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Quattro anni sono scorsi dal sorprendente debut
"The Weight Of The World", e l'atteso come-back del moniker
scandinavo non delude le attese che inevitabilmente da quel Cd ha
generato. La band capitanata dal mastermind Markus Sigfridsson si
presenta con una line-up di ben otto membri: estrema è l'abbondanza nel
reparto vocale, ove accanto agli sconosciuti ma comunque validi Erik
Tordsson e Caroline Sigfridsson troviamo ancora il big Thomas Vikström (Candlemass,
Stormwind e Therion tra gli altri gruppi in curriculum) e
la new entry Christian Liljegren, sì, proprio l'ex Christian Rivel dei
Narnia, tuttora attivo negli Audiovision.
L'ampliato combo di Stoccolma non varia le proprie
coordinate stilistiche, e quel che troviamo nel nuovo "Into Forever"
sono 67 minuti di prog peso, spesso slowly anche se non privo di
cavalcate symphonic power-oriented, in cui ovviamente sovrabbondano le
tastierosità neoclassiche. Composizioni di classe, a volte si tende ad
esagerare quantitativamente cadendo in rischi di ridondanze, come accade
nella anche per ciò trascurabile suite Final wisdom, quasi
venti minuti che sarebbe stato molto più saggio strizzare se non
addirittura omettere. Altra song non convincente è l'ottava Under
the sun, per il resto abbiamo nove tracce solide, con picchi di
mood ed emozionalità che individuerei nella title-track Into
forever, nella nona Scattered mind e nella closer
andante What matters.
Non si replicano i livelli del Cd d'esordio, sound
meno ispirato e che a volte non centra il bersaglio, tuttavia lavoro
ambizioso che conferma il nome dei 7 Days nell'Olimpo del prog
cristiano, ma anche come realtà di rilievo assoluto per quanto concerne
il prog neoclassico.
Vaake
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