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Dopo lo splendido debutto di "Schwarzwald" del 1999,
gli Acoustic Torment ci presentano un altro bel full-length, dal
titolo "My Hope Is In You". Titolo che mette immediatamente nero
su bianco alla loro fede e speranza in Gesù presente nelle lyrics di
questo album, così come in quello precedente. Tornando ancora con la
mente a "Schwarzwald", è difficile non pensare alla brutalità del
loro sound (anche se affiancato da parti acustiche) quasi totalmente
privo di parti melodiche se non nell’ultima canzone Sonnentau.
Chi lo sa, forse in questo ultimo full-length, troveremo qualche sprazzo
melodico, magari per alzare il già ottimo livello di qualità della band!
Quindi, non ci resta che inserire il cd nel lettore e partire con
l’ascolto.
La prima traccia è un intro dal sound industrial, rumoroso,
anzi fastidioso. Per ora molto deludenti, ma per fortuna è durato poco
perché neanche dopo mezzo minuto arriviamo alla prima canzone vera e
propria: Sick world. E ora non ci deludono più: troviamo
immediatamente il loro tipico sound. Inizio semi-acustico e in clean
voice e poi senza renderci conto ci troviamo avvolti in un aspro growl.
Ma la cosa che colpisce di questa canzone è un passaggio in growl
cantato con il sottofondo di chitarre dal suono semi-acustico. Il tema
delle lyrics, da come si può intuire dal titolo è il decadimento morale
di questo mondo, e che l’origine di tutte le malvagità è da cercarsi in
Satana.
The first
commandment
è il brano subito successivo, qui mancano parti acustiche, si tratta di
puro death metal, a tratti velocissimo e buio! Bellissime le lyrics,
versetti presi da molti libri della Bibbia, tutti inerenti al fatto che
vi è un unico Dio in cui trovare salvezza: "I
am the way - follow me.
/
I am the truth - trust me.
/
I am the life - love me.
/
I am the one and only God".
Environmental
disaster
è un bellissimo brano, brutale, con repentini cambi di ritmo. Le lyrics
trattano un tema molto sentito da questa band, quello ecologico, contro
l’inquinamento.
Le
parole che riporto dal testo, sono dure, ma veritiere: "Every day we are
destroying / A part of this beautiful nature. / Stop the ecocide now /
or we will have no future".
Siamo giunti alla
quinta traccia: Atomic threat. Le lyrics ci fanno tornare
alla mente Chernobyl, descrivendo il terrore e il dolore causato da un
incidente nucleare: "No more day without pain
/
Radiation comes with every
blast; / no more walking in the rain
/ normal life is past". Per
quanto riguarda la struttura compositiva troviamo un intro e un outro
acustici in clean voices, mentre il resto è un death forsennato.
Siamo
arrivati a Total global annihilation and the return of Jesus
Christ.
Titolo lunghissimo
per un brano altrettanto lungo, quasi undici minuti. Delle sirene nell’intro
non ci fanno presagire niente di buono, infatti veniamo subito dopo a
contatto con un riff di chitarra molto cupo che ci avvia in un sound
death con diversi cambi di ritmo (cosa ormai ricorrente per questa
band). Tanta brutalità, ma improvvisamente anche qualcosa di melodico:
compare addirittura per qualche secondo, e di nuovo nel finale, un
violoncello! Le lyrics trattano temi riguardanti la fine dei tempi. Un
intro di chitarra distorta seguito a ruota dalla batteria e da un
tenebroso basso ci avvia alla settima traccia, Indiffirent
humanity, cantata con un growl decisamente cupo.
My hope is in You,
il brano omonimo all’album, ha una complessa struttura compositiva che
alterna death con altri passaggi quasi doom dal ritmo decadente, oppure
parti velocissime cantate in un growl soffocato, quasi screaming. Il
finale è comunque la parte migliore, poco più di un minuto dal canto
pulito, melodico, accompagnato da un dolce arpeggio di chitarra
acustica. Le lyrics riguardano i Salmi 25 e 28. Siamo ormai arrivati
quasi alla conclusione con Praise the Lord, una versione
death del Salmo 117: a dir poco spettacolare! A concludere tutto,
un’inutile traccia bonus.
"My
Hope Is In You",
è a tutti gli effetti un buonissimo album, anche se forse ci si
aspettava qualche sprazzo melodico in più rispetto a "Schwarzwald".
Non mancano come al solito le ottime parti acustiche, ormai marchio
di fabbrica della band, e notiamo tra l’altro un lieve miglioramento nel
growl a scapito dello screaming praticamente mai utilizzato a dispetto
del precedente album. Purtroppo questo porta strutture compositive molto
simili tra loro, che alla lunga possono annoiare. Il giudizio
complessivo è comunque buono, grazie alle bellissime parti acustiche, in
particolare quella nel finale di My hope is in You.
Daniele Fuligno |