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12 STONES
Potter's Field
 
 

 

12 STONES
12 Stones
nu
2002 - Wind-up Records
(USA)
www.myspace.com/12stones

 

Inizia nel 2000 la storia dei 12 Stones. Dopo aver registrato una demo, il gruppo verrà adocchiato dalla label major Wind-up Records, che li segnerà e farà uscire il loro debutto self-titled. Dopo che il vocalist del gruppo, Paul McCoy, partecipò all’ormai famosissima Bring me to life degli Evanescence (loro compagni di label), il gruppo suscitò un bel po’ di successo, avendo molti singoli e brani utilizzati per ragioni promozionali per la WWE, fino ad entrare per una settimana nella Top 200 della Billboard. E’ tutto meritato questo successo?

Allora, c’è da chiarire subito che questo album è un genericissimo alternative/nu/post-grunge, che non produce niente di nuovo per la scena, ma solo aggiunge cliché ad un genere già contaminato. La formula è sempre la stessa: versi lenti con chitarre filtratissime, vocals melodiche, e ritornelli con chitarre distorte e vocals aggressive, e qua e là un bridge con qualche scream: la formula è ripetuta continuamente. Pur sapendo questo, non riesco a far meno di non amare questo disco. E’ talmente trascinante nella sua banalità che non riesco a smettere di ascoltarlo, per quanto strano possa sembrare. Dalla opener Crash non si può fare a meno di essere trascinati. Stessa storia con le due seguenti: l’aggressiva Broken, e la più melodica The way I feel. Poi c’è la migliore del platter, Open your eyes, che farà fare i salti di gioia agli amanti del genere, nonché venire la voglia di riascoltarla più volte. Il resto del Cd, come ho già detto prima, segue la stessa formula di questi pezzi, ma è una formula che funziona.

Con questo disco i 12 Stones mostrano di essere tra i migliori nel loro territorio, e il successo riscosso con questo lavoro è meritato al 100%. Non ci sono pezzi brutti in questo album, solo episodi minori. Sicuramente per i non amanti del genere questo lavoro potrà sembrare leggermente banale, ma se vi piacciono alternative e nu metal allora fate vostro il miglior disco prodotto dal gruppo fino ad oggi.

Christopher Warman

VOTO

82

 

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