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ALTERA ENIGMA
Alteration
prog
2006 - Self
(Australia)
www.myspace.com/alteraenigma

 

Altera Enigma: dietro a questo nome che sa di progressive lontano un miglio si celano Jason De Ron, ex chitarrista dei Paramaecium, Jefray Arwadi (chitarrista e voce dei Kekal), approdati al prog con approcci diversi (Soundscape per De Ron e il prog black estremo dei Kekal per Awadi), e il bassista Kenny Cheong, musicista di formazione Jazz Fusion. Con questa formazione, di fronte ad un disco di puro prog metal strumentale, come minimo ci si aspetta qualcosa di totalmente fuori dagli schemi. Purtroppo però, l'attesa in parte viene disillusa, in quanto fin dalla opener del Cd, Enigmatic alteration, ci si accorge che i clichè sono un po' sempre quelli, un po' stile Gordian Knot se vogliamo, anche se bisogna precisare che la qualità tecnica c'è tutta, e che le parti di chitarra sono spesso molto ispirate e molto melodiche. Sovente si cerca di dare una certa atmosfera ai brani, con buone parti di tastiera che stendono tappeti gradevoli e ben supportati dall'ottima prestazione del bassista.

Fading per esempio è un buon pezzo, in cui synth e basso introducono una bella chitarra con linee pulite e armonie ben costruite. In un paio di brani gli Altera Enigma cercano di dare un tocco di innovazione inserendo parti vocali sia in growl che in pulito, e in proposito merita di essere citato Pasividas sudut pandang, dotato di ottimi passaggi sia in termini ritmici che melodici tra i tre canoni nei quali si articola il brano. Inoltre è da annotare il come ogni canzone, pur sapendo sempre di "già sentito altrove" (per un buon ascoltatore prog), tende a mantenere una propria identità e un proprio distacco dalle altre, segno questo dell'impegno che i tre musicisti hanno profuso nella composizione del disco.

Cosa dire quindi? Sicuramente tenderei a vedere il bicchiere mezzo pieno, in quanto le idee buone ci sono, ma non sono purtroppo sviluppate a pieno, forse per la paura di sganciarsi troppo da canoni collaudatissimi nel genere. Comunque sul piano dell'originalità non bisogna scandalizzarsi più di tanto: è questo un genere nel quale un'idea veramente originale latita da tempo, se ne vedranno si e no un paio all'anno, e quando si vedono, non si può fare altro che metter via valutazioni di melodia, tecnica, ritmo et cetera e ringraziare il cielo per il miracolo.

Marco Gandini

VOTO

70

 

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