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Con il debutto "Remove
The Earth" dell’anno scorso gli Advent hanno dimostrato di
saperci fare in campo metalcore; con il nuovo lavoro, "Naked And Cold",
decidono invece di alzare i livelli di feedback delle loro chitarre,
filtrare gli scream pesantemente, e presentarci un album
moshcore-mathcore in puro stile The Chariot. Si può dire subito
che come lavoro è grandemente superiore a qualsiasi cosa fatta dai
The Chariot, dato che i pezzi sono completi e non contaminati dai
piccoli fastidiosissimi campionamenti.
Con l'opener Nothing
il gruppo ci assale violentemente, prendendoci a pugni nello stomaco con
uno dei pezzi mosh più violenti che abbia mai sentito. La seguente
Overcome ci fa capire che più o meno l’intero disco seguirà
questa linea, e infatti durante lo scorrimento del Cd l’ascoltatore si
chiederà diverse volte se il disco non stia ripetendo lo stesso pezzo.
Fortunatamente però, prestando più attenzione ai brani, ognuno di essi,
pur seguendo lo stesso filo, dimostra di avere la sua propria anima. Per
esempio la title-track Naked and cold contiene degli
arrangiamenti di chitarra davvero strani per un disco mosh, rendendola
song originale. Oppure la bellissima Pack of fool, che
contiene un breakdown formidabile che dà l’impressione di essere un
ottimo pezzo da sentire live. Particolarissima invece è la closer,
Blackness of day: di solito dischi mathcore e moshcore
concludono con la stessa forza caotica di come sono iniziati; invece gli
Advent decidono di buttare via ogni stereotipo del genere, e di
concludere l’album con un brano sludge che, se non avesse strumenti
distinguibili, direi conterrebbe influenze drone. Pezzo davvero pesante
e inquietante, ed anche uno degli highlight del platter, proprio per la
sua particolarità.
Con questo album gli Advent mostrano di saperci fare anche nel
moshcore. Pur se a volte il platter si perde nella ripetizione, lo
consiglio a chiunque voglia qualcosa di potente, che faccia scorrere il
sangue nelle vene a velocità assurda. I miei complimenti al gruppo per
aver trasformato il moshcore in qualcosa di interessante.
Christopher Warman
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