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Giovane quanto promettente quintetto danese quello
degli Amplified, che esordisce autoprodotto con "Determined",
Ep di circa venti minuti dalla front cover inguardabile, ma che
fortunatamente non riflette in alcun modo il sound, intrigante e ben
registrata miscela di swedish death, progressive death e qualche tocco
di deathcore, che di questi tempi fa sempre trendy.
Tre lunghe tracce, ma non dello stesso livello,
perché magari fossero state tutte come la opener Determined to
desire!, una vera perla omogeneamente costituita di ritmiche
dinamitarde intessute da trame melodiche, di deep growl e cenni screamo,
di swedecore, di un suadente coro clean stile In Flames di "Reroute
To Remain", di partiture death old-school, di sincopati con ruggenti
growl e a coronare il tutto un bel lungo solo sul finale. Brano che è un
piccolo masterpiece per i nordici christian metal heads, non replicato
tuttavia nella successiva Intimacy, che apre sì erudita
citando Opeth e Novembre, ma che poi nello sviluppo
compositivo si siede su uno swedecore in deep growl ricco di varianti,
ma poco stringente e finalizzato. L'andamento grafico, in vistoso
calando, torna a impennarsi con la terza e ultima His liberating
grace, melodeath con incastonamenti deathcore, traccia che fonde
con maturità violenza e melodia.
Esordio complessivamente positivissimo, e nel caso
di Determined to desire (song che da sola vale tutto il -
modesto - prezzo dell'Ep), addirittura sbalordente. Ora la curiosità di
verificare l'evoluzione di questo interessante combo si fa tangibile,
sperando che non ceda al mainstream virando verso lo swedecore o il
deathcore puri, ma che anzi sviluppi e valorizzi la matrice progressiva.
Vaake
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