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L'unblack metal, per quanto si possa diversamente
pensare non conoscendolo, non è un movimento né fanatico né
integralista, è semplicemente "estremo"; ma ciò non vuol dire che in
alcune frange non presenti degli eccessi. Ci sono infatti band che nel
loro antisatanismo (che non è mai "anti-satanisti", quanto invece
"anti-Satana") tendono a "spettacolarizzare" e seppur in buona fede nel
loro zelo a volte trabordano un po' fuori dalle righe, apparendo dei
blackster in tutto e per tutto, solo che con le simbologie rovesciate...
Premessa dovuta introducendo gli Abdijah, perchè questo è uno di
quei casi. Unblasphemerprochorussekinah - questo il modesto nomignolo di
battaglia del mastermind dell'act polacco - nell'ambiente è infatti più
conosciuto per la sua militanza grafica ed estetica cruda e violenta che
per la sua musica. E di musica gli Abdijah ne hanno comunque
prodotta, tuttavia si tratta solo di un breve Ep, che uscì (ovviamente)
per la Son Of Man Records.
Sei tracce per sedici minuti di raw black in stile
Darkthrone, con contenute aperture epiche che mutuano dagli
Immortal...ovviamente solo a livello musicale, perchè nelle liriche
il nostro singer e drummer sfoga rabbia atavica contro l'antico nemico
ma soprattutto rivolge lodi osannanti - con in nota i riferimenti
scritturali - all'unico Imperatore eterno, Colui il cui il supplizio
redentore, appeso a due assi di legno, divenne trono imperituro che ora
domina su tutto ciò che esiste (Who alone is immortal and who lives in
unapproachable light, / whom no one has seen or can see. / To Him be
honor and everlasting power and might forever. / Prise be to the Lord my
rock, / who trains my hands for war, / my fingers for battle. / He is my
stronghold and my deliverer, my shield. / If anyone does not love the
Lord Jesus Christ let him be accursed. / O Lord Jesus come, my salvation.
/ Grace be with all those who love our Lord Jesus Christ in undying
love. / This is the true God and eternal life). Tutto molto bello sì, ma
purtroppo la musica non lo è in egual modo. La produzione di "Satanic Rebellion Crushed"
è modesta, il sonoro lontano, e il songwriting un isterico monolite nel
suo essere gorgo in blastbeats reso tenebroso delle chitarre dei guest
Kriss e Fire (Elgibbor). Le uniche varianti sostanziali sono
nello stile dello screaming, inglobato nel sound e riecheggiante
nell'opener The mighty One e in Esz ochela,
catartico, ferino e invasivo in The Lord is enthroned as King
forever e Kadosh kadosh kadosh. Le terza
Great is the true living God the eternal King è song lievemente
più ariosa, l'epilogo The consuming fire rappresenta il
capitolo migliore, intriso di immortaliana epicità.
Release underground che nella sua sua
semi-amatorialità offre comunque un prodotto crudo e viscerale, che può
trovare le simpatie di chi ricerca furibondo grezzume sonoro, non certo
troppo elaborato, quanto invece estremamente sentito.
Vaake
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