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Dal Brasile con furore si presentano i nostri tre
paladini del brutal cristiano; è così che gli Antidemon debuttano sulla
scena musicale con la prima release ufficiale, si parla di "Demonicidio".
Non spaventatevi dall'esorbitante numero di tracce che vedete in
copertina (27), i nostri sanno il fatto loro e riescono pienamente a
riempire questo Cd in maniera soddisfacente, sia pure un po' ripetitiva,
ma efficace. Ma andiamo alle presentazioni. Gli Antidemon
nascono dal desiderio di Batista di diffondere il vangelo tramite la
musica: affiancato dalla moglie Elke alle percussioni e da Kleber alla
chitarra, Batista, accompagnato dal suo basso, growleggia
eccellentemente il messaggio cristiano che gli Antidemon propongono;
è da
sottolineare la forte personalità del nostro singer, pastore tra l'altro
di diverse chiese brasiliane, quindi uomo dal non poco carisma.
Arriviamo al Cd. I nostri propongono un brutal grind violento e potente,
molto veloce e deciso, con tempi che passano dal lento al veloce, blastbeats forse poco evidenziati dal tipo di batteria usata per le
registrazioni (rullante e cassa poco marcati secondo me), schitarrate
violente e voce roca e gutturale a più non posso, proposta da un Batista
veramente infuriato e deciso.
L'album è pubblicato nel 1999,
periodo sia pure di declino per la scena brutal (i Mortification si
stavano dando al death-thrash, i Crimson Thorn erano fermi da due
anni), che poi però grazie a release di questo tipo si riprenderà
pienamente per dare luce contemporaneamente a band ancora più estreme
nel genere (vedi i Vomitorial Corpulence i quali essendo già sulla scena,
ma in maniera underground, pubblicano proprio in quell'anno la release
che li fionda sul mercato). Piena battaglia spirituale, è di questo che
parla la maggior parte
delle lyrics (completamente in brasiliano) che leggiamo sull'album; dando un'occhiata
alla tracklist troviamo titoli come Guerra ao inferno o
Terminata maldicào che testimoniano quanto i nostri siano
decisi nel testimoniare il loro odio verso il peccato e il male, e
quindi la loro devozione a Dio e la loro fede. E si parla in growl;
sessantadue minuti di pieno growl suddivisi in ventisette tracce, di
durata media sui due minuti: non mancano i brani da pochissimi secondi
come Libertacào, Libertacào II o la citata
Terminata maldicào, trovata questa puramente naphalm-deathiana.
Inutile dire che ventisette brani
su un Cd non possono durare sei minuti ciascuno, sarebbe una tortura (e
poi neanche ci entrerebbero), ma gli Antidemon riescono a dosare bene le lunghezze
dando al
loro pubblico un album fluido, orecchiabile e, anche se un po' ripetitivo
su certi aspetti (tonalità dei brani, accavallamenti di tempi fatti
troppo con lo
stampino), grintoso e accettabile per chi vuole sentire del serio brutal.
Nel complesso "Demonicidio" è l'ennesima prova che in Brasile il white metal non
è attivo...di più, è stra-attivo, e non solo in Brasile, ma in buona parte del
Sud America: si parla ad esempio di Argentina, Panama, Colombia, tutti stati dove il white metal sgorga a fiumi,
e in particolare la scena death con band come Encryptor, Skymetal,
Sabbatariam e chi più
ne ha più ne metta.
Francesco Romeggini
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