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Ci sono tutti gli ingredienti giusti in questo
impasto post-hardcore del quintetto nordamericano, che, abilmente
miscelati, han dato forma a un signor platter. "Realis" è il
come-back di "The Everlasting Man" - rilasciato l'anno precedente
per altra etichetta -, una specie di concept album la cui prima parte
affronta la disperata visione nicciana e nichilista dell'esistenza, su
cui, nella seconda, subentra non direttamente la speranza cristiana, ma
una specie di dubbio metodico fatto di interrogativi e possibili
risposte agli stessi, qui sì sovente "Christ-oriented".
Musicalmente parlando il disco scorre con estrema
piacevolezza, adatto sia agli amanti del post-hardcore alla Underoath
che dello sludge atmosferico o del puro post-metal strumentale. L'act
miscela in modo maturo e coerente questi diversi elementi, inserendo
accanto al viscerale scream core anche momenti clean i quali se
prevedibilmente non entusiasmeranno gli astanti provenienti dal versante
metallico, soddisferanno quelli del versante emo-alternative. Insomma,
ce n'è un po' per tutti i gusti, e ben dosato. Tutte le song sono
parimenti valide, a partire dall'opener Nightfall.
Menzione dovuta per la terza Withering branches che
intesse nel muro sonoro core una suadente trama post-metal.
Atmosfericissima No light, si dibatte tra l'esacerbato e
l'edulcorato Post tenebras lux, cui segue l'episodio che
prediligo, First light of dawn. In The crippling
fear è marcata ma affatto totalizzante l'anima emo, sul finale
si distingue il drumming costituito di efficaci fill. I cultori di
sludge e post-metal saltino pure l'introspettiva quanto melensa
The warmth of the heavens, il pathos e il furore si reimpennano
ben presto con Seasons; la lunga Ascension
stende un ammaliante tappeto post rock, After infine porta
a termine il Cd con tutti i giusti crismi di una closer song.
Gli A Hope For Home non innovano ma quel che
scelgono di fare lo fanno stra-bene, con personalità, senza cali
emozionali e compositivi, a parte forse un pizzico di ridondanza su un
finale che a mio avviso si sarebbe potuto snellire; ma tecnica, gusto
drammatico, visceralità formale di passioni autentiche rendono
"Realis", tra le miriadi di proposte assimilabili che hanno invaso
il mercato statunitense, un piccolo gioiellino di post-hardcore/metal.
Vaake
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