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Se il Brasile si mettesse davvero - intendo come trend
- a dare alla luce dischi unblack con produzione svedese, allora da fans
del genere potremmo pure stappare la migliore birra che abbiamo in cantina,
non chiederemmo altro; ma
purtroppo mi sa che quella bottiglia-evento rimarrà immacolata al fresco ancora a lungo, perché gli Amnos e il loro debut Ep sono
solo una piacevolissima eccezione. Il sonoro è talmente
pulito e settato in modo così elaborato che
obiettivamente sarà difficile possa aver seguito nell'underground amazzonico. È
proprio nella terra dell'unblack più povero che risiedono dunque i cinque corpse-painting muniti, che in
"Dia De Trevas" immortalano quattro pezzi in un
crescendo di interesse, gusto compositivo e brillantezza esecutiva.
Intro per lo più ambient: folate di vento
scuotono campanelli portando nubi da tempesta, dalla quale sorge la strumentazione, e lo fa con una sinistra tastiera e con
loschi riff
di sei corde. Agnus Dei, brano che, in portoghese, tratta del sacrificio
redentore del Verbo incarnato, è fin da subito black pieno e tastieroso,
con avvincenti loop di chitarra, doppia cassa pestata e uno screaming intestino, il tutto
strutturato e vario ritmicamente; il pezzo nei suoi passaggi più
atmosferici ricorda non poco i norvegesi Frosthardr di "Makteslos". A chiudere riprende il
temporale, col quale giungiamo alla terza traccia, la cristocentrica
Exaltado, in cui si va più sull'old-school e sul caustico, dove riuscito è un
aulico rallentamento, dove il mood tastieristico è fascinosamente thrilleroso,
e dove la chiusa si dà alla tecnica strumentale. Già approdiamo
alle soglie della fine, con l'ultimo capitolo che è affascinante scoprire
essere di gran lunga il migliore: Sentença de morte è aperta e chiusa da
due detonazioni sorde, alla seconda delle quali si ode un ardere
di fiamme nel rimbombante silenzio, spente da scrosci d'acqua
purificatrice. La track
musicalmente è black tecnico dall'anima oscuro-epicheggiante, in cui la
sezione ritmica, variegata nella tempistica, risulta più prepotente che
mai, ma anche vagamente viking oriented.
Tirando le somme di "Dia De Trevas"
direi che gli sconosciutissimi Amnos mi sono risultati davvero
una rivelazione, l'auspicio è che questo sorprendente Ep sia solo il
proemio di una lunga discografia che di loro farà probabilmente molto
parlare. Auguri!
Vaake
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