Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
ANTESTOR
The Defeat Of Satan - Despair
 
ANTESTOR
Martyrium
 
ANTESTOR
The Return Of The Black Death
 
ANTESTOR
Det Tapte Liv
 
ANTESTOR
The Forsaken
 
INTERVISTA
12/6/2013
 
 

 

ANTESTOR
Omen
unblack
2012 - Bombworks Records
(Norvegia)
www.myspace.com/antestorband - www.antestor.no

 

Sette anni. Sette anni sono tanti nella vita di un essere umano: gioie, sofferenze, cadute verso l’abisso e risalite verso la luce che si alternano in un tremendo amplesso di luce e tenebra.

Sette anni. Sette anni possono cambiare il volto del cammino di un individuo, delineando scenari esistenziali alle volte imprevedibili altre volte figli, nel bene e nel male, delle quotidiane scelte della nostra coscienza che, non sempre in modo lineare e chiaro, percorre gli spettrali viali dell’esistenza. Sette anni. Sette anni possono cambiarci nel profondo, modificare il nostro modo di essere e portarci quasi a non riconoscerci più, schiacciati e lordati dall’umana caducità e miseria. Eppure, scrutando nel profondo della nostra anima, nonostante i traumi, le ferite, le gioie ed i cambiamenti, è sempre possibile ritrovare noi stessi, con il nostro dolore e la nostra piccola fiamma d’Eternità nel cuore. Sette anni. Sette anni devono essere stati tanti anche per Ronny e Lars i quali, in mezzo alle intemperie della vita, hanno trovato la forza di tenere alta la bandiera della musica estrema, circondandosi di nuovi compagni di ventura e portando alla luce il degno successore di quel capolavoro assoluto ed immortale che è "The Forsaken".

"Omen" ha finalmente visto la luce e sin dalle prime battute della devastante opener Treacherous domain ci si rende conto che il sound degli Antestor è cambiato, allontanandosi dagli stilemi più strettamente black che avevano portato il precedente album nell’olimpo della musica estrema e spostandosi su territori musicali più eterogenei. La stessa voce di Ron, per fare un esempio chiaro dell’evoluzione del sound dei nostri, ha un approccio diversissimo da quello al quale eravamo stati abituati, pur senza perdere nulla nella sua dirompente disperata potenza: l’anima della band è sempre la stessa, la voglia di cantare il lato oscuro della vita viene sprigionata in ogni singola battuta di questo album, arricchendo il mood del precedente lavoro con derive musicali più eterogenee che innervano, con sapiente maestria, il nero nucleo sonoro della band norvegese. Manifesto di questo nuovo sound è la seconda traccia, Unchained, nella quale si mostrano tutte le qualità degli Antestor: colpisce particolarmente il lavoro di Jo Henning Børven dietro le pelli che, con sapienti ceselli ritmici e preziosi intarsi sonori, si dimostra essere stato un perfetto e devastante acquisto per il combo norvegese. Sarebbe inutile e noioso elencare singolarmente tutti i brani che compongo questo capolavoro (eh si, capolavoro perché di questo si tratta): dalle affascinanti prime battute di Remnants, passando per il furioso e incontenibile lavoro ritmico di Torn apart, senza dimenticare le meravigliose alchimie sonore di All towers must fall e la toccante poesia di Benighted, ogni singola nota di questo lavoro riporta alla luce il talento dei norvegesi, regalandoci un sogno che fino a qualche mese fa sarebbe stato solo follia sperare.

Sette anni  Sette anni possono essere un’infinità eppure gli Antestor sono ancora qui con noi, regalandoci un album meraviglioso e che non potrà deludere nessuno dei fan della band e non solo, a patto che si sia pronti ad abbandonare il mood più strettamente black di "The Forsaken" per aprirsi ad un non meno affascinante affresco sonoro. E’ difficile essere razionali davanti ad album di questa potenza emotiva, lirica e sonora. Il lavoro di tutti i musicisti è magistrale, compreso l’accorto e ben temperato impiego delle tastiere da parte del buon Nickolas Main Henriksenn, dimostrando come tutti i nuovi innesti siano stati decisamente azzeccati: il trio di chitarre composto dal caro Lars, al quale si sono aggiunti Robert Bordevik e Thor Georg Buer, si abbatte come una devastante onda di note travolgendo ogni ostacolo sul proprio cammino mentre la sessione ritmica composta dal suddetto Jo Henning Børven e dal bassista Erik Normann Aanonsen avanza quadrata e granitica, innalzandosi come un solido e monumentale monolite sul quale poggiano le evoluzioni musicali del resto del combo scandinavo. Bentornati imperatori e grazie: grazie per aver ancora una volta illuminato il nostro viaggio nei dolorosi ed allo stesso tempo luminosi sentieri della vita con la vostra immortale arte. Risulta difficile chiudere la recensione di un album intenso come questo. L’unica cosa che mi viene da dire è “Sono tornati”: queste semplici ma totalizzanti parole credo possano dire tutto.

 

Tracklist:
1. Treacherous domain (05:22)
2. Unchained (03:57)
3. In solitude (04:34)
4. The kindling (05:25)
5. Remnants (06:01)
6. All towers must fall (06:48)
7. Torn apart (04:19)
8. Tilflukt (03:42)
9. Benighted (04:52)
10. Mørkets grøde (06:00)

 Warlike Poet

VOTO

95

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it