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Nel 2007, da un’idea di Luigi Castellani (alias
Faithful Father), nascono gli Adamas. Nel 2009 ecco venire al
mondo l’Ep di debutto dei sei ragazzi di Spoleto, "Exarco",
seguito a distanza di solo un anno dal loro primo magnifico full-length
sotto l’etichetta discografica della BPA Records: "Evil All Its".
L’album è composto da 7 tracce ben coese tra loro, caratterizzate da
schemi variabili e spesso innovativi. L’impatto con il primo brano (Baghdad,
singin’ in the raid) è notevole: si percepisce immediatamente il
particolare sound della band; una sorta di thrash melodico (melodicità
data principalmente dall’utilizzo della tastiera alla Children Of
Bodom) tendente in svariati punti al prog. Grande equilibrio tra le
parti strumentali, specialmente tra chitarra e tastiera, che verso il
concludersi del brano si contendono un assolo a dir poco mozzafiato
(qualità, bellezza e complessità dell’assolo di chitarra valgono
sicuramente come punto in più nella valutazione).
Sulla stessa linea, si apre la seconda traccia,
Bitch night. Ancora una volta stupisce il buon utilizzo della
tastiera (con un suono che si avvicina molto a quello di un organo). E
non si può che godere di un ulteriore assolo da capogiro, eseguito prima
dalla chitarra elettrica e subito dopo dalla tastiera per l’appunto. Non
sono da meno i pezzi seguenti: Adamas e la melodica ed
emotiva Pies from life. Ottima Still alive
(traccia più breve, ma non meno importante): 3 minuti e 45 di ottimo
thrash, palesemente influenzato dal death melodico dei finlandesi
Children Of Bodom. Degna di attenzione anche la penultima
Bloody bridge, nella quale viene posto in risalto il freddo
suono del basso di Mr.Ice (Alessandro Patrizi). Arriviamo dunque alla
conclusione dell’album con una delle più belle canzoni in assoluto della
loro produzione, se non la più bella: Revenge …best served cold.
Caratteristiche principali: tempo veloce e sostenuto, meravigliose parti
di chitarra e inserti di pianoforte strepitosi… Un qualunque conoscitore
medio del metal percepirebbe in modo chiaro l’influenza della storica
band Iron Maiden, con qualche tocco di modernità, melodicità e
cattiveria che rende il tutto al quanto originale. Scelta perfetta per
la conclusione del disco.
Che dire…nel complesso un ottimo album, anche se non esplicitamente
cristiano: la band, a detta del fondatore, nasce principalmente col fine
di porre in essere una denuncia sociale (sulla “condizione dell'uomo
oggi, spesso relegata a inetto consumatore”). Temi comunque che
colpiscono e assumono un valore concreto non indifferente. Unica pecca
di "Evil All Its", forse, è la monotonia della voce che toglie
parecchio al disco. Per il resto: validissimo sound, grande bravura
tecnica e apprezzabile originalità. Gli Adamas hanno un futuro,
su questo non c’è alcun dubbio.
Salvatore Garasto
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