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2TM2,3
Pascha 2000
industrial
2000 - Metal Mind Productions
(Polonia)
www.myspace.com/2tm23

 

Una vera scoperta quella che stiamo ascoltando! Un gruppo di signori musicisti polacchi riunitisi per questo progetto che li ha portati a ben otto album e a diversi tour in tutta Europa. Il tutto è nato per gioco e per fede, ma si sono ritrovati a fare il tutto esaurito e ad essere molto apprezzati anche dalla critica. L’idea venne al vocalist Tomasz Budzyński, conosciuto per essere non solo un musicista apprezzato in differenti ambiti musicali, tra cui distinguiamo il punk-rock, ma anche per essere un songwriter e un pittore molto apprezzato in patria; insieme ad altri dodici musicisti hanno messo su questo gruppo dal nome senza dubbio originale: "Come un buon soldato di Gesù Cristo, soffri insieme a me", sono le parole dell’apostolo Paolo a Timoteo.

Iniziamo subito con la tiratissima Shalom, dalla linea orientaleggiante, che sarà una costante in molte canzoni qui contenute, a mo’ di richiamo al booklet di cui parleremo dopo; ottimi passaggi di basso e chitarra, quest’ultima come in tutte le song, è altamente arricchita di effetti come l’industrial goth comanda. Cantano in lingua madre, ma per fortuna è possibile capire dai riferimenti scritti nel booklet a quale passo della Bibbia si riferiscono; in questa prima traccia è facile ricondurre alle parole di Is 61, 2-3. Contaminazioni da urban style per Psalm 40; la diversa provenienza musicale dei vari componenti, fanno di questo lavoro un insieme di colori dai marcati tratti industrial; di gothic ne troviamo soprattutto nella scelta dei passi biblici utilizzati. Continuiamo su questo stile con Psalm 122, ove le chitarre sono in low-motion e il basso comincia a farsi più presente, chiudendo in modo originale questo pezzo. Szema Izrael (Dt 6, 4-9) è sulla strada del low-motion, in cui la fanno da padrone gli strumenti a percussione, che sono davvero tanti e ci regalano un tocco folk molto gradito. Una "lettera alla Chiesa", List do Kosciola (At 3,15-20) appunto, si esprime lasciando spazio alla sola voce; troviamo più grinta nel coro di sostegno al ritornello e ricordar l’uso dei sintetizzatori è quasi superfluo! La prima song con voce femminile è Psalm 23, in cui troviamo anche l’uso del sitar e di altri strumenti folk; la voce è duttile, eterea e ci fa sognare la terra d’Oriente che ha dato i natali a nostro Signore. Più orientata nell’hard-rock questa Nie lekaj sie (Non temere) (Is 11, 6-9.16), martellante al punto giusto, quasi giocosa sul finale. Bellissimo arpeggio di basso dai risvolti punk in Pozwolcie dzieciom (Lasciate che i bambini…) (Lc 18, 15-23), realizzato da questo misterioso Dr Kmieta. E ancora il basso torna a stupire addirittura in slap con Gdzie ona jest? (Dove sei?) (1Cor 15, 54-55); song molto particolare: influenze latine con spruzzate rock, intrusione di strumenti celtici e chi più ne ha, più ne metta. Dalle lande industrial, Efatha (Dn 6,17.28), esprime accompagnato da voce di soprano, la vicenda del profeta Daniele con poche parole, quali: “Egli salva e libera, fa prodigi e miracoli in cielo e in terra: egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni”. Infine, con Psalm 130 concludiamo con un down tempo di tutto effetto.

Curiosità: mentre ascoltavo questo disco, ho notato sul retro del booklet una firma di un certo "KIKO", così sono andata a leggere all’interno di questa cover molto professionale e ho scoperto che l’art-graphic di questo lavoro è stata realizzata da Kiko Argüello, fondatore del movimento dei Neocatecumenali. Un vero scoop. Ottimo disco dalle mille influenze, dalle svariate evocazioni musicali a colpi di goth. In attesa di recensire altri album, godetevi questo!

Roberta Cannone

VOTO

84

 

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