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ACOUSTIC TORMENT
Schwarzwald
 
 

 

ACOUSTIC TORMENT
My Hope Is In You
death
2002 - Self
(Germania)
www.acoustic-torment.de

 

Dopo lo splendido debutto di "Schwarzwald" del 1999, gli Acoustic Torment ci presentano un altro bel full-length, dal titolo "My Hope Is In You". Titolo che mette immediatamente nero su bianco alla loro fede e speranza in Gesù presente nelle lyrics di questo album, così come in quello precedente. Tornando ancora con la mente a "Schwarzwald", è difficile non pensare alla brutalità del loro sound (anche se affiancato da parti acustiche) quasi totalmente privo di parti melodiche se non nell’ultima canzone Sonnentau. Chi lo sa, forse in questo ultimo full-length, troveremo qualche sprazzo melodico, magari per alzare il già ottimo livello di qualità della band! Quindi, non ci resta che inserire il cd nel lettore e partire con l’ascolto.

La prima traccia è un intro dal sound industrial, rumoroso, anzi fastidioso. Per ora molto deludenti, ma per fortuna è durato poco perché neanche dopo mezzo minuto arriviamo alla prima canzone vera e propria: Sick world. E ora non ci deludono più: troviamo immediatamente il loro tipico sound. Inizio semi-acustico e in clean voice e poi senza renderci conto ci troviamo avvolti in un aspro growl. Ma la cosa che colpisce di questa canzone è un passaggio in growl cantato con il sottofondo di chitarre dal suono semi-acustico. Il tema delle lyrics, da come si può intuire dal titolo è il decadimento morale di questo mondo, e che l’origine di tutte le malvagità è da cercarsi in Satana. The first commandment è il brano subito successivo, qui mancano parti acustiche, si tratta di puro death metal, a tratti velocissimo e buio! Bellissime le lyrics, versetti presi da molti libri della Bibbia, tutti inerenti al fatto che vi è un unico Dio in cui trovare salvezza: "I am the way - follow me. / I am the truth - trust me. / I am the life - love me. / I am the one and only God". Environmental disaster è un bellissimo brano, brutale, con repentini cambi di ritmo. Le lyrics trattano un tema molto sentito da questa band, quello ecologico, contro l’inquinamento. Le parole che riporto dal testo, sono dure, ma veritiere: "Every day we are destroying / A part of this beautiful nature. / Stop the ecocide now / or we will have no future".

Siamo giunti alla quinta traccia: Atomic threat. Le lyrics ci fanno tornare alla mente Chernobyl, descrivendo il terrore e il dolore causato da un incidente nucleare: "No more day without pain / Radiation comes with every blast; / no more walking in the rain / normal life is past". Per quanto riguarda la struttura compositiva troviamo un intro e un outro acustici in clean voices, mentre il resto è un death forsennato. Siamo arrivati a Total global annihilation and the return of Jesus Christ. Titolo lunghissimo per un brano altrettanto lungo, quasi undici minuti. Delle sirene nell’intro non ci fanno presagire niente di buono, infatti veniamo subito dopo a contatto con un riff di chitarra molto cupo che ci avvia in un sound death con diversi cambi di ritmo (cosa ormai ricorrente per questa band). Tanta brutalità, ma improvvisamente anche qualcosa di melodico: compare addirittura per qualche secondo, e di nuovo nel finale, un violoncello! Le lyrics trattano temi riguardanti la fine dei tempi. Un intro di chitarra distorta seguito a ruota dalla batteria e da un tenebroso basso ci avvia alla settima traccia, Indiffirent humanity, cantata con un growl decisamente cupo. My hope is in You, il brano omonimo all’album, ha una complessa struttura compositiva che alterna death con altri passaggi quasi doom dal ritmo decadente, oppure parti velocissime cantate in un growl soffocato, quasi screaming. Il finale è comunque la parte migliore, poco più di un minuto dal canto pulito, melodico, accompagnato da un dolce arpeggio di chitarra acustica. Le lyrics riguardano i Salmi 25 e 28. Siamo ormai arrivati quasi alla conclusione con Praise the Lord, una versione death del Salmo 117: a dir poco spettacolare! A concludere tutto, un’inutile traccia bonus.

"My Hope Is In You", è a tutti gli effetti un buonissimo album, anche se forse ci si aspettava qualche sprazzo melodico in più rispetto a "Schwarzwald". Non mancano come al solito le ottime parti acustiche, ormai marchio di fabbrica della band, e notiamo tra l’altro un lieve miglioramento nel growl a scapito dello screaming praticamente mai utilizzato a dispetto del precedente album. Purtroppo questo porta strutture compositive molto simili tra loro, che alla lunga possono annoiare. Il giudizio complessivo è comunque buono, grazie alle bellissime parti acustiche, in particolare quella nel finale di My hope is in You.

Daniele Fuligno

VOTO

79

 

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