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Eccomi a parlarvi di questo "Gothic Soul" debut
album della band brasiliana Amos. Un disco che segna l’avvento
della band sudamericana nella scena underground internazionale. L’album
mette bene in chiaro quale sia il sound proposto dal terzetto di Campo
Grande, ossia, un’ottima commistione di heavy metal classico e di
tenebroso gothic metal. Un mix sapiente, ben sviluppato e decisamente
maturo per un debut album autoprodotto.
In tutti i brani di questa produzione si possono scorgere i
caratteri tipici del gothic più ricercato, ossia, una linea vocale
maschile (affidata al singer
Rodrigo
Shimabukuro) profonda e melanconica, melodie strutturate su giri
semitonali, tetri e lapidari riff di basso (Promise) ed
un’accordatura delle pelli (affidate a Ricardo Thibal) orientata verso
sonorità decisamente profonde ed oscure. La differenza sostanziale che
intercorre fra il sound degli Amos e quello della maggior parte
delle gothic metal band, è la grande influenza heavy, che pervade in
modo inscindibile tutti i brani di questo "Gothic Soul". Accanto
alla classica chitarra ritmica, infatti, si affiancano costantemente i
veloci ed ispirati riff del chitarrista
Evandro Vaz
che non lascia mai sola la voce di Rodrigo Shimabukuro nemmeno durante
le strofe (Flower of blood). Per quanto riguarda i testi,
la band chiarisce la propria posizione religiosa già dal titolo di
alcuni brani, come Promise e The Son of God
e proprio con Promise porta avanti in modo inequivocabile
il messaggio del Cristo morto e risorto per salvare l’umanità,
ricordando a tutti gli ascoltatori di non chiudere gli occhi perché il
Paradiso è una realtà: "Heaven is a reality / don't close your eyes".
Nel complesso un disco che convince e che unisce
sapientemente delle lunghe "cavalcate" chitarristiche (Evil’s root)
tipiche dell’heavy metal più classico, con tematiche e sonorità
inequivocabilmente goticheggianti. Una produzione che ha saputo,
analogamente a quanto fecero i Candlemass con il doom, unire due
generi distanti e di difficile amalgamazione. Un album adatto a tutti
gli amanti del metal a 360°, con particolare riferimento a chi è aperto
a nuove commistioni e contaminazioni musicali.
Luca Sileni |