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Quindici straripanti minuti di turbinoso death metal in stile
Death (per le partiture articolate) e Suffocation (per il
furore buio) compongono questo esordio dell'one man project
Abolishment Of Hate,
opera del polistrumentista canadese Jeff Lewis il quale
dimostra di saper suonare in modo sublime ogni strumento, pur
evidentemente non cavandosela col growl: risultato? Una release
completamente strumentale. Prodotto nel 2004 l'Ep venne firmato e
pubblicato con una nuova cover (la prima era senz'altro migliore)
dalla Deathcruch Records: l'opera stupì non poco l'ambiente del
metal cristiano tanto che il nostro Jeff fu contattato ben presto
dai connazionali Sympathy, di cui ora è divenuto membro in
pianta stabile.
Blastbeat, chitarra tecnica, reiterati cambi di tempo, assolo
pulitissimo: non è certo in tono minore che parte l'opener
Sequential devastation la quale con l'andare acquisterà
anche un mood fosco, almeno fino al sopraggiungere di fantasie
compositive di lead guitar, magistralmente eseguite. Riprende l'up
tempo convulso e sovraccarico di cambi ritmici, il finale ci riserva
una partitura quasi epica e cadenze che accompagnano alla sfumata.
Screams from the dead apre con fiamme che divorano le
anime dei dannati tra urla terrificanti, quando attacca la
strumentazione è subito plumbea devastazione. Si alterneranno
sezioni ritmiche fino ad un netto rallentamento ed il sopraggiungere
di una lead melanconica: da qui il riffing si farà swedish oriented
per poi generare un delirante solo; la chiusa è un furibondo
massacro. Arriviamo alla traccia più sperimentale ma meno riuscita
dell'Ep, Dissuader. Articolata, visionaria e giocosa,
non lesina tuttavia accelerate roboanti con tessiture chitarristiche.
Finale in pompa magna per la stordente title track Abolishment
of hate: riff saturi, violenza ipertecnica, mood thriller,
per un tornado nero dall'ascendente pathos, che non potrà non
lasciare ogni deathster con gli occhi sgranati.
L'assenza di parti vocali mi frena dal gridare al prodigio, ma
questo è un autentico clinic di strepitoso death metal strumentale:
tecnicamente perfetto, superlativamente prodotto, trasuda anche
passione e sentimenti al limite. In attesa di un vero album, non
perdetevi questo gioiellino.
Valerio Mei |