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Showbread

 

Ormai non è più un segreto che gli Showbread siano uno dei miei gruppi preferiti. Dal loro debutto, "No Sir, Nihilism Is Not Practical" al loro doppio album, "Anorexia Nervosa", che è anche il loro capolavoro assoluto, gli Showbread hanno provato di essere artisticamente all’avanguardia, con idee sempre fresche ed innovative, e testi esplicitamente spirituali, introspettivi, satirici e critici. Ed ecco che mi ritrovo ad intervistare il frontman Joshua Porter (o Josh Dies in arte).

Prima di tutto, grazie tanto per il tuo tempo. Sono un grandissimo fan di tutto il tuo lavoro, dai Showbread, al tuo progetto solista (Dies), ai tuoi libri. In fatti devo dire che quando si parla di liriche tu sei, senza ombra di dubbio, il
mio preferito. Quindi, sono curioso, come si svolge il processo di scrittura delle liriche? Dove trovi l’ispirazione?

La maggior parte delle mie idee attinte da qualcun altro. La musica degli Showbread è immensamente ispirata a molti altri artisti, i libri che scrivo sono solamente una versione ridotta di altri scrittori che ammiro, ma niente che si trova al di fuori della mia testa mi ispira davvero. Nel bene e nel male, anche se nel mondo ci fosse solo male, ciò che rimane è la vita, Dio, e la mia testa. Di solito uso referenze bibliche e metafore da libri che leggo, film che guardo, ecc. Ma per quanto riguarda la struttura e le parole utilizzate...sono quel che sono.

Showbread è il Pane della presentazione, offerto a Dio nel Tempio di Gerusalemme. Mi sono sempre chiesto: perché chiamare il vostro gruppo Showbread?

Per via di Matteo 12:1-8

Musicalmente non avete nessun confine, andando dal hardcore punk, all’industrial. Ho sentito che tra le tue influenze ci sono i Nine Inch Nails e i Genesis (che sono anche tra i miei gruppi preferiti di tutti i tempi). Ci sono altri gruppi che hanno aiutato a definire il tuo e il vostro sound?

Quando eravamo giovani stavamo principalmente emulando i MxPx e i
Squad Five-0...credo anche i Refused, specialmente il loro album “The Shape Of Punk To Come”, ed anche i The (International) Noise Conspiracy. Tutti questi sono responsabili per aver pilotato i Showbread nella direzione creativa che abbiamo preso verso il 1999. Quando abbiamo registrato “No Sir, Nihilism Is Not Practical” eravamo talmente ispirati ai Refused che erano il nostro gruppo numero uno. Poi avevamo altre influenze, come i Nine Inch Nails, AC/DC, Queen, Nirvana, e i Flaming Lips, ma questi erano principalmente di sottofondo. Dopo quel disco, soddisfatta la nostra sete di creare un ottimo disco utilizzando quei gruppi come ispirazione, ci siamo sentiti più liberi di prendere le altre nostre influenze e metterle in prima posizione. Le nostre idee coprono uno spettro talmente ampio che tra i nostri album ci sono cambi stilistici drammatici, ed abbiamo ancora spazio per tantissime altre influenze.

Io ti ho visto live un paio di volte, sia con i Showbread che con i Dies, e devo dire che i tuoi concerti sono incredibili! Hai dei momenti preferiti durante i tour?

Quando so che c’è un ristorante che vende i chipotle (peperoncino essiccato messicano, davvero piccante) in città, so di poter mangiare!

Essendo abbastanza attivo nella industria musicale cristiana, cosa ne pensi di essa oggi? Ci sono degli artisti white che ti piacciono?

Io penso sia veramente bello che gruppi giovani siano accettati nei mercati
secolari e la gente sembra essere molto aperta. Penso ci siano parecchi gruppi con un buon spirito che fanno molte cose buone, e anche molti gruppi senza principi spirituali che utilizzano il mercato cristiano per crearsi uno stipendio. Io non sono un grande fan di ciò che succede nella musica di oggi, cristiana e non, per esempio in hardcore, screamo, indie, ecc. Per quanto riguarda la musica cristiana, a me piace roba contemporanea, tipo i Jars Of Clay e Michael W. Smith. Questa è solo una preferenza personale.

Tornando a parlare del tuo libro, ho letto "The Spinal Cord Perseption" e devo dire che la storia è molto interessante, essendo io stesso un fan del horror surreale. Cosa possiamo aspettare dal tuo prossimo libro, "Nevada"?

“Nevada” è stato molto divertente da scrivere. E’ una storia molto più grande, nel senso che con “The Spinal Cord Perception” si sta parlando della storia di un solo uomo e di cosa succede nella sua testa, mentre “Nevada” ha molti narratori diversi, e dozzine di personaggi, ed e’ ambientato su scala globale. E’ molto più bizzarro di “The Spinal Cord Perception”. Sono molto impaziente per la sua uscita. Scrivere è divertente...non sono mai stato eccezionale, i miei libri sono pubblicati indipendentemente e sono imperfetti, ma a me fa molto piacere scriverli, e c’è parecchia gente che li apprezza, il che è molto forte!

Con una nuova release, "The Fear Of God", alle porte, avete creato una grande attesa da parte dei fan. Ho seguito i vostri diari in internet e la vostra pagina Twitter, ed ho letto che con questo album tornerete alle vostre radici di raw rock. Ho anche letto che questo album è stato molto più facile da realizzare dei vostri precedenti lavori. Perché? Hai dei brani preferiti da questo nuovo lavoro?

E’ un ritorno alle radici perché è molto duro ed aggressivo, e molto grezzo. Non ci sono tanti strati e la produzione non è eccessiva, inoltre abbiamo registrato una gran parte di esso dal vivo. Credo che sia stato più semplice da realizzare dato che la nostra nuova line-up è in perfetta armonia questa volta. Io amo tutti i nostri album, ma nello scrivere e registrarne alcuni ci abbiamo messo più tempo dato che molti nel gruppo avevano diverse opinioni e punti di vista, e cercavamo sempre di compensare. Questa volta tutti questi punti di vista sono stati più o meno gli stessi, eravamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda su ogni aspetto, tranne per qualche piccolo dettaglio, che poi si è risolto facilmente. Quindi non abbiamo mai avuto situazioni nelle quali ci siamo trovati in disaccordo su qualcosa, o tali da dover sacrificare qualcosa lasciando l’intero gruppo arrabbiato per il risultato. Mentre ascoltavamo il prodotto finale, tutti ci siamo detti "Non c’e’ nessun pezzo filler, o un pezzo che non mi piace", il che è sorprendente, dato che è sempre difficile cercare di soddisfare tutti. Amo tutti i brani del nuovo album, tutti in modo diverso. Direi però che quello che mi sta più a cuore è Until We Meet Again, che è anche il pezzo finale.

Cosa ci possiamo aspettare dal futuro degli Showbread e di Dies?

Più pazzia!

So che sei un fan dei fumetti, e che loro ti hanno ispirato per i tuoi libri e per certi pezzi. Tra due fan, cosa ne pensi dei ritorno di Capitan America? Ci sono dei fumetti che ti hanno ispirato che vuoi raccomandare?

Sono stato un lettore di fumetti tutta la mia vita, ma negli ultimi anni sono diventato davvero un nerd. Vado alla mia fumetteria di fiducia parecchie volte al mese, e sono abbonato a diversi Marvel. Io amo i fumetti. Capitan America è di sicuro il mio preferito, il che è strano dato che pensavo fosse stupido quando ero un bambino, e dato che ho sempre odiato il patriottismo. Però quando lessi “Civil War” capii che Capitan America è un patriota per ciò che è giusto, anche se è giusto essere anti-Americani. Ha anche combattuto il governo americano fino alla morte. Quindi sono molto eccitato di rivederlo in azione il primo luglio. Daredevil è un altro fumetto che amo, ed ha alcuni dei migliori scrittori di fumetti. Qualsiasi cosa scritta da Brian Bendis è spettacolare, ed anche la nuova serie di Deadpool è divertentissima ed oscura. Io e mia moglie amiamo inoltre “The Walking Dead” di Robert Kirkman, che in poche parole è una soap opera infinita con zombie.

Grazie tante per avermi dato l’onore di intervistarti. Vorresti aggiungere qualcosa ai tuoi fan italiani?

Il piacere è certamente tutto mio, grazie tante per avermi intervistato, vuol dire molto per me. Però ho qualcosa da chiedere ai fans italiani: com’è avere il film “L’Alba Dei Morti Viventi” con il titolo “Zombi” ed avere i film di Fulci come seguiti al film sbagliato? Non è confusionario?

Grazie ancora!

 

 

Christopher Warman

 

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