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NOMAD SON
The Darkening
 
INTERVISTA
3/3/2009
 
 

Nomad Son

 

Dopo l'incredibile show all'Elements of Rock, abbiamo avuto l'occasione di scambiare nuovamente quattro chiacchiere con quei pazzoidi fantastici dei Nomad Son. Ecco quello che è venuto fuori:

Com'è andato lo show e che impressione avete avuto sul festival?

Albert: Per me, è la seconda volta qui all'Elements, è sempre un piacere per noi condividere il senso di comunità, vedi tutte queste persone unite, tutti sono pacifici e rilassati, molto calorosi nell'impatto con le band, è sempre una bella esperienza essere qui!

Julian: Il senso di comunità in questo festival è grandioso, straordinario! Abbiamo partecipato a un bel po' festival, ma questo è unico! Tanto è piccolo, altrettanto è pieno di valore.

Chris: E' piacevole e bello, proprio perché è piccolo, perché la gente si diverte e si gode la musica, ci sono tanti bambini in giro. Tutto è tranquillo, gli addetti alla sicurezza qui fanno davvero il lavoro più semplice che ci sia, non ci sono problemi neanche per un attimo. Mi sento così bene qui, le sensazioni che dà questo festival mi fanno capire che sicuramente tornerò! Forse per suonare ancora, forse solo per far parte del pubblico, ma sicuramente tornerò, sì!

Albert: Già, è qualcosa di talmente profondo che ti segna, come individuo. Tanti generi differenti di metal che suonano qui insieme per un unico, grande messaggio che li unisce davvero e voglio sottolineare che la qualità delle band è stata straordinaria, abbiamo ascoltato diversi stili, dall'hard rock al black metal.

Chris: Non c'è stato un solo gruppo, neanche uno, che fosse noioso.

Albert: Già, ci siamo divertiti davvero un sacco!

Come sono nati i Nomad Son? Come vi siete incontrati e avete deciso di suonare insieme?

Chris: Allo studio di registrazione (risate, N.d.R.), stavamo registrando un album con la nostra band, i Frenzy Mono, e mentre stavamo registrando un pezzo il nostro produttore, che è lo stesso dei Forsaken, ci ha proposto di dargli un'impronta più doom. Ok, perché no? Ahahah!

Albert: Noi non ci conoscevamo neanche, nonostante vivessimo sulla stessa isola (risate, N.d.R.).

Chris: Insomma, abbiamo provato a riarrangiare un po' il pezzo. Poi è arrivato Albert, abbiamo chiacchierato un po' e abbiamo condiviso alcuni riff, Albert ha mostrato le lyrics a Jordan (tutto questo è successo in un'ora più o meno).

Albert: Io stavo cercando un nuovo gruppo, che fosse doom ma contemporaneamente avesse del classic rock, e loro mi hanno colpito subito per il loro rock non moderno, ma piuttosto old style.

Chris: Lo studio era già pronto, visto che stavamo registrando il nostro album. Abbiamo registrato queste due canzoni insieme in poche ore e abbiamo capito subito che c'era qualcosa! Come un'atmosfera che impregnava la stanza. Di fatto, la prima volta che senti una canzone è quando la registri, e ti accorgi che è molto diversa rispetto a com'era stata fino a quel momento. Abbiamo inviato questi due brani come demo a quella che poi è diventata la nostra etichetta, la Metal on Metal.

Anche il prossimo album uscirà per la Metal on Metal?

Chris: Certo 

Parliamo del nuovo album: potete descrivercelo?

Albert: Si chiamerà “The Darkening”. Penso che sia quello più vario finora, spazia dal classic rock al doom ma vi è anche una forte componente thrash, come avete potuto sentire nell'ultimo brano. È molto in linea con ciò che sono i Nomad Son, un mix di varie influenze.

Chris: Al momento stiamo registrando, pensiamo di finire a maggio, poi ci sarà il mixaggio e tutto, e sarà pronto per uscire a luglio.

Albert: A volte siamo saturi nel sentire sempre la stessa roba. Con i Nomad Son, nonostante non stiamo inventando nulla di nuovo, stiamo facendo le cose in maniera diversa, abbiamo un approccio unico con la musica, e mi piace pensare che stiamo creando qualcosa di nostro e che ci differenzia dalle altre bands date le nostre diverse influenze e gli stili musicali da cui proveniamo.

Come descrivereste l'evoluzione del sound della band nell'arco di questi tre album?

Chris: Beh, i cambiamenti sono molto lenti, per cui noi non vediamo grandi differenze, perché il sound è parte di noi stessi, delle persone che siamo, e noi stessi come individui cambiamo molto gradatamente, per cui non avvertiamo le variazioni.

Albert: Sai, non ci pensiamo durante la creazione, succede e basta, per cui il sound nasce nel momento stesso in cui nasce la canzone. L'unico aspetto su cui stiamo attenti è il suono della batteria, usiamo pelli vintage, ma tutto il resto viene creato quando suoniamo insieme.

Come vivete il vostro essere cristiani?

Albert: Ad essere onesto, non sono un frequentatore della Chiesa, sono nato in una famiglia cattolica ma sono diventato abbastanza disincantato riguardo alle istituzioni. Viviamo la nostra fede per quello che siamo, siamo molto legati tra di noi ma anche con la gente che non conosciamo neanche. Quello che abbracciamo sono i fondamenti del Cristianesimo, lo spirito di comunità, di solidarietà, di compassione e misericordia, cercando di agire per il bene, è così che viviamo la nostra cristianità. Diciamo che è una nostra personale interpretazione, chiaramente non siamo perfetti ma è quello che ci sembra la nostra strada. 

Chris: Per me, la Bibbia è un libro di riferimento. Come diceva Albert, siamo peccatori, è vero, ma cerchiamo di aiutarci tra noi e aiutare gli altri, e penso sia questo il vero fulcro dell'essere cristiani. Non è ciò che fai davanti al prossimo, è quello che fai lontano dai suoi occhi.

Come vedete la scena del Metal Cristiano a Malta? Se c'è una scena cristian metal..

Albert: In realtà, le uniche band cristiane sono i Forsaken, i Nomad Son e i Rising Sunset, che suonano sua specie di power gothic con voce femminile. Però non direi che ci sia una scena white metal organizzata. Chiaramente tutti siamo cresciuti con una cultura cristiana, per cui comunque, anche se implicitamente, il cristianesimo è ovunque, ma ognuno segue poi quella che sente come la propria interpretazione. C'è una scena doom molto forte, di cui possiamo dire di far parte, per cui molto spesso suoniamo con secular bands, anche black. Ma per noi è un modo di raggiungere tante persone.

Certo! Chiaramente è un ottimo modo di diffondere il messaggio! Dopo il nuovo album, avete in programma un tour?

Albert: Ci sono sempre opportunità di suonare in giro, soprattutto in Europa.

Venite in Italia!

Albert: Beh, sai è strano: è un paese vicinissimo a Malta, ma non abbiamo mai suonato, nonostante ci piacerebbe davvero tantissimo! Abbiamo tantissimi amici in Italia, e anche la nostra label è italiana. Abbiamo molti contatti con band italiane, ma per noi non ci sono tante possibilità di suonare.

Se vi chiamassimo a un festival cristiano verreste (ogni riferimento al Rock for the King è "puramente casuale")? Tra un anno o due...

Albert: ovviamente! Ovviamente! Sarà grande! Dove?

In Toscana.

Albert: Ah, vicino Firenze! La mia squadra è la Fiorentina! (risate, N.d.R.) Viola per sempre! C'è qualche pisano tra voi? (risate, N.d.R.)

No no! Ok dai, allora riusciremo a sentirvi prima o poi. Un ultimo saluto al nostro sito?

Albert: Le mie ultime parole per tutti i lettori: Continuate a tenere vivo WhiteMetal.it, cercate di conoscere sempre nuove band ma contemporaneamente dovete continuare a supportare questi gruppi dell'Elements of Rock! C'è così tanto talento, così tanta positività, un messaggio così forte: dovete continuare a supportare questi gruppi! E continuate a testimoniare che l'heavy metal non è cattiveria e blasfemia, non è negatività, ma è qualcosa che mette insieme tante persone diverse e accresce il senso di comunità!

Chris: Posso aggiungere una cosa? Continuate a far crescere il metal secondo la vostra personalità!

 

 

Francesco Romeggini

(con la collaborazione di Sara Passannanti)

 

 

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