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ANGELICA
Angelica
 
 

 

ANGELICA
Rock, Stock & Barrel
AOR
1991 - Intense Records
(Canada)
www.denniscameron.com

 

Terzo gradino esistenziale per la creatura dell'axeman Dennis Cameron, e terzo differente singer. Drew Baca subentra infatti a Jerome Mazza, che a sua volta era stato depositario della pesante eredità di Rob Rock nel bellissimo omonimo debut. Sono assai lontani i tempi di quell' "Angelica": qui il sound, dal roccioso heavy che fu, si adagia su comode lande di happy music, creando sonorità tipiche dell'AOR, dove le melodie sono facili e quasi mielose, ma dove altresì permangono ottimi spunti chitarristici del sempre ottimo Cameron.

L'opener è già una signora traccia: The fire inside trova un inatteso protagonista nel basso di Robert Pallen, le armonie strutturali sono assai catchy, il chorus decisamente happy ed il refrain trionfa enfatico; bello l'articolato bridge che conduce al lungo lodevole assolo del mastermind del progetto Angelica. In Someone to believe in troviamo mood ancor più gioiosi che arrivano ad esagerano nella zuccherosa polifonia centrale. Con Cover me ci si addentra addirittura in sentieri blues: sprazzi intensi e basso pulsante, il blues si fa senza compromessi nel guitar solo. L'apertura heavy di Home sweet heaven lascia ben sperare, ed in effetti è la song più graffiante del platter, nonostante le melodia imperi sempre incontrastata. A little love si caratterizza per la presenza di un'invasiva tastiera, mentre la seguente Sail away nonostante non si dissoci dai clichè del songwriting generale risulta una traccia poco riuscita. Altro attacco heavy lo troviamo in Keep pushing on la quale però, ben presto, si volge di nuovo alle delicatezze AOR con anche fasi soffuse e rilassate, ma con protagonisti sempre gli avvinghianti refrain ed il lead guitar work, in particolare con un solo piuttosto enfatico. Curiose sono le percussioni di Bobby Lawrence in Bumble boob groove, preannunciano di certo qualcosa di particolare, che sarà infatti la versione elettrica e distorta del "volo del calabrone" di Rimsky Korsakov; sound intenso, il finale è addirittura caotico: bella traccia! Rhyme & reason è lenta in avvio ed intensa nel finale, Without words particolarmente ilare, come del resto la finale Oh Canada, però infuocata da una lead guitar aizzata da tal dedica alla terra natìa.

Il combo canadese sforna con "Rock, Stock & Barrel" un disco francamente inatteso per chi conosceva il monicker nella versione robrockiana, ma per gli amanti dell'AOR e della felice dolcezza in note può essere un disco da prendere quantomeno in considerazione.

Vaake

VOTO

74

 

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