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A.W.A.S.
Hope
death
2006 - Self / 2007 - Open Grave Records
(Germania)
www.awas-music.de

 

Quelli che un tempo erano i Torment hanno poi fissato il proprio monicker nel trincerista A.W.A.S. (acronimo di "Acoustic War Against Satan") ponendosi come band di prima linea sacrificale quanto ad idiosincrasia satanista, e invero la proposta sonora si addice appieno alla loro "mission": death/thrash monolitico reso ancor più violento dal gutturale del buon Viktor Kröker, nonché vieppiù nero da insistite partiture black oriented; al crogiolo sommate gli immancabili down tempo sontuosi. I quattro teutonici erano già stati autori di un Ep, e ora escono con un full-length inizialmente autoprodotto ed in seguito professionalizzato dalla firma con la Open Grave Records. Il songwriting di questo "Hope" è tanto seminale quanto ripetitivo, si fatica ad aver nel ricordo cognizione di causa sulle sostanziali differenze tra i vari brani, e ciò anche dopo numerosi ascolti: il leitmotiv in questa tempesta catartica è lo smascheramento del "padre della menzogna", fonte sanguinosa, profluvio di orrori, che può essere lenita solo dalla piena adesione alla Speranza: "The beast, that is called That's called: Satan. / God taught man to love and to live. / Satan seduced to sin, they have to die. Everyone lived in sin. / Satan ruled over them but God sent his holy son, / So you can get forgiveness of your sin, and so eternal live. / He died for you and he died for me You / can resist the beast and get a peaceful and holy live. / Once you will go to heaven, / and God will reward you thousand times. / Do not trust Satan's word. He wants to seduce you. / Fight with me, fight with us, live for Christ and spread his love. / We are strong through Jesus Christ. / At the end of time Satan will be thrown into eternal hell, / everyone who didn't believe it will follow him".

L'Intro lascerebbe presagire ottimi auspici: atmosfere tribal nelle quali acusticamente umbratili eppur ridondanti percussioni creano un qual certo retrogusto "nileiano", tuttavia nel proseguo del Cd la tecnica e la perfezione esecutiva del celeberrimo act da Greenville resteranno solo un miraggio per i volenterosi tedeschi. A seguire il proemio è comunque piazzata una delle migliori tracce del lotto, la bastonata, oscura ma pur rischiarita da guitar riff speranzosi, Your choice, di cui sopra ho citato uno stralcio di lirica. Death thrashoso dall'attitudine in your face per Erfolg?, Damned to death si distingue per qualche buon bridge tecnico e per la presenza in dosi corpose di black con loop dall'aspro sapor di tenebra. La title-track e Sünderwahn sono pezzi simili, ambedue contrappuntistici nel loro miscelare diversi stili (fa la sua comparsa anche il thrash'n'roll). Finish Him è rude thrash, Martyrs' death tritura di cupa e pestata double bass, con doppio growlato intrecciato. Ci apprestiamo alla fine con le cadenze e il sound pieno di Creed, con l'alternanza di thrash'n'roll, black e doom della monicker track A.W.A.S., e per concludere col febbrile death dal mood tormentoso di Saved.

Gli A.W.A.S. si approcciano come un coacervo di old-school, ma in "Hope" si nota tutta l'ingenuità del primo album: composizioni esageratamente simili, fluidità esecutiva non sempre convincente, inoltre stona nel contesto l'assenza di un robusto impianto solistico che l'axeman Konni Epp non è riuscito a garantire. Gli A.W.A.S. hanno materia prima ma devono lavorare sodo per affinarla, ciononostante il risultato è già più che discreto.

Vaake

VOTO

74

 

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