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Dall'unione di due grandi talenti quali il virtuoso axeman Dennis
Cameron ed il vocalist, che non ha certo bisogno di troppe
presentazioni, Rob Rock, nacque nel 1988 il progetto Angelica, una white band canadese dalla proposta musicale che ruota strettamente
attorno ad un classico robusto heavy orientato però di netto verso soluzioni
melodiche. Questo omonimo album è il loro debut e
concentra i propri punti di forza oltre che nella straordinaria voce
di Bob e nelle linee melodiche accattivanti e catchy, nella produzione di altissimo livello
e nello
straordinario lavoro solistico di Cameron; strutturalmente, a livello
di songwriting, sono tracce piuttosto semplici ma che riescono
comunque a farsi amare proprio per la facilità di metabolizzarle:
concedetegli quattro o cinque ascolti ed a quel punto alcuni refrain
difficilmente riuscirete ad impedire che riecheggino nella vostra
testa.
L'omonimo "Angelica", dalle liriche profondamente segnate
dalla fede cristiana del combo, esordisce con
There's only one hero, heavy a tratti irruento a
tratti soffuso, in cui la superba capacità vocale del celebre singer
si impone immediatamente ed in cui interessanti sono anche alcuni
accenni progressivi. Sei soddisfatto della tua vita senza Dio? Sei
tu realmente felice ora? "Are you really happy?" martella nel finale
la catchy Are you satisfied che propone oltre a
passaggi più veloci anche un costante duetto tra lead e backing
vocals. Uomo senza Dio, tu non sei esistenzialmente contento, ma io
si perchè I believe: sound massiccio, buonissimo
assolo, cambi di ritmo ed un avvolgente chorus fanno da contorno a
questo appassionato atto di fede. Danger zone apre a
sorpresa con un'esplosione sintetica, poi anche qui si impone il
chorus con la fantastica voce di Rob Rock accompagnata da polifonie.
Shine on me arriva ad emozionare, grandi gli acuti
finali, mentre Only a man apre poderosa con subito un
fantastico guitar solo dell'ispiratissimo Dennis.
Il refrain ed un clamoroso acuto rimangono impressi in
One step at a time.
Passione
vocale e passione chitarristica (qualità e quantità nel passaggio
solistico in questa song si intrecciano sapientemente) emergono in
Will I ever learn, che chiude un pò a sorpresa.
La nona
Take me è mansueta nel riffing, attende, anche nel
cantato, l'ingresso della strumentazione che
puntualmente irrompe tuonante: entusiasma il duetto voce-coro; il
sound torna soffuso e genera un tagliente solo, la track è
accompagnata al termine da un acutone. La successiva è una traccia
strumentale di tre minuti,
Ahh!
si intitola, e già questo basta per far capire come sia piuttosto
scherzosa, ma quanto a tecnica chitarristica Cameron qui non scherza
per nulla. Heavy andante e buonissima linea vocale affiancata dal
coro caratterizzano S.O.S. dove si apprezza anche un
notevole passaggio prog.
Termina questi 43 minuti
Face to
face, dove al microfono impazza il guest Ken Tamplin (anche
produttore del disco), con un finale esaltato da acuti infiammati.
Un gran bell'album per gli amanti dell'heavy, ma anche della
melodia.
Vaake
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