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In occasione dell’Elements of Rock 2010, non appena conclusasi
l’esibizione dei nostrani Timesword, abbiamo avuto la possibilità
e il piacere di scambiare due parole con il bassista Luca Prederi.
Estremamente soddisfatto dello show e quasi incredulo della bellissima
atmosfera che si respira qui ad Uster, Luca ci ha
parlato
delle impressioni e delle aspettative circa questo festival, della band
e dei progetti futuri.
Soddisfatti dalla vostra esibizione?
Si, moltissimo!
Non so se in futuro ci capiterà di suonare in un altro posto così, non
capita spesso! E’ stato tutto bello e sono molto contento.
Cosa vi
aspettavate da questo festival?
Ma guarda, noi
eravamo concentrati perché ci aspettavamo tanta gente, o comunque
persone che già ascoltano quello che vogliamo fare e che conoscono i
nostri pezzi. Per noi è stata una finestra
importante,
siamo arrivati concentrati. E’ stato fondamentale per metterci in
mostra, dato è stato come un debutto per il nostro Cd. E’ stato
importantissimo e siamo stati fortunati.
Come nascono i Timesword e con quali obbiettivi?
Il gruppo
nasce da Dan
Logoluso che ha iniziato a scrivere i pezzi. Poi è stato chiamato Brian
Beller, il quale mi ha dato molto lavoro da fare, poi sono subentrati
Alex, Alberto e infine Mark, che si è rivelato un grandissimo acquisto.
Ormai siamo insieme da un po’ di anni.
Quanto tempo avete impiegato a realizzare il disco? Il vostro sound
prende molto spunto dai Dream Theater, a quale album in
particolare vi ispirate? Avete altre fonti di ispirazione?
Ma guarda,
ovviamente i Dream Theater sono la nostra ispirazione principale.
In
particolare ci rifacciamo a Images and Words, ma ognuno di noi arriva da
vari generi musicali, classica, Iron Maiden, Stryper e anche thrash
metal. Per il disco ci abbiamo lavorato su per quattro anni, anche a
causa di vari cambi di formazione. E’ un’autoproduzione sia per mixaggio
sia per la masterizzazione.
Cosa ci puoi dire per quanto riguarda le lyrics?
Le tematiche sono
in tutto e per tutto esplicite e cristiane. Peschiamo
dalla Bibbia, in
particolare dall’Apocalisse. World Confusion parla del caos e i problemi
che affliggono il mondo, mentre Real Mistery è un po’ il riassunto di
tutte le tematiche dell’album. Poi c’è Highway to Paradise che è
dedicata ad un amico di Dan che è morto.
Cosa ne
pensate del movimento white metal in Italia?
Mi piacerebbe che
facesse molta più presa sulle persone, che queste intuissero meglio il
vero
messaggio. Purtroppo la maggior parte della gente associa il metal
ad altre situazioni e vengono messi dei paletti. Molte associazioni
estere ci hanno
infatti
rifiutato per i nostri testi cristiani. Dopo tutto Gesù ha detto che
saremmo stati rinnegati nel suo nome.
Spero comunque
che il white metal
faccia sempre più presa.
Non sarebbe bello organizzare un festival solo italiano? Ci sono diverse
band,
come i Metatrone ad esempio.
Magari!
Grandissimi i Metatrone, sarebbe una figata!
A
vostro parere, quali sono i punti di forza del vostro sound, e invece
gli aspetti da migliorare?
Le melodie e le
linee vocali sono uscite molto
orecchiabili e
continueremo a lavorare su questa strada. Rimanendo sempre in ambito
prog,
cercheremo invece
di
amalgamare
di più la nostra creatività.
I
vostri piani per il futuro?
Suoneremo
all’Immortal
Sphere come headliners (30 luglio 2010 Längenbühl in Belgio n.d.r.), e
poi un altro live confermato per il 17 luglio durante un festival dalle
parti di Pavia, ma con la location è ancora da definire. Stiamo
lavorando per mettere dentro altri live e materiale nuovo per il
prossimo lavoro.
Per finire, vuoi lasciare un ultimo messaggio ai nostri lettori? Grazie
per questa intervista Luca.
Grazie a voi per
stasera, siete stati favolosi, grazie ai lettori e a tutta la redazione.
Siete stati grandi e vi ringraziamo di cuore, come ringraziamo tutte le
persone che ci ascoltano.
Daniele Fuligno - Francesco Romeggini - Giovanni Paolo Spanu
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