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Il 2010 per gli Antithesis è l'anno di "Dreaming
Reality", un disco in cui la band dell'Ohio, pur senza rinunciare a
riff thrash-groove, imposta i brani su sonorità maggiormente heavy-power
metal rispetto al prog di "Dying For Life".
Le danze si aprono con The madness,
un brano che in qualche modo si rifà ai Cage, e sebbene il nostro
frontman Matt Adkins non abbia la stessa estensione vocale di Sean Peck,
la sua prova ai microfoni è decisamente convincente; è sicuramente lui a
mio parere il punto di forza degli Antithesis. Forsennati ritmi
groove sono le colonne portanti di pezzi come Endless circles
o l'ipnotica title track Dreaming reality. Interessanti
poi i cambi di velocità di The prophecy, l'unica che in
tutto il disco presenta vere e proprie influenza prog metal, anche se in
realtà ci sono altri brani con strutture compositive complesse; basti
pensare per esempio a Venom divine o la successiva
The bleeding, dai ritmi però più regolari. Si prosegue con
Final season, un altro pezzo power metal in stile Cage,
che mantiene viva l'attenzione solo grazie a velocissimi solos di
chitarra di un Paul Konjicija più in forma che mai. Blue è
la voce fuori dal coro di questo album e secondo me anche il punto più
alto di "Dreaming Reality". L'intro è ovviamente un solo blues
che fa da rampa di lancio ad un intenso hard rock ricco di virtuosismi
strumentali, ma mai fine a se stessi. Il risultato è ottimo, ascoltare
per credere! La chiusura è affidata Breaking my will in
pieno thrash old school per puristi.
Non è facile catalogare gli Antithesis. Il
disco in questione presenta molti elementi tipici del power metal
statunitense, senza sdegnare le sonorità thrash. Ma una cosa è certa, se
amate il metal con singer dotati di un'elevata estensione vocale e con
solos di chitarra eseguiti a grandi velocità, non fatevi scappare "Dreamin
Reality", ne resterete piacevolmente soddisfatti.
Daniele Fuligno
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