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L’infaticabile W.S. (altri
progetti: Darkdark, Light Shall Prevail, Glaciial,
With Fire, Wrathful Plague, quest’ultimo però non
ascrivibile alla scena white), ci regala un altro full-length, che
ovviamente non può che essere di puro e duro ultra depressive black
metal. I riferimenti, solo musicali chiaramente, sono i soliti:
Burzum, Striborg e Xasthur, mentre le lyrics sono più
white che mai.
Tentare di raccontare un
disco simile è come cercare di descrivere un buco nero con gli strumenti
della fisica classica. Tuttavia ci proveremo: produzione sepolcrale,
echi e distorsioni portate alla esasperazione, drum machine ossessiva e
davvero ben programmata, voce molto monotona ma più convincente rispetto
ai lavori precedenti, melodie straniate... tutti questi ingredienti
danno luogo ad un sound inquadrabile come una psichedelia sciamanica
associata all’unblack (!). Il disco contiene due sole song: By the
sea e Man born blind, dal sobrio minutaggio di
oltre 21 e 32 minuti rispettivamente. By the sea dà
davvero l’impressione di una tempesta che arrivi "dal mare". Cantata
quasi in screaming, a metà song la "nave" è dispersa, ma alla fine
arriva Qualcuno che fa riprendere il pur tormentato viaggio; finisce con
un industrial sound solenne da non dimenticare. L’infinita Man
born blind è fortemente sporcata da sonorità dark-ambient e
trance, una traccia inenarrabile che segnerà positivamente chi proverà
ad ascoltarla tutta di seguito.
L’ascolto, ma è più preciso
dire l’esperienza, è arduo e irto di spine, anche per gli appassionati
del metallo più estremo, ma i paladini che arriveranno alla fine non se
ne pentiranno.
Daniele E.
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