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ADAMAS
Evil All Its
thrash
2010 - BPA Records
(Italia)
www.myspace.com/metaladamas

 

Nel 2007, da un’idea di Luigi Castellani (alias Faithful Father), nascono gli Adamas. Nel 2009 ecco venire al mondo l’Ep di debutto dei sei ragazzi di Spoleto, "Exarco", seguito a distanza di solo un anno dal loro primo magnifico full-length sotto l’etichetta discografica della BPA Records: "Evil All Its". L’album è composto da 7 tracce ben coese tra loro, caratterizzate da schemi variabili e spesso innovativi. L’impatto con il primo brano (Baghdad, singin’ in the raid) è notevole: si percepisce immediatamente il particolare sound della band; una sorta di thrash melodico (melodicità data principalmente dall’utilizzo della tastiera alla Children Of Bodom) tendente in svariati punti al prog. Grande equilibrio tra le parti strumentali, specialmente tra chitarra e tastiera, che verso il concludersi del brano si contendono un assolo a dir poco mozzafiato (qualità, bellezza e complessità dell’assolo di chitarra valgono sicuramente come punto in più nella valutazione).

Sulla stessa linea, si apre la seconda traccia, Bitch night. Ancora una volta stupisce il buon utilizzo della tastiera (con un suono che si avvicina molto a quello di un organo). E non si può che godere di un ulteriore assolo da capogiro, eseguito prima dalla chitarra elettrica e subito dopo dalla tastiera per l’appunto. Non sono da meno i pezzi seguenti: Adamas e la melodica ed emotiva Pies from life. Ottima Still alive (traccia più breve, ma non meno importante): 3 minuti e 45 di ottimo thrash, palesemente influenzato dal death melodico dei finlandesi Children Of Bodom. Degna di attenzione anche la penultima Bloody bridge, nella quale viene posto in risalto il freddo suono del basso di Mr.Ice (Alessandro Patrizi). Arriviamo dunque alla conclusione dell’album con una delle più belle canzoni in assoluto della loro produzione, se non la più bella: Revenge …best served cold. Caratteristiche principali: tempo veloce e sostenuto, meravigliose parti di chitarra e inserti di pianoforte strepitosi… Un qualunque conoscitore medio del metal percepirebbe in modo chiaro l’influenza della storica band Iron Maiden, con qualche tocco di modernità, melodicità e cattiveria che rende il tutto al quanto originale. Scelta perfetta per la conclusione del disco.

Che dire…nel complesso un ottimo album, anche se non esplicitamente cristiano: la band, a detta del fondatore, nasce principalmente col fine di porre in essere una denuncia sociale (sulla “condizione dell'uomo oggi, spesso relegata a inetto consumatore”). Temi comunque che colpiscono e assumono un valore concreto non indifferente. Unica pecca di "Evil All Its", forse, è la monotonia della voce che toglie parecchio al disco. Per il resto: validissimo sound, grande bravura tecnica e apprezzabile originalità. Gli Adamas hanno un futuro, su questo non c’è alcun dubbio.

Salvatore Garasto

VOTO

81

 

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