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Altera Enigma: dietro a questo nome che sa
di progressive lontano un miglio si celano Jason De Ron, ex chitarrista
dei Paramaecium, Jefray Arwadi (chitarrista e voce dei Kekal),
approdati al prog con approcci diversi (Soundscape per De Ron e
il prog black estremo dei Kekal per Awadi), e il bassista Kenny
Cheong, musicista di formazione Jazz Fusion. Con questa formazione, di
fronte ad un disco di puro prog metal strumentale, come minimo ci si
aspetta qualcosa di totalmente fuori dagli schemi. Purtroppo però,
l'attesa in parte viene disillusa, in quanto fin dalla opener del Cd,
Enigmatic alteration, ci si accorge che i clichè sono un po'
sempre quelli, un po' stile Gordian Knot se vogliamo, anche se
bisogna precisare che la qualità tecnica c'è tutta, e che le parti di
chitarra sono spesso molto ispirate e molto melodiche. Sovente si cerca
di dare una certa atmosfera ai brani, con buone parti di tastiera che
stendono tappeti gradevoli e ben supportati dall'ottima prestazione del
bassista.
Fading per esempio è un buon pezzo,
in cui synth e basso introducono una bella chitarra con linee pulite e
armonie ben costruite. In un paio di brani gli Altera Enigma
cercano di dare un tocco di innovazione inserendo parti vocali sia in
growl che in pulito, e in proposito merita di essere citato
Pasividas sudut pandang, dotato di ottimi passaggi sia in
termini ritmici che melodici tra i tre canoni nei quali si articola il
brano. Inoltre è da annotare il come ogni canzone, pur sapendo sempre di
"già sentito altrove" (per un buon ascoltatore prog), tende a mantenere
una propria identità e un proprio distacco dalle altre, segno questo
dell'impegno che i tre musicisti hanno profuso nella composizione del
disco.
Cosa dire quindi? Sicuramente tenderei a vedere il
bicchiere mezzo pieno, in quanto le idee buone ci sono, ma non sono
purtroppo sviluppate a pieno, forse per la paura di sganciarsi troppo da
canoni collaudatissimi nel genere. Comunque sul piano dell'originalità
non bisogna scandalizzarsi più di tanto: è questo un genere nel quale
un'idea veramente originale latita da tempo, se ne vedranno si e no un
paio all'anno, e quando si vedono, non si può fare altro che metter via
valutazioni di melodia, tecnica, ritmo et cetera e ringraziare il cielo
per il miracolo.
Marco Gandini
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