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L'omonimo Ep del quintetto di Orange County segna
il debutto di questi cinque ragazzi americani che decidono di portare il
messaggio di Cristo attraverso il metal, e più precisamente unendo al melodic death le
sonorità del metalcore tipico delle loro parti.
Già dai primi secondi di My cross to bare si possono sentire le influenze death di questa band,
soprattutto nei riff, pesanti e cadenzati, tipici del melodic death
metal. Nel refrain notiamo subito un cambio tempo e la velocità di riff
e fill aumenta. Si può notare l'influenza death anche nella durata della
song, che raggiunge i 5 minuti, quando una normale canzone di metalcore
non raggiunge i 4 minuti. Ottima la chiusura nel finale, con riff
post-core e il growler che ripete il titolo "my cross to bare".
A proposito di ciò bisogna citare lo splendido testo, una
sorta di dialogo con Gesù nel quale i nostri ragazzi Lo ringraziano per
il suo sacrificio, grazie al quale noi siamo salvi (You died so i could
live, / You died so i could breath), e per averci distaccati dalle
menzogne e dai falsi idoli nei quali l'umanità credeva prima della Sua
venuta sulla Terra. Eternal warfare è meno cupa e più immediata
rispetto alla precedente. Una particolarità di questo gruppo è che il growler non fa uso del cantato in clean, anche se in alcuni punti non
guasterebbe, soprattutto dopo alcuni riff più tecnici e melodici.
Tornando alle lyrics è ricorrente il tema del sacrificio di Gesù,
accompagnato dalla proposta di impegnarsi a superare gli ostacoli che si
affrontano senza avere paura. Crown of the thorns è caratterizzata da
pesanti riff e fill di batteria, come sempre mescolando al metalcore
suoni tipici del death scandinavo.
Betrayed segue lo stile della
precedente, ma è un po' più lenta e ripetitiva, soprattutto nei riff.
The uprising of a downfall tecnicamente è la traccia meglio
riuscita,
con riff veloci, frequenti cambi di tempo death e gravi fill, anche
grazie all'uso della doppia pedaliera. Si può fare di meglio, ma
considerato che sono al loro primo lavoro il risultato va più che bene.
Francesco Pellegrino
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