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Non c’è niente più
orrendo di un disco emocore realizzato in modo frettoloso e con la sola
intenzione di realizzare più soldi per la label, perché questo tende a
rendere il lavoro ripetitivo e poco gradevole. Gli Akissforjersey
fortunatamente non fanno parte di questa categoria. Il loro ultimo "Victims",
oltre ad essere estremamente curato in ogni modo possibile, è un ottimo
esempio del fatto che anche un genere come l’emocore può essere, anche
se minimamente, innovativo.
L'opener,
Devices, apre con le vocals di Zach Dawson, per poi entrare con
scream e ritmi tipici del metalcore. Una opener bellissima, con una
melodia particolarmente orecchiabile, ed un'ottima collaborazione di
vocals pulite/screamate, particolarmente verso la fine, in cui le clean
raggiungono la cima più alta di tutto il disco. Segue Oh, infamous
city, pezzo particolarmente underoathiano, tranne per le vocals,
che sono come solo gli Akissforjersey possono offrire.
Believe, The fire e Parallels sono
tre delle quattro ballad, belle e melodiche, mentre A tree and
it’s fruit è una track strumentale con testi parlati, che
leggermente ricorda ai fans gli ‘oath di Salmarnin,
escludendo il russo che parla. La seguente Faces fa
tornare il disco all’emocore, con l’assenza però di scream. Con
Salus suas extanderealas concedit si completa la collezione di
ballad del platter: un pezzo davvero bello quest’ultimo, con ottime
vocals e dei testi che raccontano la storia di un uomo che chiede a Dio
il perdono e ha salva la vita prima di morire. Segue II,
brano dal nome strano, ma che fa tornare l’album sul binario del core,
ed è seguito da The flood, che uno dei pezzi forti del
platter. Chiude il disco The evidence, la miglior song del
Cd: le vocals sono ottime, e lo sono anche gli arrangiamenti,
particolari per un pezzo emocore, con vari stacchetti, chitarre che
vanno e vengono e breakdown realizzati in modo ottimo.
Non nego il fatto
che questo disco possa sembrare leggermente ripetitivo in alcuni punti,
ma il gruppo ha realizzato forse quello che è il disco emocore più
innovativo degli ultimi tempi. Se vi piace qualsiasi tipo di hardcore, e
avete voglia di qualcosa di meno aggressivo e più melodico, non cercate
oltre: lo avete trovato!
Christopher Warman |