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Gli I-Dragon-I
nascono da una costola degli oramai split-up Wedding Party:
questo nuovo gruppo statunitense è formato infatti da due ex membri dei
sopra citati, ovvero William A. Knight e Jamie R. McCavanagh. Con questo
Ep omonimo il duo ci propone un industrial viscerale, tinto di gothic,
che regala degli episodi raffinati ed eleganti, di una bellezza che fa
sprofondare in una spirale di emozioni senza fondo né via d’uscita.
Il disco si snoda
in sette pezzi ed è aperto da un intro in cui una eterea voce femminile
la fa da padrona fino a quando, nel finale, non viene sommersa da urla e
grida disperate, anticamera dell’inferno forse? E ci si addentra ancor
di più in queste atmosfere così crepuscolari con Dragonfly - Part
1: il ritmo è incalzante, le melodie suadenti, la voce
(effettata) del singer avvolgente e grintosa. Ridondanti riff
costituiscono l’ossatura della sinuosa, ma forse un po' troppo
ripetitiva, Angeldust; con ICU si toccano
lidi in cui la malinconia predomina incontrastata grazie alle atmosfere
create da un’ottima tastiera e ad un interessante gioco di voci che
sembrano rincorrersi tra loro. L’intimista When I fall,
dalla struttura piuttosto semplice, si rivela essere uno degli episodi
meglio riusciti: ottime le linee vocali che nei momenti di maggior
pathos regalano emozioni cristalline. Segue la trascinante e avvolgente
Saviour, grintosa ma dal mood decadente per giungere alla
vera perla che chiude questo lavoro, la suggestiva Death of a
century, aperta da arpeggi chitarristici si muove poi in un
crescendo di intensità.
Gli I-Dragon-I
hanno imboccato il sentiero giusto con questo compatto e convincente Ep
di esordio che merita davvero tutte le attenzioni del caso. Speriamo sia
il primo lavoro di una lunga serie, in fondo di saperci fare questi
ragazzi lo hanno, qui, dimostrato ampiamente.
Ilaria Ricci |