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Gli Acoustic Torment, giovane band tedesca, ci
propongono in "Schwarzwald", il loro primo full-length, un death
metal molto sperimentale, ricco di elementi acustici, affianco a parti
decisamente brutali, sia in growl sia in screaming. La line-up è la
seguente: Tobias Roller (chitarra); Sascha Hornberger (basso e vocals);
Christian Urff (drums). Partiamo la nostra analisi delle tracce da Satanic seduction,
e si comincia subito pesante. Dopo un breve riff di chitarra, veniamo
avvolti in un growl tenebroso che scompare lasciando spazio ad un bridge
acustico e clean vocal, che ci collega a delle strofe in screaming. Il ritmo è
veloce, la batteria la fa da padrona in molti passaggi e in questo
vorticoso sound Adamo e Eva cadono nella tentazione del serpente. Da
come si è potuto intuire le lyrics parlano del passo biblico di Genesi 2
e 3, il peccato originale.
Separation è una curiosa traccia dal testo brevissimo, ma
molto significativo: "Sin separates from God / Jesus separates from
sin". Il tutto cantato in growl a ritmi forsennati.
Con The narrow gate ritroviamo un ritmo molto
cadenzato e il singer alterna tra una strofa e l’altra il growl con lo
screaming. Molto bello il finale con un breve assolo di chitarra e la
batteria che impazza dietro velocissima.
Belle
anche le lyrics, basate sul passo biblico di Matteo 7,13-14: "Leave
the road that leads to hell / and enter through the narrow gate / Jesus
wants to be your saviour / Do not let Him wait".
Arriviamo così alla quarta traccia Nuclear warfare,
che illustra l’orrore dell’esplosione di una bomba nucleare. Per
rafforzare le tematiche delle lyrics Hornberger si esibisce in un growl
"selvaggio", quindi ottima interpretazione vocale, ma è niente in
confronto alla traccia successiva, Belated perception, di
stampo black metal. Comincio col descriverne le lyrics. Le parole sono
ricche di sofferenza, sono le parole dell’anima di uomo morto che in
vita ha rinnegato Gesù e ora si trova a soffrire l’oscurità e la
l’afflizione dell’inferno: "A grieving darkness surrounds me /
fearsome screams get through my core / tearing the intolerable silente /
Satan I have to adore / I want to loose my sense". Lo screaming del
cantante è perciò ricco di sofferenza, è impossibile non avvertire un
brivido lungo la schiena nell’ascoltarlo. Il tutto è reso ancora più
angoscioso dal sound black e da un sottofondo di organo. "Eternal agony is my future / Tortured and godforsaken forever / Will I
turn back ever? / Never".
Con queste parole di agonia si conclude questa stupenda canzone, dal
testo molto profondo, che farà riflettere di sicuro tutti i non
credenti! Tra i temi trattati non poteva mancare quello apocalittico
e più in particolare quello del Giudizio Finale: siamo giunti alla sesta Judgement
day, molto cupa che ci porta spesso in
atmosfere quasi doom. Le lyrics sono fedelissime al ventesimo capitolo
dell’Apocalisse. Il penultimo brano è praticamente come il secondo con un
testo brevissimo cantato in growl, ma questa volta non di altissima
qualità.
Lyrics semplici, ma impeccabili: "Choose death or life / Choose /
Satan or Christ / Choose Christ".
Arriviamo quindi all’ultima traccia, Sonnentau:
intro acustico, molto cupo. Il testo della canzone è appena sussurrato e
ci accorgiamo che la lingua è il tedesco. Un bridge con voce in
screaming e chitarra distorta ci porta ad un passaggio nuovamente
acustico in cui compare una bellissima e melodiosa voce femminile
affiancata più tardi dallo screaming di Hornberger. Poi il tutto si
avvia alla conclusione con il loro particolare sound death metal.
É ottimo questo primo full-length. Grande abilità di
composizione per questa band capace di fondere growl e screaming e di
affiancare parti acustiche con altre decisamente brutali. Bellissime
lyrics, ricche di riferimenti biblici e con frasi veramente molto
profonde. Ottimi anche come musicisti, a partire da Christian Urff, il
batterista, capace di dare il giusto ritmo ad ogni fraseggio. Sembra che
non ci siano note stonate, quindi meraviglioso debutto, Acoustic Torment! Ci aspettiamo molto da voi.
Daniele Fuligno
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