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ADORA
Adora   (Ep)
swedecore
2004 - Self
(USA)
www.myspace.com/adora

 

L'omonimo Ep del quintetto di Orange County segna il debutto di questi cinque ragazzi americani che decidono di portare il messaggio di Cristo attraverso il metal, e più precisamente unendo al melodic death le sonorità del metalcore tipico delle loro parti.

Già dai primi secondi di My cross to bare si possono sentire le influenze death di questa band, soprattutto nei riff, pesanti e cadenzati, tipici del melodic death metal. Nel refrain notiamo subito un cambio tempo e la velocità di riff e fill aumenta. Si può notare l'influenza death anche nella durata della song, che raggiunge i 5 minuti, quando una normale canzone di metalcore non raggiunge i 4 minuti. Ottima la chiusura nel finale, con riff post-core e il growler che ripete il titolo "my cross to bare". A proposito di ciò bisogna citare lo splendido testo, una sorta di dialogo con Gesù nel quale i nostri ragazzi Lo ringraziano per il suo sacrificio, grazie al quale noi siamo salvi (You died so i could live, / You died so i could breath), e per averci distaccati dalle menzogne e dai falsi idoli nei quali l'umanità credeva prima della Sua venuta sulla Terra. Eternal warfare è meno cupa e più immediata rispetto alla precedente. Una particolarità di questo gruppo è che il growler non fa uso del cantato in clean, anche se in alcuni punti non guasterebbe, soprattutto dopo alcuni riff più tecnici e melodici. Tornando alle lyrics è ricorrente il tema del sacrificio di Gesù, accompagnato dalla proposta di impegnarsi a superare gli ostacoli che si affrontano senza avere paura. Crown of the thorns è caratterizzata da pesanti riff e fill di batteria, come sempre mescolando al metalcore suoni tipici del death scandinavo.

Betrayed segue lo stile della precedente, ma è un po' più lenta e ripetitiva, soprattutto nei riff. The uprising of a downfall tecnicamente è la traccia meglio riuscita, con riff veloci, frequenti cambi di tempo death e gravi fill, anche grazie all'uso della doppia pedaliera. Si può fare di meglio, ma considerato che sono al loro primo lavoro il risultato va più che bene.

Francesco Pellegrino

VOTO

72

 

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