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ABOLISHMENT OF HATE
Abolishment Of Hate   (Ep)
death
2004 - Self / 2005 - Deathcruch Records
(Canada)
www.jefflewis.ca

 

Quindici straripanti minuti di turbinoso death metal in stile Death (per le partiture articolate) e Suffocation (per il furore buio) compongono questo esordio dell'one man project Abolishment Of Hate, opera del polistrumentista canadese Jeff Lewis il quale dimostra di saper suonare in modo sublime ogni strumento, pur evidentemente non cavandosela col growl: risultato? Una release completamente strumentale. Prodotto nel 2004 l'Ep venne firmato e pubblicato con una nuova cover (la prima era senz'altro migliore) dalla Deathcruch Records: l'opera stupì non poco l'ambiente del metal cristiano tanto che il nostro Jeff fu contattato ben presto dai connazionali Sympathy, di cui ora è divenuto membro in pianta stabile.

Blastbeat, chitarra tecnica, reiterati cambi di tempo, assolo pulitissimo: non è certo in tono minore che parte l'opener Sequential devastation la quale con l'andare acquisterà anche un mood fosco, almeno fino al sopraggiungere di fantasie compositive di lead guitar, magistralmente eseguite. Riprende l'up tempo convulso e sovraccarico di cambi ritmici, il finale ci riserva una partitura quasi epica e cadenze che accompagnano alla sfumata. Screams from the dead apre con fiamme che divorano le anime dei dannati tra urla terrificanti, quando attacca la strumentazione è subito plumbea devastazione. Si alterneranno sezioni ritmiche fino ad un netto rallentamento ed il sopraggiungere di una lead melanconica: da qui il riffing si farà swedish oriented per poi generare un delirante solo; la chiusa è un furibondo massacro. Arriviamo alla traccia più sperimentale ma meno riuscita dell'Ep, Dissuader. Articolata, visionaria e giocosa, non lesina tuttavia accelerate roboanti con tessiture chitarristiche. Finale in pompa magna per la stordente title track Abolishment of hate: riff saturi, violenza ipertecnica, mood thriller, per un tornado nero dall'ascendente pathos, che non potrà non lasciare ogni deathster con gli occhi sgranati.

L'assenza di parti vocali mi frena dal gridare al prodigio, ma questo è un autentico clinic di strepitoso death metal strumentale: tecnicamente perfetto, superlativamente prodotto, trasuda anche passione e sentimenti al limite. In attesa di un vero album, non perdetevi questo gioiellino.

Vaake

VOTO

84

 

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