gli Opeth, Extol, Death, Kekal, ma in cui poi il sound risulta molto personale: vuoi parlarci del tuo sound e delle tue ispirazioni?

Be' hai praticamente nominato le mie principali influenze: Extol, Opeth e Death. Sono anche molto influenzato da gruppi come Emperor, Suffocation, Immolation, Wintersun, Arsis, Metallica, ecc, ma mi piace ascoltare molta musica anche al di fuori del metal. Sono un grande fan di Allan Holdsworth e adoro il fusion jazz così come la musica classica e barocca, e anche il rap e l’hip hop, che tu ci creda o no! (sono un grande fan di 2pac... ahah).

La produzione di "Unforsaken" è ben bilanciata ma poco cristallina purtroppo, si sente che si tratta di un demo. Te ne sei occupato tu ed hai già fatto un mezzo miracolo. Ma perché una band di tale spessore non ha una label? Avete contatti (sapevo che qualcosa c’era stata con la Bombworks) al momento? Riediteresti mai l’album riprodotto?

Riguardo la produzione , si, in Unforsaken era piuttosto rozza, ma per essere onesti, quando ho iniziato, non era programmato che dovesse diventare un album completo. Ho scritto e registrato Beheading Azazel nel mio laptop intorno al Natale 2005 senza aver pensiero che sarebbe diventato parte di un album; ma poi ho voluto appunto che i Monotheist diventassero un progetto serio. La produzione dell’album è il risultato di me stesso che ha imparato ad autoprodursi, e visto che ero giovane e relativamente senza esperienza non è venuto benissimo. Noterai anche che la produzione migliora con l’avanzare dei brani, e questo perché miglioravo proprio mentre il tempo passava (guarda la differenza tra Shroud e la title-track). Ma sono orgoglioso di quello che sono stato in grado di fare viste le circostanze, e penso che nel tempo sono migliorato come produttore, cosicché posso garantire che il materiale suonerà molto meglio in futuro. Mi piacerebbe poi molto riregistrare l’intero album in maniera professionale e metterlo sul mercato, ma non credo possa essere possibile per un po’.

Grazie per le tue parole gentili riguardo l’album, spero davvero che firmeremo con una label. E’ il mio sogno portare il gruppo in tour in giro per il mondo e diffondere così il messaggio di amore di Cristo, ma per far sì che questo si realizzi abbiamo bisogno di una label. Fino ad ora non è successo niente di concreto. Stavamo parlando con la Bombworks ma ancora non so cosa succederà con loro, spero mi facciano sapere presto. Per essere del tutto onesti non sono troppo preoccupato per ora perché sono più occupato nello scrivere e nel registrare il nuovo disco che deve essere in modo nettamente migliore la rappresentazione del gruppo, e solo dopo ciò sarei più propenso a mandarlo alle label e a concentrarmi sulla promozione.

Il disco è diviso in sole sette tracce e tre movimenti, può essere considerato un concept? Liricamente qual è il la linea guida? Dacci in sintesi una panoramica sui testi.

La divisione è solo un modo di raggruppare i brani basato sul periodo di tempo in cui sono stati registrati (dal momento che l’album è stato registrato in un anno e mezzo). Le prime tre tracce sono le più vecchie e le lyrics sono per lo più contro Satana e il male in generale. Morningstar rappresenta da sola un gruppo a sé stante. Le ultime tre sono le più recenti ed hanno una migliore produzione (questa è la mia opinione) e le chitarre sono accordate più basse. I testi di queste ultime sono, in linea generale, meno aggressivi e parlano maggiormente di amore, di temi più luminosi, se comparati alle prime tre.

Composizioni lunghissime - dei viaggi mentali ed emozionali spesso oltre i dieci minuti - e molto ricche di influenze nel sound, tuttavia sempre omogenee e mai prolisse. Quanto tempo ti richiede creare pezzi del genere?

Sono contento che pensi questo! Ho cercato di comporre dei brani che fossero lunghi ma allo stesso tempo che dessero delle emozioni nell’ascoltarli, non noiosi e prolissi. Mi ci vuole più o meno un mese per scrivere questi brani così lunghi, perché ci ripenso, faccio dei cambiamenti, aggiungo delle cose finché sento che la canzone è pronta.

Il luglio avevi annunciato la lavorazione di "Fading Darkness", ma poi sono subentrati problemi di impegni personali. Com’è la situazione ora?, come sarà il nuovo album dei Monotheist?

Se è nella volontà del Signore, il nuovo album dei Monotheist sarà pronto entro un anno. Sto lavorando affinché sia pronto per l’inizio del 2009; il college mi toglie molto tempo allo scrivere, ma ho iniziato e il demo "Fading Darkness" potrebbe finire nell’album in qualche modo.

Sei un grande fan degli Extol, quindi molto dentro il movimento del christian metal. Ultimamente la scena sembra in grande ascesa, tu che impressione ne hai? Quali sono i suoi grandi punti di forza ed i suoi più gravi problemi attualmente?

Grazie, gli Extol sono in assoluto il mio gruppo preferito! Credo che la scena metal cristiana stia crescendo. So che lo sta facendo dal punto di vista internazionale ma anche qui in America. Per molto tempo c’è stata più che altro un’esplosione di gruppi metalcore cristiani (che non mi piacciono molto), ma ora ora stanno nascendo dei veri gruppi metal che mi ispirano decisamente (Senthacra, Deus Invictus, ecc).

L’unico problema che ho notato in molti gruppi è che tendono a racchiudersi nella scena “cristiana”; questo è il contrario di ciò che gruppi del genere dovrebbero fare: suonare in tutto il mondo e diffondere il messaggio di Cristo. D’altro canto, una volta che si viene a sapere che il tuo gruppo è cristiano, diventa difficile conquistare la scena secolare e ancora di più se non ti concentri sulla musica: conosco diversi metalheads cristiani che si concentrano troppo sul messaggio e non abbastanza sulla musica. Sono dell’opinione che entrambi gli aspetti dovrebbero essere calibrati al massimo, perché di solito la prima cosa che attrae la gente non sono i testi, ma la musica. Conquistarli con la buona musica e poi farli immergere nel messaggio. Tuttavia la musica estrema cristiana sta indubbiamente crescendo e diventando sempre più popolare con gruppi come Impending Doom e As I Lay Dying che ottengono un'ottima critica e in qualche modo o forma rendono il Christian Metal più credibile.

I Monotheist fanno metal estremo: come si può conciliare a tuo avviso il black o il death col messaggio cristiano? Molti secular metalheads ci accusano di incoerenza: perché questa incoerenza in realtà non c’è affatto?

Be', io la penso così: sebbene la cristianità si basi sull’amore, il cammino di ognuno di noi nella cristianità non è sempre rose e fiori. E’ davvero difficile camminare con Cristo. Ci sono molti ostacoli e turbolenze. E’ inutile rimarcarlo, ma essere un seguace di Cristo, specialmente in questi giorni, è molto più difficile che non esserlo.

Credo che la musica estrema rifletta questo cammino. E’ dura, difficile, aggressiva, ma può anche essere lenta e meditativa, e perfino incoraggiante e speranzosa. Estremo non significa necessariamente dark e malvagio, ma può anche essere luce e speranza. Cerco di combinare entrambi gli aspetti di questi sentimenti perché per me il cammino cristiano è composto sia da momenti più oscuri che da quelli più felici; e credo che suonare della musica estrema si adatti bene al messaggio e all’essenza del cristianesimo molto più di quanto alcune persone credano.

Avete mai fatto veri e propri live? Cosa ci dici in merito a questo tipo di esperienza, indubbiamente fondamentale per una band?

Fino ad oggi non ho suonato live con i Monotheist. L’ho fatto con altri gruppi, e solo alcune volte. Comunque trovo che sia fondamentale suonare live, ed è questo il motivo per cui ho messo su la band. Mi diverto ad andare ai concerti appena posso e guardare i gruppi esibirsi dal vivo, è così importante essere in grado di andare fuori, stabilire un contatto con i fans, è davvero il modo migliore per raggiungere le persone.

Trovarvi una label seria, produrre tantissima musica, vivendo, perché no, anche con i ricavi discografici. Sarà mai possibile per voi? E’ un immane spreco che una band di questo talento rimanga confinata nell’underground!

Ti ringrazio molto per il supporto e per le parole gentili. E’ il mio sogno poter vivere della nostra musica. Lo pensano anche gli altri membri del gruppo. Certamente i nostri genitori e le nostre famiglie sono un pochino scoraggiati, non solo per com’è la vita da musicista ma anche per il tipo di musica che facciamo. Non ignoro queste cose. Lo so che è difficile sfondare suonando musica estrema, ma è comunque possibile. Penso che sia importante entrare in questo mondo senza pensare di ottenere parecchio denaro, lo so che non lo faremo mai. Sono più che altro propenso a guadagnarmi da vivere facendo ciò che amo, piuttosto che lavorare, fare soldi ma odiare il mio lavoro. Proprio ora sono in un college e lo odio, ma ne uscirò con un diploma, sarà un buon piano di riserva nel caso che la musica non frutti o nel caso in cui ci impieghi troppo tempo. Ma sì, alla fine spero che riusciremo ad ottenere una visibilità maggiore per poter poi vivere con quello che guadagniamo con la nostra musica. Ancora, è tutto nelle mani di Dio.

A te i saluti finali per i nostri lettori.

Grazie Vaake per l’intervista e il supporto. Grazie a tutti i fan e a tutti per il loro supporto e per le loro preghiere, lo apprezziamo veramente tanto e vi amiamo davvero ragazzi. Spero che coloro che non avevano mai sentito il nostro nome, ora ci conoscano, e spero che gli piaccia ciò che scopriranno. Che Dio vi benedica ragazzi, e speriamo di vederci presto a qualche concerto.

 

 

Vaake

(con la collaborazione di Ilaria Ricci)

 

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