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CRUTCH/ALETHEIAN
…Hope Prevails
 
ALETHEIAN
Dying Vine
 
 

 

ALETHEIAN
Apolutrosis
melodic death
2003 - Self / 2004 - Hope Prevails Productions
(USA)
www.myspace.com/aletheian

 

Album strano. Probabilmente chi ama la sperimentazione di tutto, e di più, non può fare a meno di ascoltarlo. Un’incredibile fusione di generi; questo però è sia il punto debole che la forza di quest’album. Sulla rete non c’è molto materiale su di loro, l’unico luogo dove si potevano trovare informazioni è stato quindi il loro sito ufficiale, e su di questo si definiscono una fusione di metal tecnico, melodic death, progressive e heavy. Sicuramente i ragazzi americani pescano a piene mani da tutti questi generi, li amalgamo e il risultato è complessivamente buono. Un modo di fare musica che comunque è ancora molto sperimentale e che deve essere evoluto per raggiungere un pieno successo. Inoltre quello che secondo me è l’errore più grosso è la lunghezza dell’album…35 minuti; se hai l’obiettivo di fondere più cose insieme devi avere anche il tempo di svilupparlo, altrimenti si finisce, come in questo caso, a lasciare una sensazione di blocco, di incompiuto, di tronco.

Ma veniamo al disco. Impostato come un’opera, diviso in movimenti e intervalli, diventa subito interessante appena attacca la track2 (Hamantia - Movement II): partenza con chitarra heavy, attacco con voce growl che si mescola subito dopo con voce pulita. L’impressione iniziale è più che positiva, cavolo mi sembra di sentire i Dark Tranquillity con riff alla Iron Maiden e la pazzia dei Meshuggah. Wow, la curiosità mi assale… Exaleiphein - Movement I, 1:54 minuti di intervallo con parole mormorate e sensazioni gotiche che ci accompagnano nel secondo movimento; questo mi ricorda in maniera folle la track2… l’album comincia a lasciarmi perplesso, bravi, bravissimi…ma se vi ripetete nello stesso album vuol dire che le idee non sono sviluppate al meglio. Splagchna, rimango colpito, un pezzo strumentale in cui la band non è intenzionata a far vedere la propria bravura, nulla di complesso o di incredibilmente tecnico, un dolce giro di boa che ci porta nella seconda parte dell’album Xenos - Movement I e Movement II. Queste non aggiungono assolutamente carne al fuoco e confermano l’enorme potenziale di crescita che ha ancora questa band.

Nel complesso un buon album, per ascoltatori attenti che amano sviscerare ogni singola cosa. Faranno sicuramente parlare di loro se insisteranno nel perfezionarsi e nel proporre e sviluppare le loro idee. Quest’ultime infatti sono molto interessanti, ma ascoltando l’album si ha questo senso di blocco che non apre sull’infinito mondo che vogliono farci vedere gli Aletheian, ma ce ne fa gustare solo un pezzo... Vedremo l’evoluzione di questi ragazzi sperando un giorno di ammirare il loro mondo in forma completa.

Luigi Cantamesse

VOTO

75

 

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