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ANIMA MUNDI
The Vision
unblack
2011 - self
(Italia)
www.myspace.com/animamundimetal

 

E’ al secondo demo questa notevole one man band friulana, il cui mastermind è SetteSigilli, al secolo Salvatore Garasto. L’unblack proposto è originale, accostabile in alcune atmosfere ai finnici Parakletos.
Le tematiche affiancano alle classiche escatologie anche notevoli citazioni e parafrasi del Vangelo, oltre a considerazioni personali. Copertina minimalista ed interno di gran gusto completano questa presentazione.

Si parte con Misericordias Domini in aeternum cantabo, stupenda liturgia metal con voce femminile ed organo. In The vision il nostro lancia il primo assalto, con la melodia che si sposa benissimo alla violenza, peccato per la confusione dovuta ad un registrazione assolutamente non sufficiente. Tale problema accompagna praticamente tutto il disco. Like a thief è altro pezzo tirato, con apprezzabile assolo. Suggestiva l’acustica Why, che per certi versi assomiglia ad ottime cose prodotte dal dark tricolore. Una primigenia virulenza hordiana promana da Fight without shame, velocissima, ma "fiacca" è To change the world. Endless - Lux perpetua è uno strumentale composto da virtuosismi organistici reminescenti Bach. Un oscuro e prolungato arpeggio introduce la feroce I believe. Words chiude degnamente l’opera con spoken words e crescendo degli strumenti.

Raro trovare un disco unblack che non annoia mai dall’inizio alla fine. "The Vision" ci riesce, grazie alle sue sfaccettature che riempiono un po’ tutto lo spettro acustico di queste latitudini musicali. Il gusto compositivo è apprezzabilissimo e quasi mai cade nei cliché del già sentito, merce ancora più rara per gli appassionati. Quello che invece non va è una produzione che affossa parte del fascino del disco. Almeno 9 punti sono stai tolti dalla valutazione per questo motivo. Abbiamo a che fare con sonorità estremamente suggestive e l’incisione non sarebbe adatta neanche a chi fa dell’ultraraw. Per intenderci la qualità del suono è di poco superiore a quella degli ecuadoriani Phanerosis, ed è tutto dire. Per il resto, aspettiamo di sentire un disco registrato come Dio comanda (è il caso di dirlo) da questa ottima realtà italiana, di sicuro avvenire.

Daniele E.

VOTO

79

 

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